Il caso Bonucci: dai sorrisi ai malumori, tutte le tappe dell'addio

Leonardo Bonucci lascia la Juventus: ad attenderlo il nuovo Milan di Montella, con la fascia di capitano pronta per lui. Addio inaspettato o prevedibile?

Leonardo Bonucci, neo-acquisto del Milan e centrale della Nazionale

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Leonardo Bonucci lascia la Juventus. Dopo sette anni, 319 presenze e 22 reti il centrale bianconero sposa la causa del Milan portandosi dietro polemiche e strascichi di un addio che entrerà senza dubbio negli annali della Serie A e del calcio italiano. Una storia d'amore tanto intensa quanto tormentata quella del ragazzo nato a Viterbo il 1 maggio del 1987 e la Vecchia Signora. Poco importa se una fetta di tifo passionale ma irriconoscente lo ha già ufficialmente disconosciuto, e poco importa se quanto di buono fatto dal ragazzotto divenuto uomo sotto l'ombra della Mole verrà dimenticato a fronte di un tradimento che è figlio di un insieme di necessità tra motivazioni mancate, voglia di nuove esperienze e bisogno di dimenticare quanto di brutto accaduto negli ultimi mesi.

Una storia parte decisamente male quella di Bonucci con la Juventus: arrivato dal Bari nel corso della prima gestione Marotta, sotto la guida tecnica di Gigi Delneri, il prodotto del settore giovanile dell'Inter viene subito bollato come brocco dai supporters piemontesi, ingannati dalla pessima annata della squadra. "Abbiamo preso quello scarso, era Ranocchia quello bravo", dicevano. Il settimo posto della stagione 2010/2011 e le pessime prestazioni sfoderate non sembrano dargli possibilità d'appello alla corte del tifo, o almeno questo era quello che si pensava prima dell'arrivo di Antonio Conte sulla panchina della Juventus. Sotto la gestione dell'ex capitano bianconero Bonucci cambia radicalmente, diventando perno centrale fondamentale della difesa a 3 del mister ex Siena, che gli affida le chiavi della sub-costruzione della manovra pre-centrocampo. Questo cambiamento tattico sta alla base della maturazione calcistica del Leonardo tanto criticato quanto successivamente osannato anche dopo l'addio di Conte. Nessun problema di natura tecnica neanche con l'arrivo di Massimiliano Allegri sulla panchina della squadra con sede a Torino, nonostante il mister livornese giocherà successivamente un ruolo determinante nell'addio del difensore.

Max AllegriPhoto Credits: Corriere TV
Max Allegri zittisce Leonardo Bonucci in occasione di Juventus-Palermo della scorsa stagione. La frattura tra il centrale ed i bianconeri si è formata proprio nei frangenti successivi a tale diverbio.

Per andare a scoprire il punto esatto che ha portato alla frattura insanabile tra il centrale e l'allenatore bisogna andare indietro giusto di qualche mese. Siamo a febbraio, la partita incriminata è Juventus-Palermo, il giorno è un venerdì 17. Divergenze tattiche portano giocatore e tecnico più volte ai ferri corti, con la situazione che degenera con la corsa di Bonucci al termine della partita, direzione spogliatoio. Volano parole grosse, ma voci autorevoli confermano come non vi sia stato nessun alterco fisico. Tribuna contro il Porto in Champions League per Leo, la cui scenata è costata un provvedimento che sa tanto di segnale alla squadra. Allarme rientrato però già nel corso della domenica successiva, con un Bonucci titolare contro l'Empoli ed in grado di ricucire un rapporto con Allegri che sa tanto di patto di non belligeranza. La successiva cena di squadra organizzata l'8 marzo ed il chiarimento di qualche giorno dopo - a quattrocchi, in allenamento - non avevano infatti assolutamente dissipato le voci che parlavano di un malcontento del giocatore, la cui avventura a Torino sarebbe terminata di lì a pochi mesi nonostante un rinnovo quadriennale siglato a dicembre 2016.

Bonucci: dalla finale di Cardiff all'addio alla Juve

Una cosa è certa: quanto accaduto negli spogliatoi di Cardiff nell'intervallo di Juventus-Real Madrid - finale della UEFA Champions League 2016/2017 - resterà per sempre un mistero. Difficile però fare finta di nulla di fronte agli addii di coloro i quali sono stati additati come i principali responsabili del presunto patatrac bianconero, vale a dire Dani Alves e Bonucci, per l'appunto. Probabilmente quanto accaduto resterà sempre all'interno delle sacre mura dello spogliatoio, contribuendo a creare un alone di mistero che ha ormai assunto tratti quasi mistici. Sta di fatto però che ad oggi ci troviamo a parlare del trasferimento di una delle colonne bianconere al Milan, e questo mediante una trattativa lampo uscita fuori soltanto due giorni fa, ma le cui radici sono difficilmente rintracciabili. Di certezze, ad oggi, ve ne sono davvero poche: una più di tutte spicca, ed è l'ufficialità dell'arrivo in rossonero di Leonardo Bonucci, tra il tripudio dei suoi nuovi tifosi e gli Oscar del calciomercato che si dirigono nelle scrivanie di Marco Fassone e Massimo Mirabelli. Un accordo da 40 milioni di euro più 2 di bonus, un ingaggio da 6,5 milioni netti a stagione più parte variabile ed un contratto fino al 2022 per colui che è il nuovo capitano del rinato corso milanista.

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