NHL, è legale darsele? Le 5 peggiori risse (da osteria) del 2017

Una domanda frequente quando si parla di hockey su ghiaccio e NHL: ma è legale darsele di santa ragione? No, ma lo fanno lo stesso: ecco le migliori bravate su ghiaccio del 2017.

NHL, le "migliori" risse del 2017

27 condivisioni 0 commenti 0 stelle

di

Share

Quando l'hockey su ghiaccio e l'NHL diventa osteria? Semplice: quando gli enforcer fanno quello per cui sono programmati. Iniziare combattimenti, menare un po' le mani.  

Scontri ad alta velocità, puck che corre frenetico, a destra e sinistra del bastone. L'NHL non favorisce lo scontro fisico ma lo tollera come fosse una valvola di sfogo naturale.

Come se fosse inevitabile in uno sport ad alto contenuto di testosterone trasformare il tutto in un fior fior di pugni con protagonisti come loro: 

Ma mica succede sempre, suvvia. In media solo una volta ogni due incontri, che sarà mai. Ecco i migliori momenti in cui una partita di hockey diventa una cara vecchia osteria di paese.

Quando l'NHL diventa osteria: le 5 volte migliori (o peggiori) del 2017

A Toronto fior di ricercatori si sono interrogati sulle ragioni storiche delle vibranti scazzottate tra omaccioni che percorrono le partite di NHL. E coinvolgono tutti, dai più forti (su Crosby dei Penguins c'è quasi una letteratura sacra in formato video), agli enforcer quasi di professioni, quelli che sempre, o quasi, fanno iniziare i fuochi d'artificio. Con quasi un codice dietro: via i bastoni (per evitare danni molto più seri), via i guanti (per evitare che sia troppo soft) e via botte finché uno dei due non cade a terra (anche se questo non determina necessariamente la fine della diatriba). Ampia discrezionalità agli arbitri che solitamente mandano fuori per i canonici 5 minuti il reo.

La prima rissa da peggiore bar di Caracas che vi proponiamo vede come protagonisti Matt Martin e Adam McQuaid, nella gara tra Toronto Maple Leafs e Boston Bruins. Al minuto 1.10 al buon Martin parte il casco (con il pubblico in festa come nemmeno al Palio di Siena dopo la vittoria di una contrada dopo 20 anni di astinenza), ma per non farsi mancare un po' di sana risciacquatura di neuroni e affini rimane in piedi. Quando alla fine molla, i simpaticoni in panchina dei Boston Bruins battono con magna approvazione i bastoni sui cartelloni. McGregor, esci fuori, sappiamo che ci sei: 

Sugli spalti, ovviamente, ci si alza solo per le grandi occasioni. E un fight che si rispetti è sempre una buona occasione per creare il giusto clima da "c'è delirio al Maracanã". Il tutto, in nome di un "codice" (da alcuni studiosi chiamato "The Code", che sembra quasi un romanzo di Dan Brown): se attacchi qualcuno da dietro, sicuramente ti partirà qualche dente (per la gioia di tutti i dentisti del mondo unitevi, e tifate rivolta). La regola 46 consegna un potere illimitato all'arbitro, che giustamente ne fa un uso parco. Come in questo caso, quando Crosby decide che per Subban, difensore dei Nashville Predators, sia ora di rivedere la propria dieta in favore di una robusta ingestione di ghiaccio

Ovviamente questi sono casi di simpatici siparietti tra omaccioni, con lo scopo di risolvere in maniera considerata piuttosto sana (rispetto ai bastoni, ovviamente) i diverbi accesi da uno sport molto fisico. Soprattutto dopo un goal, momento topico di massima gioia e massima altrui "rosicata". Ma non sia mai che, al netto di una partita particolarmente vibrante, si decida alla fine per un caro vecchio mischione da saloon, che nemmeno Bud Spencer e Terence Hill

Anche i ricchi menano. Connor McDavid, che di recente ha firmato un contratto da un centinaio di milioni di dollari, quando si mette in testa qualcosa (solitamente essere decisivo), solitamente poi la mette in pratica. Come scopre a sue spese Sorensen, che qui finisce a spiattellato a terra, con una certa soddisfazione del protagonista negativo (che nemmeno si è dovuto levare i guanti). Non è una delle risse migliori, ma dà un'idea di come le cose si facciano dure, a volte, in questo sport: 

In questo ultimo video si può notare l'affetto caldo che pervade i giocatori di hockey quando i fight diventano furibondi, o quando in campo c'è Matthew Tkachuk, dei  Calgary Flames, classe '96, promettente in tutti i sensi, per qualità e botte da orbi. Da qualche parte su YouTube dovrebbe esserci un video del tipo, 12 minuti di Tkachuk che picchia gente. Beh, stavolta le ha prese. A dimostrazione che, in NHL, magari volerà qualche sganassone di troppo, ma un po' di giustizia ancora c'è:

Share

Vota

Commenta

Ti potrebbe interessare anche:

Con il tuo consenso, questo sito internet utilizza cookies di terze parti per migliorare la tua esperienza. Puoi conoscere di più sul nostro utilizzo dei cookies e su come modificare le impostazioni nella nostra Informativa sui Cookies. Chiudendo questo banner, cliccando in seguito o continuando a utilizzare il sito, acconsenti all'utilizzo dei cookies.