Tamberi riscatta Parigi e vola a 2.28m al Memorial Gyulai in Ungheria

“Gimbo” ci ha abituato ai colpi di scena: non si è smentito anche questa volta gareggiando all’insaputa di tutti al Memorial Istvan Gyulai di Szekesfehervar vicino a Budapest nel meeting in onore del segretario generale della IAAF morto nel 2006

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Gimbo Tamberi ha riscattato la delusione per i nulli alla misura d’ingresso a 2.20 a Parigi migliorando il suo record stagionale con 2.28m, otto centimetri meglio rispetto al 2.20m realizzato settimana scorsa a Ostrava.

Il campione marchigiano ha superato 2.10m e 2.15m al primo tentativo prima di incappare in due errori a 2.20. Gimbo non si è dato però per vinto e ha superato 2.26m al secondo tentativo e 2.28 alla prima prova. Successivamente il campione del mondo indoor ha provato senza successo tre prove a 2.30m, misura superata invece dagli ucraini Bogdan Bondarenko e Andiy Protsenko. L’azzurro è stato ancora una volta il beniamino del pubblico.

Gimbo non aveva fatto alcun annuncio circa la partecipazione al meeting ungherese e ha colto tutti di sorpresa, come aveva fatto il 18 giugno in occasione del ritorno a Serravalle a San Marino, dove aveva saltato 2.18m. Il campione anconetano ha dato spettacolo meritandosi gli applausi del pubblico ungherese. Gianmarco Tamberi:

Il pubblico è stato fantastico e ha fatto la differenza. Per me saltare 2.28m significa ripartire da una buona base. C’è da lavorare ancora parecchio per arrivare ai 2.39m del mio record italiano, ma considerando quello che ho passato, non nascondo la gioia di questo momento. Non ho mai smesso di crederci. Mi serviva quella cattiveria che forse mi era mancata nelle prime gare. A Parigi è come se non fossi neanche entrato in gara. Dopo ero distrutto. Tre nulli alla misura di ingresso non mi erano mai capitati in vita mia. Mi meritavo questo risultato. Dovevo farlo per me stesso e per tutte le persone che fanno il tifo per me e che mi sono state vicine in questi undici mesi difficili

Il meeting ungherese è stato illuminato dal favoloso 12”28 della primatista mondiale Kendra Harrison sui 100 ostacoli. L’ostacolista statunitense ha mancato di otto centesimi di secondo il suo record mondiale stabilito a Londra lo scorso anno. Harrison ha battuto il record del meeting detenuto da Lolo Jones con 12”69 dal 2015.

Harrison tornerà nella capitale britannica per la tappa della Diamond League (in onda su Fox Sports domenica pomeriggio dalle 15). Harrison ha migliorato la precedente migliore prestazione dell’anno detenuta da Jasmin Stowers, che ai Trials statunitensi di Sacramento aveva fermato il cronometro in 12”47 in semifinale. Stowers, in gara a Losanna Giovedì prossimo, si è classificata seconda dietro a Harrison nel meeting ungherese in 12”66. Terzo posto per Sherika Nelvis in 12”69.

Omar McLeod, compagno di allenamenti di Kendra Harrison sotto la guida di Edrik Floreal, ha riscattato la delusione di Parigi vincendo i 110 ostacoli in un eccellente 12”96, secondo miglior crono stagionale a sei soli centesimi dal record giamaicano realizzato ai recenti Trials giamaicani di Kingston. Eccellenti anche Sergey Shubenkov, secondo in 13”01 (a tre soli centesimi di secondo dal record personale realizzato in occasione del titolo mondiale vinto a Pechino nel 2015) e il primatista mondiale Aries Merritt, che ha fatto registrare con 13”11 il miglior tempo dopo il trapianto al rene nel Settembre 2015. L’ungherese Balasz Baji ha stabilito il record nazionale con 13”15 per la gioia del pubblico.

Justin Gatlin ha vinto i misura sul sudafricano Akani Simbine sui 100 metri per un centesimo di secondo (9”98 contro 9”99). Isiah Young ha battuto per sette centesimi Simbine sui 200 metri in 20”14.

La campionessa olimpica dei 400 metri bahamense Shaunae Miller Uibo è andata vicina al primato stagionale vincendo i 400 metri con 49”86 (record del meeting) precedendo Courtney Okolo (50”41). Il connazionale Steven Gardiner si è confermato come uno dei possibili candidati per le medaglie ai Mondiali di Londra vincendo i 400 maschili in 44”61 con un vantaggio netto sullo sloveno Luka Janezic (45”44). Il Sudafrica continua a dominare nel salto in lungo vincendo anche in Ungheria con Rushval Samaai, che ha realizzato un ottimo 8.34 (con ben cinque salti oltre la barriera degli 8.20m).

Il due volte campione olimpico degli 800 metri David Rudisha è tornato a vincere in 1’44”90. Il trentino Giordano Benedetti si è classificato quinto in 1’46”09 mancando per appena 19 centesimi di secondo il minimo per i Mondiali di Londra.

Grande sorpresa nei 400 ostacoli femminili dove la campionessa olimpica Dalilah Muhammad si è dovuta accontentare del terzo posto in 54”62 alle spalle della connazionale Kori Carter (54”22) e di Kemi Adekoya (54”57). Bershawn Jackson si è imposto sui 400 ostacoli maschili in 49”54 davanti al connazionale Byron Robinson (49”60).

Il Memorial Gyulai ha ospitato anche la prove del lancio del martello valide per il Challenge IAAF di specialità. Come da previsioni è stato dominio polacco con le vittorie di Pawel Fajdek nella gara maschile con l’eccellente misura di 82.64m (con altri tre lanci oltre gli 80 metri (80.29m, 81.19m e 80.85m) e della primatista mondiale Anita Wlodarczyk a livello femminile con la misura di 77.77m (più altri lanci oltre i 77 metri). La cinese Wang Zheng si è classificata seconda con 73.54m.

Blessing Okagbare si è aggiudicata i 100 metri femminili in 11”11 davanti a Tianna Bartoletta (11”2/).

Il lanci hanno fatto registrare i successi degli atleti di casa Anita Marton nel getto del peso con 19.48m e Zoltan Kovago nel disco maschile con 65.67m.

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