Eredivisie, l'Ajax vicino a Nouri: piccolo fenomeno tra i giganti

Il centrocampista olandese ha riportato danni cerebrali gravi e permanenti dopo un'aritmia cardiaca: la storia di un talento caduto mentre iniziava a sentirsi grande grazie al calcio.

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Ha sempre avuto un'aria indifesa, piccolo fenomeno tra i grandi, viso buono, piedi magici, fisico gracile, che una carezza poteva lasciargli un livido. Il Nouri calciatore non lo vedremo mai più, ma forse ora conta il giusto. Perché l’ultima immagine che ci resta di uno dei migliori prodotti del settore giovanile dell’Ajax degli ultimi anni è un ragazzino, prima che un calciatore, ancora troppo giovane per reggere il peso di tutto questo (semmai arrivi prima o poi un’età giusta), accasciarsi a terra durante un’amichevole prestagionale col Werder Brema.

Collasso, aritmia cardiaca, come insegna e disegna il destino maligno, l’inizio di un incubo coincide con la fine di un sogno. Oggi la mazzata: danni celebrali gravi e permanenti, una parte del suo cervello non funzionerà più. Fa ancora più male, nel vederlo più fragile di quello che già, per natura, è sempre stato. Piccolo. Piccolo come quelli che vorresti abbracciare per difendere dai più grandi, invece lui in mezzo ai giganti ci è sempre stato bene, s’è sempre fatto largo col talento. La tecnica, fuori dal comune, gli occhi che vedono i movimenti senza necessariamente guardarli.

Per questo aveva già  esordito in prima squadra, anche in Europa, per questo nell’ultimo anno aveva trascinato lo Jong Ajax al secondo posto della Jupiler League, la B olandese, con 10 gol e 11 assist. Compagni, amici e allenatori l’hanno sempre chiamato Appie, diminutivo di Abdelhak. Appie, nomignolo cucito addosso che a leggere così di getto ha lo stesso suono di “happy”, felice: il paradosso di una storia che più triste di così non potrebbe essere. Il piccolo Nouri è caduto mentre iniziava a sentirsi grande grazie al calcio.

L'Ajax al fianco di Nouri

L’Ajax ora si stringe intorno a quel ragazzo che si è cresciuto e coccolato, fin da bambino, che è sempre stato prima di tutto un tifoso, uno di casa, come si vede dalle foto con i grandi del passato, come Suarez, o del presente, come Huntelaar, idolo di un tempo che quest’anno sarebbe diventato suo compagno di squadra.  “Il pallone è il mio migliore amico”, ha detto più volte Nouri; quel pallone è diventato nemico in un inutile pomeriggio d’estate che gli ha cambiato per sempre la vita. Ora che l’abbraccio arriva da tutto il mondo del calcio, fa tenerezza immaginarlo lì in mezzo a tutti: aria indifesa, piccolo tra i grandi, viso buono, piedi magici, fisico gracile, tra le carezze, che non potranno cancellare questo livido.

Ik hou van je broer❤️❤️😔😔

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💔💔💔💔💔💔💔💔😭😭😭😭😭😭😭😭

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