NBA Free Agency: Hayward a Boston, Millsap post Gallo, Harden paperone

Tanti i movimenti nella seconda settimana di Free Agency con Millsap che sostituisce Gallinari, Minnesota continua la razzia e Houston ricopre d'oro Harden. Ma Boston vince.

Hayward sceglie Boston

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Se la prima parte di questa free agency aveva sparato dei fuochi d’artificio piuttosto sostanziosi, anche i giorni seguenti non sono stati da meno perché hanno ancora una volta stravolto tante concezioni e soprattutto i valori in campo, rendendo la Western Conference una vera tonnara e l’Est un tappeto rosso per l’ennesima NBA Finals di LeBron. L’addio di Danilo Gallinari ai Nuggets è stato subito dimenticato dalla franchigia del Colorado che si è portata a casa Paul Millsap con un triennale da 90 milioni di dollari rendendolo innanzitutto una stella e forse il comprimario ideale per far giocare il talentuoso, ma non necessariamente verticale, Jokic da centro. 

I Nuggets escono rinforzati da questo scambio di stelle, ma purtroppo per loro lo sono nell’anno sbagliato, perché le squadre davanti a loro sono tante a iniziare da Minnesota che dopo le scorribande con Teague e Butler, ha firmato anche Jamal Crawford, svincolato dagli Atlanta Hawks proprio nell’affare Gallinari. Jaycee non è l’identikit del tiratore perimetrale che serviva a Thibodeau, ma di certo è un’addizione che pone proprio i Timberwolves ben sopra i Nuggets nella corsa playoffs. I Thunder sono un’altra squadra che parte con deciso vantaggio, infatti dopo l’affare Paul George hanno completato il roster perdendo sì Gibson in favore dei TimberBulls di cui vi abbiamo parlato settimana scorsa, ma hanno firmato a cifre popolari (triennale da 16 milioni) Patrick Patterson per il ruolo di stretch four, confermato Andre Roberson (triennale da 30 milioni) e Raymond Felton che guarderà le spalle di Westbrook al posto di Semaj Christon. 

Ovviamente gli Spurs sono ben saldi al secondo posto del power ranking dopo aver firmato con un biennale da 17 milioni Rudy Gay, mentre anche i Clippers sono molto meno in rebuilding di quello che si potrebbe pensare, perché con l’arrivo di Dekker, Williams che farà il Jamal Crawford (forse anche meglio) e Beverly sono rimasti in piedi. È proprio un ex compagno di Beverly ad arrivare alla corte di Rivers; di nome fa Milos. Teodosic compie così il tanto agoniato salto in NBA, firma un biennale da 12.3 milioni con i Clippers e “diventerà il miglior passatore NBA” per bocca dello stesso Patrick Beverly.

Paul Millsap vuole rendere grandi i Nuggets

Nba: Gordon "Stay o Away" ward?

Dopo che i Celtics hanno visto sfumare in rapida successione due obiettivi di mercato come Paul George e Jimmy Butler, l’ultima (e forse la prima) scelta era diventata Gordon Hayward. Il meeting con il suo ex allenatore Brad Stevens ha riportato alla memoria i tempi di Butler, dove i due sono andati a una tripla dello stesso Hayward dal vincere un titolo NCAA.

Sembrava la classica storia a lieto fine e così è stato, perché su The Players Tribune il giocatore ha poi annunciato la propria scelta di andare a Boston e giocarsi le uniche credibili chances di titolo. Senza la sua firma i Celtics sarebbero rimasti con un pugno di mosche, ma l’impressione è che il mirino di Ainge fosse solo su di lui. Il suo arrivo proietta i Celtics come vera contender per i Cavs e con la coppia Thomas-Horford, l’Est diventa matematicamente una corsa a due. 

Per far spazio all’ingombrante arrivo di Hayward (quadriennale da 128 milioni) è stato sacrificato un giocatore che ha impersonificato perfettamente lo spirito Celtics, ovvero Avery Bradley, andato a Detroit per Marcus Morris. Il novero dei sacrificabili prevedeva lui, Crowder e Smart, ma forse quello con più mercato e un salario più consistente era proprio Bradley, sicuramente lasciato andare non senza rimpianti. Negli ultimi giorni si è parlato anche di un possibile interessamento per Marc Gasol, ma siamo ancora all’interno del fantabasket. Dovesse andare in porto non basterebbe l’arrivo di Jeff Green a LeBron per essere sicuro della vittoria dell’Est. 

James Harden e i festeggiamenti per il faraonico rinnovo

Hard Rock Harden

Gli Houston Rockets sono ampiamente in corsa per la detronizzazione dei Golden State Warriors e l’acquisizione di Chris Paul ha fatto schizzare le quotazioni della squadra di D’Antoni, che dovrà essere in grado di digerire l’inserimento di una personalità pesante come CP3, assieme al runner up per l'MVP come Harden.
Chi sia il leader di questa squadra, però, non è in discussione perché Harden è il re di Houston e li ha rimessi sulla mappa del basket che conta con la sola sua presenza. 

Oltre all’aspetto tecnico e sportivo che ci interessa maggiormente, non si può disconoscere il fatto che la sua popolarità vada oltre i ventotto metri lignei e per questo i Rockets lo hanno letteralmente ricoperto d’oro facendogli firmare l’estensione contrattuale più ricca della storia.
Per lui è agli atti un quadriennale da 170 milioni di dollari che non avrà omogenee ripartizioni negli anni, ma che arriverà a un irreale 48.6 milioni nella stagione 2019-20. 

Dopo il rinnovo faraonico di Steph Curry con i suoi Warriros che lo ha reso il giocatore più pagato della lega, è arrivato questo contratto che ormai ridefinisce quotidianamente i tetti incredibili a cui stanno arrivando i massimi salari delle stelle.  

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