Premier League, lo Stoke City regala un anno di trasferte ai tifosi

La società ha annunciato che per il 5° anno di fila pagherà il bus a ogni tifoso che si recherà in trasferta nel corso della stagione 2017/2018.

I tifosi dello Stoke City FC

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La Premier League corre, cambia, si evolve. I ricchissimi accordi per i diritti TV che hanno riempito di soldi anche le società meno quotate, gli stadi sempre più pieni (a prezzi sempre più alti) ma soprattutto tante, tantissime iniziative per porre il tifoso sempre al centro dell'attenzione. È forse questa, più di tutte le altre, l'enorme differenza esistente con gli altri campionato europei. 

Dopo anni di controllo totale su ogni aspetto della vita sociale di un tifoso, i club inglesi hanno capito che era il momento di cambiare e rivedere le priorità. Fino a qualche anno fa la Premier League era fatta di veri e propri clienti, disposti a pagare qualsiasi cifra pur di essere presenti alle partite della propria squadra del cuore. Quel sistema però, sembrava via via deteriorarsi, visto che in molti cominciarono a disertare in segno di protesta, lasciando vuote le tribune o uscendo a metà partita per dimostrare il loro malumore. 

È stato in quel momento che qualcosa è cambiato. Dapprima la decisione di bloccare il prezzo dei biglietti per le trasferte, stabilendo un tetto massimo di 30 sterline, successivamente coinvolgendo il tifoso tramite una serie di campagne pubblicitarie, sconti sui biglietti o aiuti economici in genere e premi ai più fedeli. Tutte queste iniziative hanno permesso a molti club di riguadagnare la stima e la fiducia della propria fanbase e portare così sempre più persone allo stadio. 

La Kop, settore caldo del tifo del Liverpool

Premier League, le società al fianco dei tifosi

Di esempi, anche recenti, ce ne sono tantissimi: è il caso dell'Everton che lo scorso 6 maggio, dopo essersi visto spostare la partita precedentemente in programma per il sabato pomeriggio alla domenica sera, decise di rimborsare l'intero costo della trasferta ai tifosi che per quella modifica non sarebbero potuti recarsi al Liberty Stadium. Sempre l'Everton, qualche mese prima, aveva donato di sua spontanea volontà ben 200mila sterline alla famiglia del piccolo Bradley Lowery, scomparso la settimana scorsa dopo più di un anno di lotta contro il tumore. 

Rimanendo sempre a Liverpool, basta attraversare Stanley Park per rivivere la straordinaria campagna di promozione del kit ufficiale per la stagione 2017/2018 dei Reds, durante la quale il club ha scelto di premiare alcuni dei suoi tifosi più fedeli (dal più piccolo al più anziano) sorprendendoli con la visita nelle loro case di un giocatore. E ancora l'Everton, che lo scorso agosto, quando uno dei suoi tifosi più anziani collassò per un infarto sulle tribune di Goodison Park, aiutò economicamente la famiglia, onorandolo poi con un minuto di silenzio nel match casalingo successivo. 

Alcuni bimbi, probabilmente tifosi dell'Everton, giocano a calcio all'ombra di Goodison Park

Lo Swansea che lo scorso anno decise di pagare un terzo del costo del biglietto di trasferta ai tifosi (operazione da oltre mezzo milione di euro), o il West Ham che pochi anni fa rimborsò i propri supporters dopo una rovinosa sconfitta fuori casa per 6-0, o ancora l'Huddersfield che dopo la storica promozione in Premier League rimborserà con 100 sterline ogni tifoso abbonatosi ancora prima della finale playoff.

Insomma, di esempi se ne potrebbero fare a decine, ma la sostanza rimarrebbe sempre la stessa: in Inghilterra si è capito che il tifoso deve essere una componente fondamentale, non solo uno dei tanti fattori sui quali guadagnare. 

Non per ultimo lo Stoke City, che per il 5° anno di fila ha comunicato che pagherà ai tifosi il costo del biglietto del bus per le trasferte. 

Due tifosi dello Stoke City all'esterno del Britannia Stadium

È la cosa giusta da fare?

In molti si chiedono quale sia la reale utilità di queste iniziative. Ovvero: perché io tifoso che supporto la mia squadra da quando sono nato e vado allo stadio da quando sono bambino, dovrei chiedere aiuto alla società? Io alle partite presenzio incondizionatamente, perché la società vuole aiutarmi? Sta per caso cercando di comprarmi?

Niente di più sbagliato. Il tifoso, e lo Stoke City che sta pensando di ampliare il Britannia Stadium perché è sempre pieno ne è un caso lampante, in questa maniera viene fidelizzato. Mi spiego meglio: tu società mi dai una mano? Io ti ripago acquistando del merchandising, venendo allo stadio con maggiore frequenza e portando con me i miei figli e/o amici.

Si crea un circolo vizioso che permette a entrambe le parti di guadagnare qualcosa e permette il rafforzarsi del rapporto di fiducia tra tifoso e società.

Un tifoso acquista da mangiare prima della partita della sua squadra del cuore

Non c'è un motivo valido per il quale queste scelte delle società debbano essere criticate. Il calcio inglese è sicuramente il più equilibrato e competitivo al mondo, sebbene non sia il più bello o tatticamente gradevole da vedere, ma se a questo aggiungiamo tutte le componenti elencate qui sopra e la probabile futura introduzione delle safe standing, il divario con gli altri campionati europei potrebbe aumentare ancora di più.

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