Yonghong Li, come te nessuno mai al primo anno: Milan da spese record

Tra le proprietà straniere all'esordio in Europa, nessuno aveva speso tanto come la cordata cinese che ha acquisito il Diavolo: 167 milioni. E non è ancora finita...

 Proprietà straniere al primo anno, nessuno come il Milan di Yonghong Li

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Nessuno come Yonghong Li e la cordata di imprenditori che lo accompagna nell’avventura rossonera. Il Milan edizione 2017/2018 deve ancora giocare una partita ufficiale, con l’esordio nel terzo turno preliminare di Europa League che attende gli uomini guidati da Vincenzo Montella il 27 luglio contro l’Universitatea Craiova, ma ha già stabilito un record: è infatti la squadra europea la cui proprietà straniera ha investito più soldi nel primo anno di gestione.

Ben 167 milioni di euro (bonus esclusi), stando ai dati riportati da Transfermarkt, sono infatti stati spesi sin qui dal gruppo cinese che ha acquisito la proprietà del Diavolo rossonero. Hanno finanziato 10 arrivi, per ora: un elenco aperto da Kessié, Rodriguez e Musacchio, passato per Andrè Silva, Conti, Çalhanoğlu, Borini e Antonio Donnarumma, e completato da Bonucci e Biglia. Senza dimenticare il tira e molla per il rinnovo del contratto di Gianluigi Donnarumma. Acquisti costati già più del budget di circa 150 milioni previsto nello scorro aprile. Agli arrivi hanno fatto da contraltare gli addii per fine prestito, fine contratto o cessione di Pasalic, Mati Fernandez, Bertolacci, Lapadula, Ocampos, Honda e altri comprimari.

La storia del calciomercato rossonero nell'estate 2017 potrebbe però non fermarsi qui: il Milan cerca infatti un centravanti di statura internazionale e i nomi di Belotti, Kalinic, Aubameyang e Morata solleticano la fantasia di dirigenza e tifoseria. In mediana, l'ultimo nome caldo è quello di Renato Sanches del Bayern Monaco. Sul piede di partenza restano Carlos Bacca, Sosa, Paletta, Locatelli e forse Suso.

Milan da record: nessuna proprietà straniera al primo anno ha speso tanto

In attesa di imporsi sul campo, il nuovo Milan supera tutti nelle classifiche delle spese estive: a contendere lo scettro ai rossoneri c'è in verità il Chelsea, che nel 2003, all'epoca dell'arrivo a Stamford Bridge del magnate russo Roman Abramovich totalizzò un esborso pari all'attuale borsino rossonero. Nella rosa allora allenata da Claudio Ranieri, approdarono tra gli altri Veron, Crespo, Mutu, Glen Johnson, Duff e Joe Cole. Come andò a finire? Secondo posto in Premier League e semifinali di Champions League raggiunte. Nessuna vittoria, ma l'apertura alla strada maestra verso i trofei dei Blues. 

Il terzo posto nella speciale classifica è del Monaco nel 2013: ancora Claudio Ranieri alla guida, alla proprietà un altro milionario russo. I rubli, nell’occasione sono di Dmitrij Rybolovlev. Arrivano nel Principato Joao Moutinho, Ricardo Carvalho, Radamel Falcao, Martial, Toulalan e Kondogbia, tanto per citarne alcuni. A fine stagione sarà secondo posto in Ligue 1, con semifinale di Coppa di Francia. Nessun titolo, ma guardate dove è oggi il Monaco nel calcio europeo.

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Nella sestina dei nuovi proprietari stranieri più spendaccioni del calcio continentale trova posto un altro club italiano: si tratta dell’Inter edizione 2016/2017 dell'allora presidente Erick Thohir, che ha investito 157 milioni, chiudendo la stagione fuori dalle coppe europee e con una mesta eliminazione ai gironi eliminatori di Europa League.

L'elenco è completato dal Manchester City, che nell’estate 2008 avviò la gestione di Khaldoon Al Mubarak con un decimo posto in Premier League nonostante gli oltre 150 milioni (in euro) spesi per i vari Zabaleta, Kompany, Wright-Phillips, Jo e Robinho, e un'altra proprietà da "sceicchi": quella del Paris Saint-Germain edizione 2011/2012, che con 107 milioni di euro regalò a Carlo Ancelotti nomi come Pastore, Menez, Sissoko, Sirigu, Matuidi e Lugano. Anche in quel caso, regola confermata: nessuna vittoria, secondo posto in Ligue 1 e stop nella fase a gironi in Europa League.

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I due simboli della rivoluzione cinese in casa Milan sono  il direttore generale Marco Fassone e il direttore sportivo Massimo Mirabelli, autori di un’irruzione proiettata nel futuro sulla scena del calciomercato continentale. Stando al business plan stilato da Yonghong Li due mesi fa, i costi operativi alla fine del prossimo esercizio dovrebbero essere vicini ai 268 milioni.

Risulta così possibile che il prossimo bilancio del Milan, a meno di cessioni eccellenti, abbia un passivo superiore ai 100 milioni di euro. Temi che saranno discussi nel prossimo CdA rossonero, in calendario il 28 agosto. Intanto, il Milan si gode il gradino più alto del podio delle proprietà straniere al primo anno nel calcio europeo: la storia dimostra che i risultati, anche importanti, arrivano, ma non sempre al primo tentativo. Al Diavolo, uno dei club di maggiore prestigio al mondo, il compito di invertire la rotta.

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