NBA: Gallinari ai Clippers tra soldi e poche chances di titolo

Danilo vola a Los Angeles spuntando un ricco contratto ma con poche chance di titolo. La finestra per lottare è sempre più piccola e la nuova squadra non aiuta in questa rincorsa.

Gallinari e Griffin ora compagni.

270 condivisioni 0 commenti 4 stelle

di

Share

Danilo Gallinari aveva detto sui social che la decisione sul proprio futuro sarebbe arrivata presto e, anche se ormai i news breaker americani avevano già dato per certo l’affare, nella notte scorsa la trade è diventata realtà. Incominciamo col riportare chi viene e chi va in un giro a tre che coinvolge squadre in rebuilding e, probabilmente, un tentativo anacronistico di rimanere competitivi.

- I Los Angeles Clippers acquisiscono Danillo Gallinari con un contratto triennale da 65 milioni di dollari.
- I Denver Nuggets acquisicono una seconda scelta appartenente a Washington nel draft 2019.
- Gli Altanta Hawks acquisiscono Jamal Crawford, Diamond Stone e una prima scelta (via Houston) nel draft 2018 top three protected.

A guardare in termini di sola carta sembra esserci un solo vincitore da questo giro di scambi, invece non è tutto oro ciò che luccica. Gli Atlanta Hawks sono in completo rebuilding, tanto da portarsi a casa il contratto di un Jamal Crawford in evidente parabola calante, con l’idea di tagliarlo immediatamente per far spazio salariale. 

Denver porta a casa una seconda scelta che è già più di quello che si sarebbero aspettati, mentre i Clippers dopo la dipartita di Chris Paul, virano clamorosamente e al posto che abbozzare un rebuilding rifirmano Griffin, portano a casa Gallinari e ingolfano il cap obbligandosi a compiere altre mosse per evitare di perdere DeAndre Jordan e Austin Rivers nella prossima free agency. 

Tutto gira intorno a Danilo Gallinari, alla sua capacità di produrre e alla voglia davvero di competere ad alto livello, inserendosi in una front line che da una parte intriga gli appassionati, ma dall’altra nasconde molti punti bui.

Danilo Gallinari e il suo futuro

Qual è/sarà il ruolo di Gallinari nell'NBA del 2018?

Pensare al primo Gallo di Milano dinamico, atletico e anche con una voglia di far vedere la propria esuberanza, fa pensare a un ruolo di tre sovradimensionato, mentre nel 2017 è legittimo pensare che il suo ruolo NBA sia maggiormente l’ala forte in grado di aprire il campo e dare la versatilità che tutte le squadre cercano in quella posizione. Nonostante questo dovrà dimostrare di saper difendere in maniera competente sulle ali piccole per poter ricoprire il ruolo primario che avrà in squadra. 

Potrà indubbiamente giocare minuti da power forward in assenza di Griffin, ma nei finali di partita sarà chiamato a rincorrere i George, James, Durant e Antetokunmpo del caso per potersi sentire un vero plus per questa squadra.

Nonostante un contratto importante e una monetizzazione assoluta, anche se probabilmente con una lunghezza di un anno minore rispetto alle aspettative, Danilo può considerarsi soddisfatto. I Clippers, anche con il suo arrivo, non vengono considerati tra le prime cinque forze a Ovest e dovessero avere il fattore campo nei playoffs sarebbe già da considerarsi un successo. Questo spiega in maniera chiara e poco interpretabile la scelta professionale del Gallo.

Danilo Gallinari e il suo jump shot

Tanti, maledetti e subito, ma per vincere serviva altro

Danilo ha dichiarato prima dell’inizio della free agency di sentirsi un max player e di meritare soldi importanti, avendo affermato anche dopo Eurobasket 2015 di “essersi rotto le balle di perdere”. È stato sempre in prima fila nel professare la sua voglia di vincere e di appartenere a progetti con ambizioni di titolo, sebbene sino ad ora non abbia potuto mai avvicinarsi fattivamente.

La sua scelta di andare ai Clippers va in controtendenza con questa convinzione. Senza voler giudicare le scelte di un professionista, anche alla luce dei tanti che impunemente lo fanno, l’accettare i 65 milioni dei Clippers significa semplicemente guadagnare il miglior contratto economico possibile, andare a vivere in una vetrina come Los Angeles e godere dei tanti privilegi che una superstar NBA può sfruttare. La cosa più importante che Danilo dovrà fare sarà quella di accettare serenamente questa scelta per ciò che è, ovvero un’evoluzione professionale che gli ha portato i soldi per cui ha lavorato, ma che non gli porterà né un titolo nei prossimi tre anni, né la possibilità concreta di lottare per arrivarci, salvo veri e propri cataclismi.

Nella sua completa e necessaria onestà intellettuale siamo tutti contenti per il nostro rappresentante principe in NBA e uno status importante raggiunto, anche se forse da appassionati avremmo preferito un suo portafogli meno gonfio e la possibilità di vederlo giocare a inizio giugno in un palcoscenico che gli compete e nel quale può davvero dire la propria. Ma il pubblico è appassionato e tale deve rimanere, senza valutazioni etiche o morali.

Share

Vota

Commenta

Ti potrebbe interessare anche:

Con il tuo consenso, questo sito internet utilizza cookies di terze parti per migliorare la tua esperienza. Puoi conoscere di più sul nostro utilizzo dei cookies e su come modificare le impostazioni nella nostra Informativa sui Cookies. Chiudendo questo banner, cliccando in seguito o continuando a utilizzare il sito, acconsenti all'utilizzo dei cookies.