NBA, George travolto dall'affetto di OKC: "Sarei folle ad andarmene"

Paul George è atterrato a Oklahoma City ed è stato sopraffatto dall'affetto dei tifosi che lo hanno accolto come il messia, cogliendolo di sorpresa.

Il bagno di folla per PG.

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Ci sono alcune cose che caratterizzano lo sport in modo indelebile, che partono magari per caso e poi diventano il marchio di fabbrica di un determinato luogo. Pensare al Liverpool e non alla KOP che canta “You’ll never walk alone” è impossibile, così come pensare agli Oklahoma City Thunder e non pensare (dopo Durant prima e Westbrook ora) alla rete del Will Rogers International Airport. 

Quando entri nel terminal ti chiedi se sia uno scalo riservato a voli low cost, perché d’international ha ben poco. È piuttosto stretto e lungo, generalmente non popolato da una grandissima quantità di persone e quando arrivi capisci immediatamente che non sarai travolto dalla follia di New York o dal multietnicismo di San Francisco.

Se poi si capita all'aeroporto quando arrivano i Thunder allora il clima diventa quasi spettrale. Non per la mancanza di gente, ma semplicemente perché sono tutti sul retro. La rete vicino alla pista d’atterraggio è ormai il luogo di culto dell’NBA, dove i tifosi di OKC che vivono sostanzialmente per i Thunder si stivano per attendere la squadra di ritorno dalle trasferte. E Paul George lo ha capito sin dal primo passo fatto da figlio della città.  

Se pensate che questo succeda solo quando la squadra vince o per un lieto annuncio siete fuori strada, perché la fede che i tifosi hanno in questa squadra va al di là del risultato e il fatto che stiano in piedi fino al primo canestro della squadra ne è la conferma.

Non mi aspettavo una folla di questo tipo e un calore così forte da parte dei tifosi. È pazzesco. 

In quella folla di gente c’era anche Alex Roig, tifoso dei Thunder che ha portato le sue due figlie in spalla per far loro apprezzare l’arrivo della nuova stella in città.

Qui non si parla d’altro. In città le voci si susseguono e viviamo per i Thunder, voglio che le mie figlie capiscano quanto vale per noi lo sport e la squadra locale. È incredibile quanto attaccamento ci sia verso questa organizzazione.

NBA, Durant e Jackson: "OKC è una favola"

George è stato informato da Pritchard, quasi come un fulmine a ciel sereno, di esser stato ceduto ai Thunder dopo che le voci tra Lakers, Cavs e tanti altri si erano susseguite. Non appena ha appreso la notizia si è rivolto a uno dei suoi migliori amici in Reggie Jackson che, nonostante un’uscita di scena un po’ burrascosa, gli ha riferito di un posto super per giocare a basket, essere concentrati e rendere al massimo. Chi però si è sbilanciato ogni lecito pronostico è Kevin Durant, con il quale si è scambiato qualche messaggio:

Quel posto ti rapisce completamente. Ti offre tutto ciò che altri grandi mercati non possono dare, ovvero la tranquillità del lavoro e un’organizzazione top class che ti permette di allenarti al massimo dalla facilities sino agli chef che seguono la squadra.

E George è associato a Durant non solo per ipoteticamente prendere il suo posto, ma anche per aver lasciato la sua squadra di sempre. Nonostante questo sembra avere le idee chiare su come gestirlo. 

Ho dato tutto a Indiana, sono stato come meglio non potevo sperare e i tifosi sono super, ma devono capire che per noi la finestra per la vittoria è piuttosto stretta e dobbiamo far di tutto per poter competere ai massimi livelli. Voglio vincere e ho capito che a Indianapolis non era possibile farlo nel breve, quindi ho comunicato alla società che se avessero voluto, avrebbero potuto avere qualcosa in cambio dalla mia cessione. Spero che con il tempo i fans lo capiscano perché Indiana rimarrà sempre casa mia.

Non mi aspettavo di finire ai Thunder

Queste sono le prime parole di George al Welcome party di presentazione ufficiale. Dopo l'abbraccio del pubblico sono arrivate le domande dei media e le trasparenti risposte di un PG che ha solo voglia di vincere:

C'erano quattro/cinque squadre in NBA interessate a me, ma tra queste non c'erano i Thunder e non pensavo a loro come possibile destinazione, ma poi quando l'ho saputo sono stato subito contento perchè credo che io, Russ e gli altri potremo fare un'ottima stagione e toglierci delle soddisfazioni.

Ci sarà sempre sulla testa di George e soprattutto di Presti la spada di Damocle di un possibile "one and done", ma il General Manager non ha dubbi:

Il rischio non è perdere Paul dopo un anno, ma non fare lo scambio avendone la possibilità.

Come sempre Presti ha le idee chiare su come condurrà la propria squadra e ora le ha anche George che non vuole guardare alla prossima estate, ma solo al campo e a raggiungere l'obiettivo più alto possibile

Dobbiamo partire in modo brillante, cercare di fare risultati da subito e poi andare il più avanti possibile in un Ovest molto difficile. Io sono qui per vincere ed è l'unica cosa che mi interessi davvero. Farò di tutto per farlo qui e non penserò alla prossima estate sino a quando non arriverà.

L'hype sui Thunder è molto alto e il suo arrivo ricostruisce un assetto simile a quello che c'era con Durant. L'obiettivo è di rinnovarlo facendogli capire cos'è l'organizzazione Thunder e creare una coppia con Westbrook che possa durare in NBA per anni. Il progetto stimola tutti, ma sappiamo che ci sono due rinnovi tra la possibilità e la realtà. Ma c'è anche Presti di mezzo.

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