Steaua Bucarest is coming: ci pensa l'esercito (ciao ciao Becali!)

L'esercito mette mano all'orgoglio e decide di far ripartire lo Steaua Bucarest (dalla quarta categoria), il tutto con una sonora pernacchia a Becali, boss del calcio rumeno.

L'esercito rifonda lo Steaua Bucarest

794 condivisioni 0 commenti 5 stelle

di

Share

Steaua Bucarest is coming. Un pezzo di calcio e di storia sta per tornare alla ribalta. Non è un modo di dire: è intervenuto l'esercito. Stavolta non con i soliti carri armati, senza dichiarazioni di guerra: il Ministero della Difesa farà ripartire lo Steaua dalle categorie inferiori (probabilmente la quarta categoria). 

Una guerra, d'altra parte, l'hanno già vinta: quella contro Gigi Becali, boss del calcio rumeno, ex proprietario del marchio Steaua Bucarest. Da anni Gigi, insieme ai cugini, Giovanni e Victor, gestisce giocatori e ct della Nazionale (hanno fatto cacciare, e riprendere, Piturca, per dire).

Calcio, potere, ricchezzee assurde richieste. Ecco com'è andata contro l'esercito.

Lo Steaua riparte da 0: la squadra che già esiste?

Lo Steaua Bucarest ripartirà: il Ministero ha riesumato il vecchio stemma, l'ha presentato, ha formato la squadra. Vuole far risorgere lo Steaua Bucarest, la squadra che ha dominato in Romania per quasi 50 anni. In tutti i modi, leciti e non leciti. In tutti i modi: si dice che metà Romania tifi Steaua, ma è anche legata in maniera drammatica al regime di Ceaușescu.

Il figlio del dittatore, Valentin, ne gestiva la parabola sportiva: la Steaua era la squadra dell'esercito in eterna lotta con la Dinamo, che faceva capo alla polizia e alla famigerata Securitate. I due dicasteri prendevano il calcio come una lotta di potere: ne ha fatto lo spese anche Gheorghe Hagi. Lo Steaua lo prese in prestito dallo Sportul Studentesc nel febbraio 1987 per disputare la Supercoppa europea con la Dinamo Kiev (vinta a Montecarlo proprio grazie al gol del 21enne fuoriclasse in erba). Poi si è "dimenticata" di restituirlo e ne ha fatto una bandiera. 

Gherghe Hagi, bandiera del calcio rumeno e dello Steaua
Gherghe Hagi, bandiera del calcio rumeno e dello Steaua

Nel 1986 vince la Champions League, che si chiamava ancora Coppa dei Campioni, in finale contro il Barcellona, qualche anno più tardi perde, sempre in finale, contro il Milan di Sacchi, nel 1989.

Lo Steaua perde in finale di Coppa dei Campioni contro il Milan
Quello in foto è Ruud Gullit, che lo Steaua lo ha battuto


Popolarità e risentimento viaggiano di pari passo per lo Steaua: la squadra viene poi acquistata da Gigi Becali, il n.1 del calcio rumeno, politico, invischiato in affari leciti, meno leciti, processi e ribaltoni degni di una spy-story (di bassa lega). L'esercito nel 2011 ha chiesto indietro stemma, trofei, tutto: nel 2014 il tribunale per la prima volta gli dà ragione: lo Steaua Bucarest coprì il proprio stemma allo stadio, sulle maglie, ovunque, cambia lo stesso impianto delle partite casalinghe. Poi ha dovuto cambiare nome in FC FCSB, continua a dominare il campionato rumeno, ma è ufficialmente un'altra squadra. Il vero Steaua sta risorgendo dalle ceneri del confronto a suon di carta bollata con Gigi Becali, uno che di solito non ama perdere. 

Lo Steaua risorge, nonostante Gigi Becali

Piccolo identikit di Gigi Becali, attuale proprietario dell'FC FCSB, ex Steaua Bucarest: 3 anni di condanna per corruzione nell'ambito della vendita di terreni con il Ministero della difesa (con cui è in corso una vera e propria resa dei conti), che ha provato ad evitare (senza risultati) provando a fuggire in Israele. Nel 2009 è stato definito "pericolo pubblico": ha sequestrato armi in pugno 3 malviventi che volevano rapinarlo, li ha portati in un casolare di campagna vicino Bucarest. Gli ha fatto passare, insieme ai suoi collaboratori, alcuni momenti non proprio delicati. Qualche mese prima era stato altrettanto delicato: aveva esonerato il suo allenatore, il turco Yüksel Yesilova. Non per problemi tattici, di risultati: portava sfortuna, perché musulmano. 

Gigi Becali ha perso la causa contro l'esercito
Gigi Becali all'insegna della sobrietà

Il clan dei Becali è potente, ma diciamo che Gigi primeggia in tutto: ha provato a comprare l'ultima partita del campionato rumeno, per 1 milione e 700mila euro. Scoperto, si è giustificato dicendo che "servivano a comprare cioccolata ai bambini". Camion e camion di cioccolata, verrebbe da dire. La Uefa li ha squalificati dalla Champions per l'anno successivo, dopo questo scherzetto. Ha vinto 3 giocatori del suo Steaua a poker (sì, avete letto bene), ha definito il 'massimo tra i ladri' Florin Prunea, ex portiere della nazionale e oggi direttore delle relazioni internazionali della federazione. Suo cugino Victor avrebbe depositato alle Isole Vergini qualcosa  come più di dieci milioni di euro di evasione fiscale, muovendo giocatori dal 1999 al 2005 (tra cui vecchie conoscenze del calcio italiano, come Codrea). Giovanni, un altro cugino, nei periodi sfortunati vendeva rolex taroccati a Napoli. Ma i periodi sfortunati sono dietro le spalle, da tempo. Scherza anche sulla sua fama:

Ho una villa costruita così bene che, se mi sparano in balcone, cado direttamente in piscina

Tutto è bene quel che finisce bene: Gigi, cristiano ortodosso, dopo aver fatto ridipingere l'ultima cena di Leonardo, con lui al posto di Cristo e giocatori/apostoli, ha deciso di fondare un partito, "La nuova generazione", che sobriamente propone di istituire ghetti per i gay (il tono di questo articolo è leggero, ma le affermazioni fatte da Becali sono gravissime, vale la pena ribadirlo).

Forse l'esercito è un nemico troppo grande per lui e qualche lotta intestina di potere deve averla persa. Ora lo Steaua ripartirà dalle categorie inferiori, potrà tornare ai fasti di Hagi, Belodedici, la leggenda di un calcio balcanico che sfornava talento e squadre vincenti. Con la speranza che la rinascita sia totale, calcistica e morale, e lo Steaua non sia solo sinonimo di corruzione, pacchianate e clan al potere. 

Share

Vota

Commenta

Ti potrebbe interessare anche:

Con il tuo consenso, questo sito internet utilizza cookies di terze parti per migliorare la tua esperienza. Puoi conoscere di più sul nostro utilizzo dei cookies e su come modificare le impostazioni nella nostra Informativa sui Cookies. Chiudendo questo banner, cliccando in seguito o continuando a utilizzare il sito, acconsenti all'utilizzo dei cookies.