Toronto, la bandiera irlandese di McGregor e i dollari di Mayweather

Dopo la prima conferenza stampa a Los Angeles, ecco la seconda tappa del tour di avvicinamento in Canada: i due continuano a provocarsi a vicenda.

617 condivisioni 0 commenti 5 stelle

di

Share

Lo show di ieri a Los Angeles, il primo vero faccia a faccia pubblico tra Floyd Mayweather e Conor McGregor, non è destinato certamente a restare unico. Ce ne saranno molti altri in questa marcia di avvicinamento verso il Superfight di boxe che si terrà alla T-Mobile Arena di Las Vegas il prossimo 26 agosto.

La seconda tappa c'è stata ieri sera, a Toronto (in Canada), di fronte alle 16mila persone del Budweiser Stage. E ovviamente anche questa volta è stato un vero e proprio show.

I due si sono provocati a vicenda continuamente, si sono presi in giro e messi faccia a faccia regalando scatti avvincenti e suggestivi ai centinaia di fotografi presenti. Tutto prosegue secondo i piani, l'attenzione mediatica si sta concentrando sempre di più su quello che viene già definito come l'incontro del secolo. McGregor è stato il primo a prendere il microfono, approfittando della location per rievocare bei ricordi:

In questa città, 3 anni fa, sono passato prima di affrontare José Aldo. Mi dicevano che non avrei avuto alcuna possibilità e che sarei presto caduto. Bene, ci ho messo 13 secondi per batterlo. Ecco, voglio approfittarne per parlare a tutti i presunti "esperti di pugilato" che non mi danno alcuna chance: la testa di Floyd è troppo piccola, un pugno è tutto ciò che mi occorre.

Mayweather vs McGregor, show a Toronto

Toronto, Mayweather e McGregor in posa sul ring
Mayweather vs McGregor in posa sul ring a Toronto

A rendere ancora più divertente questo confronto è stato in particolare il siparietto che ha visto Mayweather farsi dare una bandiera dell'Irlanda. A quel punto Floyd l'ha presa e ha cominciato a posarci in modo ironico (non è un inedito per lui, visto che quando affrontò Oscar De La Hoya si presentò sul ring con pantaloncini messicani e un sombrero), provocando la reazione di Conor, che si è alzato subito e ha preso lo zaino dell'americano. Poi lo ha avvertito:

Prova a farci qualcosa di diverso da quello che stai facendo e ti mando al tappeto.

Il primo a provocare era stato comunque l'irlandese, che prendendo per primo il microfono aveva fatto una precisa richiesta (poi accontentata) a tutto il pubblico presente:

Al mio tre, voglio che tutta la folla gridi a pieni polmoni: "Fanculo a Mayweather".

Pretty Boy Floyd non si è certo lasciato cogliere di sorpresa e subito dopo ha preso il microfono e spiegato a McGregor un concetto molto semplice:

Questi fottuti tifosi che stai facendo urlare non potranno combattere per te. Sono stato per 21 anni al top ed è sempre stato così. E intanto faccio soldi.

Dalla bandiera di Conor ai 5000 dollari di Floyd

"Quindi hai bisogno di soldi?", gli chiede ancora Notorious, che poco prima aveva rovistato nel suo zaino tirando fuori del denaro contante per un valore di circa 5000 dollari. Un po' troppo poco per l'irlandese. Che ha continuato a ironizzare così come accaduto a Los Angeles sull'abbigliamento molto sportivo del pugile americano:

Sei vestito come una specie di ballerino di 12 anni. Ma hai 40 anni. Quaranta. E vai ancora in giro con uno zainetto?

Anche stavolta Mayweather ha replicato, alzandosi in piedi e andando verso Dana White, pure lui vestito in jeans e t-shirt, a differenza dell'elegantissimo Conor McGregor:

Lo vedi il tuo capo? Nemmeno lui ha l'abito, perché gli uomini veri con i soldi non hanno bisogno di indossarlo.

Una nuova puntata è dunque andata in scena. Non resta che aspettare la prossima, in programma questa sera negli Stati Uniti, precisamente a Brooklyn, New York.

Share

Vota

Commenta

Ti potrebbe interessare anche:

Con il tuo consenso, questo sito internet utilizza cookies di terze parti per migliorare la tua esperienza. Puoi conoscere di più sul nostro utilizzo dei cookies e su come modificare le impostazioni nella nostra Informativa sui Cookies. Chiudendo questo banner, cliccando in seguito o continuando a utilizzare il sito, acconsenti all'utilizzo dei cookies.