Calciomercato Milan, Mirabelli: "Ho in mente una serie di attaccanti"

La gavetta, il closing vissuto male, i colpi e gli ultimi sogni: Mirabelli racconta la grande estate del Milan: "E abbiamo in mente ancora gli attaccanti".

Milan, Mirabelli

1k condivisioni 0 commenti 5 stelle

di

Share

I tifosi sono impazziti. In senso buono, ma letteralmente. Perché il Milan sogna, gode, immagina: può. E soprattutto non vorrebbe mai svegliarsi da questo calciomercato. Tra acquisti, cose formali e desideri ancora da realizzare. Tipo gli attaccanti, almeno uno di quei quattro: Belotti, Aubameyang, Morata o Kalinic. Mica male, già. Scelte tanto onerose quanto intriganti e fenomenali: possibili.

Vere. E se lo dice uno dei due artefici del calciomercato del Milan, c'è da credergli. Protagonista Massimiliano Mirabelli, intervistato da Premium Sport: in un racconto tutto rossonero, dall'estate in corso al suo passato. Passando dal closing - un momento 'vissuto male' - e gli obiettivi per il futuro.

Dal San Calogero, dove nel '97/'98 vinse a suon di record il Campionato Promozione, al 2017: Milan. Padrone assieme a Fassone del calciomercato mondiale. Sì, mondiale. Poi capo osservatore dell'Inter, tra la parentesi al Sunderland e i viaggi in giro per l'Italia. Sempre con meriti e obiettivi, soprattutto per...l'attacco.

Calciomercato Milan: Mirabelli si confessa

Tante parole, domande, risposte e un sacco di volontà. Quella di far tornare grande il Milan, in Italia e in Europa. Passando dalla Cina, quella rossonera, quella delle amichevoli di lusso e dei programmi per impreziosire ulteriormente il calciomercato:

L'acquisto meno difficile? Conti perché alla prima telefonata era già con la maglia del Milan, è stato straordinario. Il più affascinante? Bonucci. Tutto è accaduto in un lampo, non ci siamo ancora resi conto. Ci siamo detti: "O lo facciamo subito o non ne parliamo più". Con Ramos è uno dei centrali più forti al mondo, a livello tecnico e caratteriale. Nel corso degli anni ha imparato a vincere. È importantissimo sotto tutti i punti di vista. Strapparlo alla Juve non è stato semplicissimo: abbiamo dato un bel segnale, non trovo le parole per esprimere le sensazioni degli ultimi giorni.

Colpi veri, grossi ed eleganti. Da Milan. Una squadra ricostruita e disegnata per Montella, che ora dovrà essere un buon sarto e ricucire la nuova creatura lasciata in dote dal calciomercato. E che gran lavoro per i Donnarumma's: alla faccia delle critiche, delle malelingue. Contano i fatti, perché il Milan ha mantenuto alle sue condizioni il suo portiere. E ora guarda avanti, all'attacco. In una parola: Gallomania. Ma si farà?

Belotti? Ci dispiace se il Torino è irrritato. Abbiamo in mente una serie di attaccanti e stiamo chiedendo informazioni. Parlo con il Torino e sanno che stiamo attenzionando Belotti come altre punte, di alcune avete parlato mentre non sono usciti i nomi di altri. Ci stiamo comportando con correttezza e trasparenza: avvisiamo le società prima di parlare con il calciatori. Morata? Lo abbiamo sondato sin dall'inizio, ci aveva dato ampia disponibilità, poi sono sorte complicazioni tra finale di Champions e inserimento di diverse squadre e la pista si è raffreddata. Potrà riscaldarsi ma solo alle nostre condizioni.

Perché questo Milan è davvero un cantiere aperto, una cava dove però s'intravede la fine dei lavori. Ah, qualche rumors da confermare c'è. Renato Sanches:

Lo conosco bene fin dai tempi del Benfica. Al Bayern non ha trovato tanto spazio: se ci fosse la necessità di un altro centrocampista potremmo valutarlo ma a determinate condizioni. Ghezzal è un parametro zero, è abbastanza interessante ma ora siamo concentrati su altri fronti. Può anche esserci l'arrivo di una punta esterna: il mercato è lungo.

Dal mercato alla sfera personale. Lasciando l'Inter, buttandosi nel mare del closing e rinunciando ad uno stipendio sicuro. Poi il lieto fine, storia rossonera:

La gavetta è servita tanto, mi sono sempre guadagnato le categorie, nessuno mi ha regalato niente. La mia è stata una scelta coraggiosa (di lasciare l'Inter senza avere ancora uno stipendio garantito, ndr), però poi l'epilogo positivo mi ha dato ragione. Quando è arrivata la possibilità di fare quello che sto facendo al Milan, non ci ho pensato due volte e ho accettato tranquillamente di correre un grandissimo rischio. I mesi del closing non li ho vissuti benissimo, se non li avete vissuti bene voi, figuratevi noi che eravamo protagonisti fantasma di questo famoso closing. Non è stato facile, dovevamo continuare a lavorare, andare in giro per il mondo sapendo che venivamo guardati con sospetto. Non c'era nessuna certezza, non potevamo parlare per conto del Milan. Nove mesi sono tanti.

Sforzi ripagati con la gioia e il nuovo amore dei tifosi. Perché a Casa Milan sono impazziti, in senso buono: letteralmente.

Share

Vota

Commenta

Con il tuo consenso, questo sito internet utilizza cookies di terze parti per migliorare la tua esperienza. Puoi conoscere di più sul nostro utilizzo dei cookies e su come modificare le impostazioni nella nostra Informativa sui Cookies. Chiudendo questo banner, cliccando in seguito o continuando a utilizzare il sito, acconsenti all'utilizzo dei cookies.