NBA, Chris Paul a Houston: la scelta umana e tecnica di una stella

L'approdo di Chris Paul ai Rockets ha aperto un'estate caldissima e ricca di movimenti. Houston ora è una contender, ma le due stelle sapranno riciclarsi e coesistere?

La coppia d'oro dei Rockets.

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È stato il primo, vero, roboante botto di mercato in questa offseason NBA che ha regalato spettacoli pirotecnici degni di un capodanno da giubileo. Chris Paul ha lasciato i Los Angeles Clippers per andare agli Houston Rockets, ma non ha voluto far passare sei anni di ricordi così, senza lasciare traccia. Si è seduto al tavolo con la società e ha convenuto con loro che era il momento di cambiare rotta per entrambi, ma Chris ha voluto fortemente una cosa per un legame che lo vincola ai Clippers e alla città:

Voi avrete qualcosa in cambio dalla mia dipartita.

Così è stato, perché pur potendo accasarsi in qualsiasi posto avesse voluto (gli Spurs erano molto decisi a prenderlo), ha voluto che s’imbastisse una sign and trade che ha portato nella città degli angeli, Patrick Beverly, e Lou Williams come contropartite principali. È un gesto non da poco per una stella che è rimasta legata indissolubilmente al tessuto connettivo della città e della franchigia.  

Paul avrà sempre una parte di cuore a Los Angeles per aver fatto da mentore a tantissimi bambini afroamericani della città per il progetto “Brotherhood crusade” generando l’attenzione tipica di una stella NBA, ma ha anche arricchendo in modo incredibile la sua vita che ha trovato in questi ragazzini il vero volto trasparente delle parole e della vita:

Dopo una brutta sconfitta mi è capitato spesso di andare da loro che mi aspettavano per chiedermi perché avessimo perso la partita o come mai avessimo dilapidato un vantaggio. Andavano su YouTube e mi facevano vedere un airball che ho tirato o una persa che ha scatenato il contropiede avversario. Avevano la critica trasparente e disinteressata che solo i bambini possono dare e questo mi riempiva d'orgoglio e responsabilità. Andandomene da L.A. ho voluto dir loro che pur cambiando la maglia per cui giocherò, rimarrà immutato il mio legame affettivo con ognuno. So che sarà difficile capirlo e accettarlo a una così giovane età, ma volevo che lo sentissero dalle mie parole.

Sono stati anni splendidi come ripete spesso all’interno dell’intervista esclusiva avuta con TheUndefeated.com. Il legame che si è creato con Ballmer, Rivers, i compagni e la città è qualcosa di irripetibile e per questo ha voluto parlare direttamente con tutti i suoi più vicini sostenitori.

Il trio dei Clippers che non ha mai completato le aspettative.

NBA: avvisati Jordan, Griffin e i compagni possono andare… ma c’è la section 114.

Paul è voluto essere il più trasparente possibile, partendo dal front office, per poi arrivare ai propri compagni. Ha parlato direttamente con Griffin e Jordan spiegandogli i motivi della scelta, ha scambiato chiacchiere sentite con Austin Rivers (suo futuro sostituto) e Jamal crawford (poi volato ai Timberwolves), ma quello che rende il Chris Paul uomo, qualcosa di speciale è l’aver avvisato alcuni tifosi. 

Billy Crystal è il tifoso celebre della prima ora per i Clippers e ha avuto il privilegio di una chiamata da parte di Paul, che gli ha voluto comunicare la scelta. Poi c’è quello spicchio di tifosi che lo hanno incitato per tutti questi anni, che sono sempre dalla parte della squadra, tanto da vivere il senso di appartenenza facendosi tatuare sul braccio “section 114”.

Ho voluto riunirli per fargli capire la situazione, ma soprattutto per ringraziarli di sei anni dove sono stati sempre al nostro fianco anche nelle più cocenti sconfitte. Il loro supporto genuino non poteva passare sotto silenzio e volevo che sapessero quanto sono stati importanti per me.

La moglie Jada ha ovviamente avuto un ruolo importante, conoscendo bene la competitività innata nel marito e appoggiandolo all’interno di una scelta difficile per chi, da sua stessa ammissione, odia i cambiamenti radicali. Averla nel proprio angolo ha significato rendere facile anche una divisione così complessa.

Mia figlia piccola ha pianto sapendo la notizia e questo mi è dispiaciuto da padre, mentre Chris II è stato più difficile da convincere perché più grande, ma sono certo che con il tempo capirà pur essendo sempre dalla mia parte.

Paul, Harden e Anthony...coming soon

Paul e Harden, tanto simili e tanto diversi

Ora c’è da pensare al campo e a come far coesistere due incredibili talenti dalle caratteristiche spesso simili, ma con ampie sfaccettature caratteriali. In tanti gli hanno posto e porranno la domanda su come possano integrarsi due giocatori così simili per inclinazioni

Secondo Chris un modo si troverà sicuramente, ma deve essere dettato dall’intelligenza di entrambi nel sacrificare qualcosa di personale per il risultato. C’è stima reciproca per entrambi e voglia di misurarsi con i più grandi per vincere un titolo NBA.

Come hanno dimostrato Durant, Curry e Thompson, in nome di una vittoria si trovano metodi di coesistenza che paiono impossibili, ma ci sono alcune inclinazioni personali che difficilmente si possono smussare. Qui ci dovrà porvare d’Antoni che ha già detto di non perdere assolutamente il sonno nel pensare a come far giocare le due stelle, bensì nella trepidante attesa di vederli giocare insieme. 

Ciò che stimola ancor di più il sentimento dei tifosi e di Chris è la possibilità di giocare al fianco anche di uno dei banana’s boat friends, infatti Carmelo Anthony sembra molto vicino alla firma con Houston, ma lui ci va cauto e chiude con un:

Man, sediamoci e aspettiamo gli eventi.

Due giocatori simili da inserire in un contesto sono duri, tre sono troppi e forse Paul stesso lo sa.

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