Sergio Ramos: "Non è follia pensare di vincere il Pallone d'Oro"

Il capitano del Real Madrid presenta la nuova stagione in un'intervista a Marca e non si pone limiti a livello collettivo e individuale.

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Forse per Sergio Ramos sarebbe stato meglio dirlo sotto voce, non sia mai che questa sua ambizione possa arrivare al suo compagno di squadra, Cristiano Ronaldo. C'è da starne certi, il portoghese non la prenderebbe benissimo. Il Pallone d'Oro in carica, dopo aver collezionato il poker lo scorso gennaio, adesso ha tutta l'intenzione di arrivare a quota 5 e pareggiare l'eterno rivale Leo Messi dopo un'altra stagione da urlo che lo ha visto protagonista nello storico doblete del Real Madrid.

CR7 è stato chiaramente il trascinatore, l'uomo copertina. Ma insieme a lui c'erano anche i suoi compagni di squadra, ambiziosi quanto lui. Tra questi sicuramente Sergio Ramos, il capitano delle Merengues. Che oltre ad aver vinto quei trofei è anche il primo che li ha potuti sollevare, in virtù di quella fascia stretta intorno al braccio.

A 31 anni Sergio Ramos ha vissuto una delle sue migliori stagioni in assoluto, ecco perché pensare di poter competere per il massimo riconoscimento individuale che possa vincere un calciatore non può essere utopia. Il difensore spagnolo, in una lunga intervista concessa a Marca, non nasconde di sognare il Pallone d'Oro:

Dipende, bisognerebbe capire quali siano i parametri per assegnare questo premio. Negli ultimi anni se lo stanno spartendo Messi e Cristiano Ronaldo, ma ad esempio uno come Fabio Cannavaro, mio ex compagno, è riuscito a vincerlo. Quindi non la vedo come una follia. Ho vinto molto nel corso della mia carriera e già riuscire a entrare nei primi tre sarebbe un privilegio. Se poi riuscissi a vincere il Pallone d'Oro sarebbe qualcosa di storico.

Real Madrid, Sergio Ramos vuole fare la storia
Sergio Ramos vuole continuare a fare la storia con il Real Madrid

Sergio Ramos, dal Pallone d'Oro alla storia

A parte le ambizioni individuali (sperando che Cristiano Ronaldo in questi giorni abbia internet fuori uso e non abbia la possibilità di recarsi in un'edicola), Sergio Ramos si concentra anche su altri obiettivi per cominciare questa nuova stagione con il Real Madrid. Quello principale resta di livello collettivo ed è continuare a fare la storia del club:

Vogliamo continuare a migliorarci. Nessuno prima di noi aveva vinto due Champions League consecutive e siamo in grado di fare ancora meglio. La chiave sarà dimenticare quanto abbiamo fatto, per ritrovare la stessa ambizione e lo stesso entusiasmo. Sono da molti anni qui, ma ho più voglia di vincere del primo giorno in cui sono arrivato a vestire la maglia del miglior club del mondo. Ogni anno bisogna sempre ripartire con questa mentalità: abbiamo fatto la storia, ma il nostro obiettivo è fare ancora meglio.

La sua storia personale effettivamente racconta questo, di un calciatore che con il passare degli anni è migliorato sempre di più:

Ho vissuto uno dei migliori anni della mia carriera, se non il migliore. L'esperienza ti garantisce qualcosa che non puoi avere quando sei giovane, ma l'ambizione rimane sempre intatta. Spero di poter vincere ancora molto in questi ultimi anni di carriera. Quando ho alzato la Décima ho pensato che fosse la mia miglior stagione, poi però sono riuscito a fare ancora meglio. L'importante non è segnare un gol, ma essere certo che tutto sia possibile.

"NoventayRamos" e il rapporto con il Real Madrid

E chi può dirlo meglio di un giocatore diventato famoso per i suoi gol decisivi in pieno recupero? Una caratteristica che in Spagna gli ha garantito il soprannome di "NoventayRamos":

Sono momenti molto gratificanti e decisamente spettacolari per il pubblico. Ma un difensore non è certo in campo per questo. La funzione principale è trasmettere tranquillità e sicurezza in difesa ed è quello che preferisco. Se poi dopo posso contribuire con gol importanti nel finale, tanto meglio. La gente si aspetta che io vada a segnare di testa nei minuti di recupero come è già successo, ma non si può pensare che debba andare sempre così.

Sergio Ramos è diventato un punto di riferimento nello spogliatoio del Real Madrid, così come prima lo sono stati per lui dei calciatori che hanno fatto la storia di questo club:

Ronaldo (il Fenomeno, ndr), Raul, Casillas, Cannavaro... Da gente così c'era da apprendere ogni giorno. Iker e Raul, però, sono quelli che più degli altri mi hanno aiutato a inserirmi nello spogliatoio nei miei primi anni. Insieme a loro anche Roberto Carlos e Salgado.

Real Madrid, Raul e Casillas fondamentali per l'inserimento di Sergio Ramos
Raul, Sergio Ramos e Casillas, ex compagni al Real Madrid

La tranquillità sul caso Cristiano Ronaldo

Oggi è lui a dover mettere serenità nello spogliatoio. E magari intervenire (così come ha già fatto) in situazioni spinose come quelle di Morata e Cristiano Ronaldo:

Sono situazioni personali, sulle quali chiaramente non posso aggiungere molto. Posso dire che la mia ambizione è giocare con i più grandi campioni e loro lo sono, per cui mi farebbe piacere che restassero molti anni. Sono due casi diversi comunque. Alvaro vuole giocare di più e forse sta cercando una soluzione alternativa. Con Cristiano ho un ottimo rapporto, siamo sempre in contatto e quindi per quanto riguarda il suo caso posso dire di stare molto tranquillo.

Sergio Ramos è stato uno dei primi a contattare telefonicamente CR7 dopo la bomba lanciata da A Bola riguardo il malessere del portoghese e l'indecisione sul suo futuro. Il capitano ha voluto parlare personalmente con il suo compagno di squadra, per farlo ragionare e tornare sui suoi passi. Probabilmente ci è anche riuscito. E altrettanto probabilmente non gli ha mai parlato della sua ambizione di vincere il Pallone d'Oro...

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