Le follie del Manchester United: spesi 733 milioni nel dopo-Ferguson

Il Manchester United ha speso una fortuna dall'addio di Sir Alex Ferguson: 733 i milioni utilizzati dal 2013 ad oggi per i vari Falcao, Di Maria, Fellaini e altri ancora.

Manchester United 2014-2015: Rooney, Blind and Falcao

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David Moyes, Louis Van Gaal e José Mourinho: questi i tre manager succeduti in ordine di tempo a Sir Alex Ferguson. Dall'addio dello scozzese alla panchina del Manchester United le cose non hanno certo preso una bella piega in zona Old Trafford, questo a causa anche di un ricambio generazionale in termini di parco giocatori che ha praticamente eliminato tutti quei senatori facenti parte del gruppo storico guidato da Fergie, eccezion fatta per un Michael Carrick, ormai anche lui giunto al tramonto della carriera agonistica. Neanche capitan Wayne Rooney si è salvato dall'epurazione visto il suo ritorno all'ovile, con l'Everton che lo ha riaccolto a braccia aperte.

Rooney Everton
Un giovanissimo Wayne Rooney con indosso la maglia dell'Everton.

A complicare ulteriormente le cose in sede di risultati ci ha pensato il mercato condotto dai vari tecnici susseguitisi nel post-Ferguson. Qualche esempio? I 23 milioni di euro spesi per Daley Blind, arrivato dall'Ajax, oppure i quasi 33 milioni di euro pagati all'Everton per Marouane Fellaini. L'apoteosi dello spreco la si è però raggiunta ad esempio nell'affare Radamel Falcao, il cui prestito oneroso costò alle casse dei Red Devils quasi 10 milioni di euro. Difficile poi dimenticare il curioso caso di Angel Di Maria: sbarcato al Manchester United come salvatore della patria e pagato profumatamente al Real Madrid con un assegno da oltre 78 milioni di euro, l'argentino è stato ceduto al Paris-Saint Germain soltanto un anno dopo. Abbastanza grossa la minusvalenza incassata, avendo i parigini speso meno di 60 milioni di euro per accaparrarsi le prestazioni del giocatore.

Di Maria Manchester United
Uno scatto immortalante Angel Di Maria ai tempi della sua avventura al Manchester United.

In tempi più recenti invece, i tifosi hanno avuto modo di trovarsi di fronte a colpi senza dubbio importanti, ma dal prezzo d'investimento davvero esagerato. I 105 milioni di euro sganciati per Paul Pogba - tra cifra incassata dalla Juventus e percentuali per Raiola - , ad esempio, hanno suscitato non poche reazioni contrastanti in seno alla tifoseria, oltre a rappresentare 1/7 dell'intero tesoretto speso dallo United dall'addio di Ferguson.

Manchester United, Mourinho: "Il mercato è folle"

Con le critiche piovute sul Manchester United a seguito di un tale record di spesa, non c'è voluto molto prima che l'eco della viralità giungesse all'orecchio di José Mourinho, attuale allenatore dei Red Devils. In un inizio di calciomercato che ha visto la compagine d'oltremanica imporsi come regina degli arrivi - visti gli 85 milioni spesi per Lukaku e i 35 più bonus sganciati per Lindelof -, lo Special One ha voluto sin da subito mettere le mani avanti, chiarendo come nel recente periodo il mercato abbia abbracciato una filosofia decisamente folle.

Il calcio come anche il mercato hanno ormai preso una piega che definirei folle. Un arrivo che oggi potrebbe sembrare assai oneroso potrebbe risultare altrettanto economico entro tre anni. L'aver infranto i record di spesa non deve assolutamente essere motivo di tristezza, ma deve bensì essere la cartina tornasole delle dimensioni di un club quale il Manchester United.

Tutto lecito dunque per José Mourinho, specie qualora tutte queste spese fossero propedeutiche al raggiungimento di obiettivi più lusinghieri rispetto a quelli centrati nell'arco della scorsa stagione, comunque positiva viste le conquiste di Community Shield, EFL Cup ed Europa League -. Che sia dunque questa l'unica strada per ricondurre lo United in binari più consoni rispetto a quella che è stata la sua storia recente?

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