Wimbledon, la finale: Cilic a caccia dell'impresa contro Federer

Il croato ha vinto gli Us Open 2014, eliminando Roger in semifinale. Ora ci prova ancora. Lo svizzero per la leggenda, vuole l'ottavo trofeo ai Championships.

La stretta di mano fra Cilic e Federer a Wimbledon 2016

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Sulla carta il pronostico è chiuso. Già, perché Roger Federer ha vinto 7 volte Wimbledon e ha battuto 6 volte su 7 Marin Cilic in carriera. L’ultima, proprio all’All England Club nei quarti di finale del torneo dello scorso anno. Vinse Federer con un’epica rimonta da 0-2 a 3-2, ma Marin Cilic stava già prendendo confidenza con una superficie alla quale inizialmente non riusciva ad adattarsi, l’erba. Il croato è in continuo miglioramento su questi campi, così come la sua carriera migliora di anno in anno.

Già, perché nel 2013, quando Marin Cilic venne squalificato per doping (presenza di nikethamide nelle urine), nessuno si aspettava che a 25 anni il croato sarebbe diventato un giocatore da top ten. Invece, il 2014 è stato l’anno della svolta. Vittoria a Zagabria, sconfitta in finale a Rotterdam (contro Berdych), quarti di finale di Wimbledon, prima dell’exploit della carriera. Marin arriva agli Us Open da testa di serie numero 14 del torneo e gioca le due settimane più incredibili della sua carriera. Serve come mai nella vita e spazza via tutti. La svolta arriva nel quarto turno, quando fa fuori in 5 set Gilles Simon. Ai quarti elimina Berdych in 3 set e in semifinale arriva Roger. Una partita che Federer non riesce mai a giocare, preso a pallate dal servizio di Cilic. Il croato, in uno stato di grazia, travolge in finale anche Nishikori e si prende il primo (e attualmente l’unico) Slam della sua carriera. Esulta insieme a Goran Ivanisevic, suo allenatore all’epoca. E proprio dopo Goran, che vinse Wimbledon 2001, Marin fu il primo croato a tornare alla vittoria in un Major.

Da quel momento in poi, Cilic è diventato stabilmente un giocatore da top 10. Eroe di una Croazia sconfitta dall’Argentina in finale di Davis, gentleman e ambasciatore del tennis. Marin ha conquistato per 3 volte consecutive i quarti di finale di Wimbledon, prima di raggiungere questa finale (con 3 set persi in totale, due contro Muller, uno con Querrey). Il suo attuale allenatore è Jonas Bjorkman, ma Goran Ivanisevic lo aveva già designato come scheggia impazzita dei Championships 2017. Aveva ragione il “Cavallo Pazzo”.

Roger, a un passo dalle 8 vittorie a Wimbledon: la sua stella nacque nel 2001 contro Sampras

Ma Roger Federer non può avere paura. Gioca la sua undicesima finale di Wimbledon, e in caso di vittoria staccherebbe William Renshaw e Pete Sampras. Era il numero 5 del ranking Atp quando vinse il uso primo Wimbledon, nel 2003, contro l’australiano Mark Philippoussis (per molti uno dei peggiori finalisti della storia di Wimbledon).

Nel ranking Atp è il numero 5 oggi, 14 anni dopo. Ai Championships è arrivato in finale 7 volte consecutive dal 2003 al 2009. L’ultima vittoria di Federer a Wimbledon risale al 2012, mentre nel 2014 e nel 2015 ha sempre perso da Nole Djokovic. Ha tagliato il traguardo dei 100 match a Wimbledon, anche se quello che fece esplodere la sua stella è uno dei primi.

Memorabile quella su Sampras nell’edizione dei Championships 2001. Un Federer nemmeno 20enne, molto più nervoso di oggi, con qualche gemito in più e un codino, sconfisse Pete in 5 set in un match memorabile, ponendo fine alla striscia di 31 vittorie consecutive dello statunitense. Quel match fu considerato il vero e proprio passaggio di consegne fra il campione più rappresentativo degli anni ’90 e il fenomeno degli ultimi 16 anni. Già, 16 anni. Cilic dovrà tornare il mostro degli Us Open 2014 per fermare Roger.

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