Legenden der Bundesliga: Pfannenstiel, portiere in ogni continente

Quella di Lutz è una carriera folle: ha giocato in Finlandia con -30 gradi, ha passato 101 giorni in carcere a Singapore ed è stato professionista in 6 continenti.

Non ha mai esordito in Bundesliga, ma Lutz Pfannenstiel è comunque una leggenda del calcio tedesco

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Nessuno può essere libero se costretto a essere simile agli altri. C’è un uomo in particolare che vive seguendo questa massima di Oscar Wilde: Lutz Pfannenstiel è sconosciuto ai più e in Bundesliga non ci ha mai giocato, eppure è il calciatore che più di tutti si è fatto conoscere in giro per il mondo diventando leggenda. Nato a Zwiesel, paesino della Baviera, nel 1973, a 17 anni viene convocato a più riprese dalla nazionale tedesca under 17 e attira così l’interesse del Bayern Monaco, ma Lutz ha voglia di giocare con i professionisti, non con la primavera, e rifiuta l’offerta dei bavaresi per andare al Penang, in Malesia.

Non una decisione da tutti. Essendo un globetrotter però, Pfannenstiel decide di tornare in Europa, in Inghilterra, per giocare con società di prestigio come Wimbledon e Nottingham Forrest, dove in una partita dovette esser rianimato per 3 volte dopo un malore. Appena maggiorenne aveva già girato tre paesi che, da collegare, non erano semplicissimi: Germania, Inghilterra e Malesia.

Lutz, di fatto, non riuscirà mai a stare fermo nello stesso paese per più di 12 mesi. Curioso com’è, altrimenti, si sarebbe sentito in gabbia. E infatti ha letteralmente girato tutto il mondo. Nel suo libro, “Inarrestabile – Le mie avventure come globetrotter”, descrive nei minimi particolari una partita da lui disputata in Finlandia con la temperatura 30° sotto lo zero. Ah, signori, Pfannenstiel è un portiere, il freddo quella sera se lo prese tutto.

Lutz Pfannenstiel Africa
Lutz Pfannenstiel in Africa

Legenden der Bundesliga: Lutz Pfannenstiel, il globetrotter

La sua carriera è unica, ma lo è anche la sua vita. Sempre in Finlandia una partita venne interrotta perché il campo fu invaso da migliaia di Mosquitos. I tifosi scapparono dallo stadio, tanto che, quando dopo quasi mezz’ora la gara ricominciò, gli spalti erano completamente deserti. Dopo 10 anni in giro per il mondo, nel 1998 il portiere decise di tornare in Germania, ma la sua fidanzata, di origini indonesiane, subì delle offese razziste, così Lutz decise di andarsene ancora: tornò a giocare a Singapore. Lì dapprima divenne campione nazionale, ma in seguito venne arrestato perché accusato di aver manipolato i risultati di alcune partite. In 101 giorni in prigione perse 16 chili.

Lutz Pfannenstiel2
Lutz Pfannenstiel in azione

Storia tragica, anche perché Pfannenstiel poi venne dichiarato innocente. Al punto che ancora oggi, con particolare fierezza ripete con forza una frase:

Non ho mai venduto una partita.

Una volta scagionato scappò in Nuova Zelanda, dove subì però un furto: gli rubarono 2500 euro in contanti oltre che la Playstation, la televisione, la sua maglia da campione di Malesia e altri oggetti preziosi. Lutz, vivendo in un paesino particolarmente piccolo, scoprì immediatamente chi fossero i ladri, e prese una decisione davvero particolare: si fece infatti ridare la maglia, alla quale era molto legato, a patto di non sporgere denuncia. Il resto del bottino restò in mano ai ladri.

Lutz Pfannenstiel 3
Lutz Pfannenstiel in giro per il mondo

Seguirono poi altre esperienze in Sud America, Africa e in Canada, diventando così il primo giocatore della storia del calcio ad aver giocato, a livello professionistico, per tutte e 6 le confederazioni della Fifa. In tutto ha giocato per 27 squadre diverse, il tutto in 14 paesi differenti. Ora è osservatore dell’Hoffenheim. Continua a girare tutto il mondo, anche se i giocatori non li individua solo guardandoli dal vivo: nei mesi scorsi ha confermato di aver consigliato all'Hoffenheim di prendere Firmino dopo averlo provato su Football Manager.

Inizialmente sembrava lo avessimo pagato troppo. Per un 18enne che veniva dalla seconda divisione brasiliana 4 milioni erano effettivamente tanti. La gente pretendeva fosse immediatamente titolare e decisivo.

Alla fine venne rivenduto per 42 milioni. E anche questo caratterizza Pfannenstiel, uno che farebbe inorgoglire Oscar Wilde: nessuno più di lui è riuscito a evidenziare la propria diversità dagli altri, dimostrando così di essere libero. Libero di girare il mondo e di essere unico.

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