Messi: la metamorfosi della Pulce, all'ottavo rinnovo in dodici anni

Il fuoriclasse argentino ha rinnovato col Barcellona fino al 2021. Era arrivato in blaugrana a meno di 15 anni, nel 2002, il primo rinnovo è del 2005.

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Alla fine il tanto atteso rinnovo, l'ottavo in dodici anni, è arrivato. Lionel Messi, pur al termine di una stagione non proprio esaltante, sta vivendo un momento magico a livello personale e sta ponendo le basi per un futuro sempre più luminoso al Barcellona.

Il 24 giugno Leo ha compiuto 30 anni, il 30 si è sposato con la compagna di una vita, Antonella Roccuzzo, e nelle ultime ore ha raggiunto l'accordo per rinnovare il suo contratto col Barcellona fino al 2021. Arrivato in blaugrana nel febbraio 2002, esile ragazzino di nemmeno 15 anni, nella città catalana ha attraversato una vera e propria metamorfosi: da adolescente con problemi di acne a promessa del calcio mondiale, a fuoriclasse riconosciuto e leader in campo e fuori.

A La Masia, in quell'alba del 2002, i Cadetti blaugrana impararono subito a conoscere quel ragazzo che sembrava un bambino, dal carattere timido e chiuso e dalle gambette esili che però sul campo gli permettevano magie mai viste: 21 gol nelle prime 14 partite. Gerard Piqué lo ricorda così:

Era così fragile che avevamo quasi paura di toccarlo perché temevamo di potere fargli male. Ma non era un problema: ci sfuggiva sempre già allora!

Messi: la metamorfosi della Pulce, all'ottavo rinnovo in dodici anni

Non ci volle molto perché la profezia del suo primo procuratore, Horacio Gaggioli, diventasse realtà:

Inizialmente pensavo che con quel fisico non avrebbe mai potuto diventare un calciatore. Ma quando lo vidi al provino del Barça capii subito che mi ero sbagliato e che sarebbe diventato un fuoriclasse.

Il cartellino di Messi
Il primo "cartellino" di Messi al Barcellona

Appunto. Lo capiscono molto bene anche al Barcellona e lo mettono sotto contratto. Nell'ottobre 2004 Messi esordisce in Liga e nel maggio successivo segna il suo primo gol. Il mondo comincia a conoscerlo e ad apprezzarlo. Meglio blindarlo, pensa Laporta, allora presidente del club, così a 18 anni Leo firma il suo primo rinnovo fino al 2010. Ma in quell'estate 2005 ci sono i Mondiali Under 20 in Olanda. Messi è il protagonista assoluto e porta l'Argentina a vincere l'oro. Laporta sente puzza di bruciato e, per non correre rischi, a settembre mette sul tavolo un secondo rinnovo che regala alla Pulce il primo stipendio "da grande".

Messi adolescente
Messi adolescente, con acne e frangetta

I suoi numeri stupiscono il mondo e, nonostante sia ancora in età da campionati giovanili, la sua crescita è esponenziale. In breve la squadra non può fare a meno di quel ragazzino con la frangetta che fa numeri da campione consumato. Nel gennaio 2007 arriva il terzo rinnovo: firma fino al 2014 e, a scanso di equivoci, ecco anche una clausola rescissoria da 150 milioni, tanta roba per quei tempi. Ma il Barcellona tiene sempre alta la guardia e l'anno seguente alza anche l'asticella. Per Guardiola, Messi è più importante di Ronaldinho, meglio tenerlo stretto con un nuovo contratto, così a 21 anni gli triplicano lo stipendio: Leo guadagna 8,5 milioni a stagione.

Messi con look biondo platino
Cambio di look, qui è biondo platino

L'escalation continua. Il 2009 è l'anno del primo triplete, come premio arriva il quinto rinnovo: 10,5 milioni fino al 2016 e clausola schizzata a 250 milioni. A quel punto Messi e il Barcellona sono una cosa sola, tanto che l'adeguamento successivo data dicembre 2012: non è più necessario aumentare la clausola, ma lo stipendio merita un "ritocchino" di 1,5 milioni all'anno in più.

La rivalità, vera o presunta, con Cristiano Ronaldo spinge il Barcellona a un altro sforzo alla vigilia degli ultimi Mondiali: il miglior giocatore del mondo deve avere il migliore contratto, pensa Bartomeu, che gli offre una ricca gratifica portando lo stipendio di Messi a 20 milioni annui. Il resto è cronaca, con l'ottavo rinnovo in dodici anni, raccontato oggi nella nota ufficiale della società blaugrana:

Il club celebra la permanenza e l'impegno del miglior giocatore della storia, cresciuto nella nostra cantera e che ha sviluppato tutta la sua carriera con noi, diventando il simbolo di un'era di successi straordinari, inedita per il calcio mondiale.

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