Konta fa sognare, ma occhio a Venus: cerca il sesto Wimbledon

Dopo 39 anni c'è una britannica in semifinale: Johanna può farcela dopo Virginia Wade. Ma c'è Venus Williams, veterana che ha vinto 5 Wimbledon in carriera.

Johanna Konta, quest'anno ha vinto a Miami

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Chissà se Virginia Wade aveva pensato che qualcuno sarebbe stato in grado di riuscirci dopo di lei. Già, il monumento del tennis britannico, presente sulle tribune del centrale di Wimbledon, si è gustata la vittoria di Johanna Konta, la ragazza venuta dall'Australia ma cittadina britannica.

Già, proprio Virginia Wade, che si prese Wimbledon nel 1977, quando batté in finale (e in rimonta) l'olandese Betty Stove. Nel 1978, invece, si fermò in semifinale contro Chris Evert, che poi fu sconfitta da Martina Navratilova. Una statunitense sulla strada di una britannica. Succederà la stessa cosa anche 39 anni dopo. La storia si ripete, con Johanna Konta in semifinale contro Venus Williams, veterana del tennis e pluricampionessa a Wimbledon.

Konta, che ha una storia particolare, è già stata numero 6 al mondo (oggi è settima nel ranking Wta). Vive i primi 14 anni della sua vita a Sidney, prima di trasferirsi in Spagna. Impara a giocare a tennis nel dopo-scuola e trova casa ad Eastbourne ricongiungendosi con la famiglia dopo il periodo in Spagna. Ha ottenuto la cittadinanza britannica nel 2012, ma il pubblico si è già innamorato di lei. Tira fortissimo sia di dritto che di rovescio, soffre le palle lavorate e sfianca le avversarie con i suoi colpi secchi e precisi. Ha fatto fuori Simona Halep, negandole la possibilità di ottenere la vetta della classifica mondiale.

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Venus Williams, appena scagionata da un video che dimostra la sua non colpevolezza in un incidente mortale che l'ha coinvolta, non ha risentito dei problemi extra campo. "Zia Venus", pronta a viziare il figlio di Serena, come ha dichiarato più volte, vuole vincere il suo sesto Wimbledon.  Sembrava quasi impossibile, dopo un declino inesorabile, rivederla fra le giocatrici migliori del circuito. Venus ha 37 anni (17 in più di Ostapenko che ha battuto nei quarti) e ha avuto la sindrome di Sjogren tra il 2011 e il 2012. Una malattia autoimmune reumatica che crea dolori alle articolazioni. Sembrava il capolinea della sua carriera, in netto calo dopo l'ascesa della sorella, di Maria Sharapova e di altre campionesse. Invece, zia Venus è forse la favorita assoluta per far suo un torneo che non vince dal 2008 (7-5 6-4 a sua sorella in finale). Contro di lei, però, ci sarà un'intera nazione, non una giocatrice. Già, perché grazie a Johanna Konta, il pubblico di Wimbledon vorrebbe vedere riscritta la storia dell'All England Club.

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