Inter, Zanetti: "Calciopoli è stata dura, Mourinho un tecnico superbo"

Il vicepresidente nerazzurro risponde alle domande dei tifosi ai microfoni di FourFourTwo: si parla di Champions League, di Calciopoli e persino dei suoi capelli.

Inter, Zanetti parla in un'intervista

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Javier Zanetti è il volto dell'Inter da quasi 25 anni: arrivato nel 1994, ha vinto quasi tutto quello che c'era da vincere con la maglia dei nerazzurri e dopo il suo ritiro ha intrapreso una carriera dirigenziale fino a diventare vicepresidente della società milanese.

Per questo l'argentino è uno degli indoli indiscussi dei tifosi interisti e ieri, quando è stato intervistato FourFourTwo per rispondere alle domande dei tifosi, è stato sommerso dall'affetto dei suoi sostenitori che gli hanno chiesto di parlare della sua carriera sia col club che con la Nazionale.

L'ex capitano dell'Inter ha toccato molti argomenti: dal Triplete con Mourinho in panchina al rapporto difficile coi ct che allenavano la Nazionale nei Mondiali del 2006 e del 2010, passando per lo scandalo di Calciopoli e la sua pettinatura.

Inter, Zanetti: "Calciopoli fu un momento durissimo"

Javier Zanetti, vicepresidente dell'Inter
Il vicepresidente dell'Inter, Javier Zanetti

A Zanetti sono state poste domande di tifosi e appassionati inviate sui social network e il vicepresidente dell'Inter ha potuto rivelare molte curiosità sul suo conto, parlando dalle origini del suo soprannome (El Tractor) e del rapporto con suo padre, con cui iniziò a lavorare come muratore quando era molto giovane. All'argentino è stato chiesto anche cosa lo abbia tenuto all'Inter nonostante, nei primi 10 anni i trofei vinti fossero molto pochi.

Ero sicuro che il momento dell'Inter sarebbe arrivato, ne parlai con la mia famiglia e col presidente Moratti. Dato che ero capitano, volevo lasciare un segno nella storia del club.

Inevitabile poi, la domanda sullo scandalo di Calciopoli che colpì il calcio italiano nel 2006 e che cambiò radicalmente anche la storia recente dell'Inter, che da quella estate incominciò un cammino di vittorie culminato nella stagione 2009/2010.

È stato un capitolo molto difficile per il calcio italiano. È molto importante ricordare quello che è accaduto ma credo sia meglio lasciare questi episodi negativi al ​​passato e concentrarsi sui titoli che abbiamo vinto e su come li abbiamo vinti.

L'annata più gloriosa della carriera di Zanetti rimane indiscutibilmente quella in cui sulla panchina dell'Inter sedeva José Mourinho. I tifosi hanno chiesto all'argentino quale sia stato l'impatto dello Special One sull'ambiente nerazzurro e quale fosse il suo rapporto coi giocatori.

Per noi Mourinho è sempre stato un allenatore superbo, di grande personalità e che preparava ogni partita nei minimi dettagli. Ogni giocatore che andava in campo sapeva esattamente cosa fare. Basti pensare al sacrificio di Eto'o che praticamente giocava accanto a me nel ruolo di terzino destro quando c'era bisogno di difendere.

Nonostante quelle grandissime stagioni, Zanetti non fu convocato dall'Argentina né per il Mondiale del 2006 da Pekerman, né per quello del 2010 da Maradona. 

Non ho parlato con loro e neanche voglio farlo, ho fatto tutto quello che potevo per essere scelto. Non la considero una macchia sulla mia carriera, non ho rimpianti.

Zanetti ha inoltre fatto una correzione su tutti i tifosi che si riferivano a quell'annata come quella del Triplete.

Lasciatemi correggere una cosa: anche se è generalmente ricordato come il Triplete, abbiamo vinto 5 titoli quell’anno, con la Supercoppa Italiana e il Mondiale per Club. 

Fra le domande arrivate al dirigente interista, la più curiosa è sicuramente quella che riguarda la sua pettinatura, che secondo molti non è mai cambiata nei 20 panni passati all'Inter. Zanetti ha risposto sorridente.

È vero, è sempre la stessa! Mia madre ha usato una scodella per tagliarmi i capelli fino a quando avevo 12 anni. Poi sono andato dal barbiere, ho deciso di pettinarli da un lato e ho continuato così da quel momento in avanti.

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