Cristiano Ronaldo e il rigore dell'Undecima: ecco cosa disse Arbeloa

A distanza di oltre un anno da quell'episodio, l'ex difensore del Real Madrid racconta cosa si dissero lui e il portoghese in quel conciliabolo.

Il conciliabolo tra Cristiano Ronaldo e Arbeloa prima del rigore nella finale di Champions League

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Ha dato da poco l'addio al calcio, Arbeloa. Una carriera chiusa a 34 anni vincendo ogni trofeo possibile, sia con la nazionale spagnola che a livello di club, con il Real Madrid. Ha trascorso 9 anni al Santiago Bernabeu, è diventato un emblema del madridismo e non si è mai risparmiato quando c'è stato da lanciare delle frecciate agli eterni rivali del Barcellona.

Non lo ha fatto nemmeno nell'ultima intervista, la prima da ex calciatore dopo il suo ultimo anno al West Ham, rilasciata alla trasmissione sportiva "El Chiringuito". Quando gli hanno domandato se si vedesse in un eventuale futuro al Barcellona, infatti, Arbeloa ha risposto così:

Credo che io sarei l’ultima persona al mondo che il Barcellona chiamerebbe per lavorare e allo stesso modo io non andrei mai a lavorare con il club catalano, preferirei non fare niente. Messi? La sua continuità di rendimento è buona per i blaugrana: insieme a Cristiano Ronaldo è il migliore. Cosa penso di Piqué? A livello di calciatore non ho alcuna avversione contro di lui. Di certo non ci andrei a mangiare insieme. Ci vado con i miei amici.

Soprattutto quest'ultimo concetto lo esprime con serietà e freddezza, come se gli desse fastidio anche il solo doverne parlare. E questo suo modo di essere lo sta rendendo ancora di più un'icona per i tifosi del Real Madrid, che nel corso della trasmissione hanno mandato più messaggi augurandogli/si di diventare presto un dirigente delle Merengues.

Real Madrid, l'addio di Arbeloa
Arbeloa nel momento dell'addio al Real Madrid

Arbeloa, ecco cosa disse a Cristiano Ronaldo

Frecciate al Barcellona a parte, nel corso della trasmissione c'è stato modo di affrontare molti altri argomenti, dal suo rapporto con Mourinho - "Ammiro la sua professionalità, il modo di lavorare e la nobiltà d'animo. Ci ha aiutato a essere competitivi, con lui abbiamo vinto tutto quello che potevamo" - alla situazione complicata tra Cristiano Ronaldo e il Real Madrid:

È una persona molto intelligente e quando arriverà il momento di parlare lo farà. Se non lo ha fatto avrà le sue ragioni. Da parte mia c'è stima e fiducia in lui, sia professionale che umana. E voglio che resti al Real Madrid ancora per molti anni. Se ha bisogno di tempo per parlare, se lo prenda tranquillamente. Cristiano Ronaldo non si è mai nascosto, né dentro, né fuori dal campo. Sta al Real da 8 anni, lo conosciamo tutti. Non ho dubbi sul fatto che lui resti.

Arbeloa poi rivela anche un curioso aneddoto, cioè le sue parole rivolte a Cristiano Ronaldo poco prima che cominciassero i calci di rigore, nella finale di Champions League contro l'Atletico Madrid del 28 maggio 2016 a Milano, quella che valse poi l'Undecima al Real Madrid. Decisivo il penalty del portoghese, che però prima di calciare non era così convinto di riuscirci. Almeno questa era la situazione prima dell'intervento del suo "mental coach":

Era molto stanco, aveva speso moltissimo. Lui aveva detto che era stanco morto e non era certo di essere in grado di calciare un penalty così importante. Io ho solo tentato di tranquillizzarlo, dicendogli che lui lo avrebbe realizzato come sempre, che sarebbe stato il quinto e ci avrebbe regalato la Champions League. Gli ho spiegato che già altre volte aveva vissuto quelle situazioni e aveva sempre risposto bene, quindi non aveva alcun motivo di preoccuparsi. Era stata una finale molto dura, che concludeva una stagione ancora più ricca di impegni. In quei momenti può capitare che non si senta abbastanza energia per tirare un rigore così importante.

Ecco svelato il segreto. Cristiano Ronaldo aveva bisogno di qualche motivazione supplementare in più e Arbeloa si è fatto trovare pronto.

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