UFC, perché Weidman ha declinato un terzo match contro Silva

Cosa sarebbe successo se Chris Weidman e Anderson Silva avessero combattuto una terza volta? L'esito sarebbe stato scontato?

UFC, Chris Weidman, ex campione pesi medi

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Quando Kelvin Gastelum venne escluso dal suo match a UFC 212 contro Anderson Silva a causa di una violazione delle norme USADA, UFC puntò su Chris Weidman per chiudere la trilogia con il Ragno.

A seguito della sconfitta controversa per mano di Gegard Mousasi, Weidman capì che probabilmente quello non era il momento migliore per accettare un altro match contro il brasiliano.

Weidman ha un parziale di 2 vittorie e nessuna sconfitta contro Anderson Silva e non aveva alcuna intenzione di macchiare il suo record più di quanto non lo fosse già.

Silva, pre UFCF 212
Anderson Silva alla conferenza stampa di UFC 212

Weidman, Silva e il mancato terzo incontro a UFC 212

Chris Weidman, ex campione dei pesi medi, ha spiegato a The MMA Hour il suo punto di vista.

UFC mi chiese di combattere contro Silva ancora una volta, con appena tre settimane e mezzo di preavviso. Stavo ancora cercando di recuperare dal mio match precedente e stavo vedendo diversi dottori. Avevo già combattuto Silva due volte e avrei dovuto accettare un match contro di lui con breve preavviso e per giunta nella sua città natale. Non sarebbe mai successo.

Weidman poi è entrato nello specifico:

Ho detto loro che non avrei avuto alcun problema a combattere ancora contro Anderson se avessero voluto questo, ma mi sarebbe servita qualche settimana in più. Avremmo potuto farlo a Nassau o in qualunque altro posto. Non avrei accettato un rischio simile con così poco preavviso.

La prima volta che Weidman affrontò Silva fu a UFC 162. L'All-American riuscì a fermare Silva dopo un dominio durato dieci lunghi anni.

Fu un momento splendido. Stava giocando con me un po' troppo, mi stavo infastidendo e ho deciso che non avrei smesso di tirare pugni finché non l'avrei messo KO. C'erano entrambe le nostre bandiere ed era la prima volta che sentivo il famoso canto brasiliano "uh vai morrer" (un coro intonato dai tifosi che letteralmente significa "morirai", ndr). Era la prima volta che avevo una fanbase e che la gente capiva chi fossi. 

Weidman spiega così il suo stato d'animo:

È stato pazzesco. Mi è servita molta concentrazione. Avevo davanti un uomo che aveva battuto chiunque nell'ottagono e io ero davvero determinato a non lasciargli fare la stessa cosa con me. Fu un grande momento.

UFC, staredown fra Silva e Weidman
Il curioso staredown fra Silva e Weidman che arrivano a toccarsi i volti, senza però scadere in una scenata.

Weidman a tutt'oggi considera il KO su Silva la vittoria più importante della sua carriera.

Non so se riuscirò mai a eguagliare la grandezza di una vittoria del genere. Si è trattato di una vittoria col più grande di tutti i tempi e tutti mi consideravano già battuto. Io e le persone vicine a me sapevamo di potercela fare, e ce l'ho fatta. Il modo in cui l'ho finalizzato mentre la gente rideva di me è stato fantastico. Stavo ricevendo minacce di morte. Coloro che lo hanno combattuto prima di me non credevano in loro stessi. Lui giocava con loro e alla fine trovava anche il modo di metterli in imbarazzo con KO spettacolari. Anche quello mi dava energia. Mi ha acceso un fuoco dentro e mi ha reso il ragazzo che ha spezzato (l'incantesimo, ndr).

Ironia della sorte, Chris Weidman, 33 anni, affronterà l'ex avversario di Silva, Kelvin Gastelum a UFC on FOX 25, il 22 luglio.

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