Denis Bergamini, salma riesumata: la Procura non crede al suicidio

Il corpo del calciatore morto nel novembre 1989 sarà sottoposto a una Tac 3D: gli inquirenti credono che possa essere stato ucciso.

Donato “Denis” Bergamini, centrocampista del Cosenza, morto sulla statale 106 Jonica il 18 novembre

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A quasi 28 anni di distanza da quella tragica notte del 19 novembre del 1989 a Roseto Capo Spulico (Cosenza), il caso legato alla morte di Donato "Denis" Bergamini non conosce fine. Questa mattina la salma dell’ex giocatore del Cosenza, custodita al cimitero di Boccaleone di Argenta (Ferrara) è stata riesumata, come stabilito nelle scorse settimane dal gip del Tribunale di Castrovillari, Teresa Riggio, in accoglimento della richiesta della Procura di riaprire l’inchiesta sulla morte di Bergamini, all’epoca archiviata come un suicidio.

Una volta riesumata, la salma è stata trasportata all'ospedale di Ferrara dove sarà ora sottoposta agli esami del caso. Un altro passo atto a fare chiarezza in una vicenda che suona come un giallo: la notte tra il 18 e il 19 novembre  1989 Bergamini fu trovato senza vita steso sulla Statale Jonica 106 al chilometro 401, vicino a Cosenza. Dalle prime indagini, il decesso fu registrato come un suicidio, con Bergamini che si sarebbe fatto travolgere da un camion in transito, che lo avrebbe trascinato per più di cinquanta metri.  Una versione depotenziata da alcuni elementi, su tutti la perizia autoptica effettuata nel 1990, dalla quale emergeva:

L’assoluta assenza di lesioni riferibili a trauma diretto da pneumatico e di lesioni da trascinamento sul corpo di Bergamini.

Il calciatore, morto all’età di 27 anni, fu ritrovato con scarpe pulite e non presentava danni a catenine, vestiti e orologio che indossava all’epoca dell’impatto. Altri tasselli per i quali l'ipotesi di suicidio non aveva mai convinto del tutto la famiglia.

Per la morte di Bergamini sono oggi iscritti al registro degli indagati con l’accusa di omicidio, aggravata da premeditazione, Isabella Internò, all’epoca fidanzata del calciatore, e il conducente del camion Raffaele Pisano. Ai due sono state notificate altrettante informazioni di garanzia. La Internò è l’unica testimone oculare del presunto suicidio: stando alla versione della donna, dopo una lite furibonda scoppiata mentre i due si trovavano sulla statale 106, Bergamini si sarebbe tolto la vita gettandosi sotto il camion. Una versione alla quale due mesi fa il procuratore capo di Castrovillari, Eugenio Facciolla, ha così replicato all’indomani dell’ultimo incidente probatorio:

Le variabili ipotizzabili possono essere tante. Sembrerebbe una vicenda chiusa in un rapporto tra pochi soggetti che evidentemente hanno goduto di protezione. Vogliamo approfondire con le tecniche di cui oggi si dispone tutti i possibili aspetti di quello che non è un suicidio: non è ipotizzabile come un suicidio.

Riesumata la salma di Denis Bergamini, la sorella Donata: "Doveva essere fatto anni fa"

Le spoglie di Bergamini sono quindi il punto di ripartenza per approdare alla risoluzione di un mistero perdurante da 28 anni: la salma sarà ora affidata  a nuovi esami autoptici da parte dei Ris di Parma e a un pool di 11 specialisti tra periti e consulenti delle parti. Di questi, 5 saranno nominati dal Tribunale, due dalla Procura, altri due dalla famiglia Bergamini, difesa dall’avvocato Fabio Anselmo, e altrettanti dall’ex fidanzata del calciatore, difesa da Angela Pugliese. Non ha invece nominato consulenti il camionista Raffaele Pisano. Il corpo del calciatore si trova ora all’istituto di medicina legale di Cona, dove sarà anche sottoposto a una Tac 3D. Sul tavolo degli inquirenti anche ragioni sentimentali e questioni legate ad altre tematiche, che unirebbero Bergamini a Michele Padovano, calciatore del Cosenza dal 1986 al 1990, e al portiere Luigi Simoni, a Cosenza fino all’estate 1989, anno di trasferimento al Pisa.

I tifosi del Cosenza chiedono verità per Denis Bergamini
I tifosi del Cosenza chiedono verità per Denis Bergamini

Le perizie dei RIS di Messina e del medico legale dimostrerebbero che Denis era già morto prima che il suo corpo fosse investito dal camion. L’esito dei nuovi esami di ultima generazione, che verranno resi noti nei prossimi 120 giorni, diventerà oggetto di discussione nella prossima udienza, fissata per il 29 novembre. A chiedere giustizia c’è la famiglia Bergamini, rappresentata da papà Domizio e dalla sorella Donata. Che invocano il diritto alla verità, come fatto anche in occasione della riesumazione della salma dalla sorella del calciatore:

C'è speranza e amarezza al tempo stesso. Quello che è stato fatto oggi doveva essere già stato fatto tanti anni fa. Ora vogliamo verità.

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