NBA Free Agency: George e Butler fanno esplodere Thunder e T-Wolves

Il primo botto della free agency arriva da Jimmy Butler che va a Minnesota, mentre il colpo vero è di Paul George che lascia di stucco Cavs e Celtics, andando ai Thunder.

George vola ai Thunder nello stupore generale

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Abbiamo bramato i fuochi artificiali prima della scorsa deadline, ma nulla di significativo era successo, così i maghi del mercato hanno volto l’attenzione all’estate dove tonnellate di Free Agent sarebbero stati disponibili e almeno un paio di pedine importanti avrebbero voluto cambiare squadra. Ne sono nati i primi tre giorni di free agency più pazzi, intensi e divertenti dell’ultimo lustro NBA

Ad aprire le danze sono stati i Golden State Warriors che hanno rinnovato Steph Curry con un quinquennale da 201 milioni di dollari, rendendolo il giocatore più pagato della storia, dopo che per gli ultimi tre anni ha giocato vastamente sottopagato. La cifra fa impallidire, ma un tweet di LeBron James dice non sono abbastanza per una star di questo livello e che, oltre a un “cicero pro domo sua”, si potrebbe arrivare a pagarlo anche 400 milioni, per inciso il monte sipendi dei Warriors tra tre anni. 

Oltre a lui viene rifirmato Shaun Livingston con un tirennale da 24 milioni, David West con il minimo per la sua ultima stagione di carriera e, con un po’ di pathos e un simpatico annuncio proprio del giocatore su Twitter, anche quello della pedina più importante, ovvero Andre Iguodala con un triennale da 48 milioni.

Il ritorno per intero del roster nella Baia ha creato una vera e proprio follia di scambi che ha praticamente obbligato tutto il resto della lega ad adattarsi e a crearsi il proprio superteam con ciò che fosse rimasto. Gli Houston Rockets hanno imbastito una sign and trade con i Clippers per portarsi a casa Chris Paul che andrà a giocare nello stesso backcourt di James Harden in una versione tanto intrigante quanto pericolosa di una coppia fenomenale.

Forse D’Antoni dovrà leggermente snaturare il proprio gioco che ha portato a una notevole stagione, ma in nome di Chris Paul è un lato negativo a cui si può far fronte. 

Gli stessi Clippers hanno trattenuto almeno Blake Griffin, fondando su di lui il post Chris Paul, ricoprendolo con un quinquennale da 173 milioni, mentre l’ultimo pezzo pregiato della Los Angeles minore si è accasato a Philadelphia. JJ Redick ha sposato il “trust the process” e sarà una figura chiave per la crescita dei tanti giovani, con 23 milioni di buoni motivi per rendere. Poi ci sono state le vere e proprie bombe a orologeria esplose a Minneapolis e Oklahoma City. 

Butler torna alla corte di Thibodeau

NBA: Minnesota TimberBulls con Butler e Gibson

I Minnesota Timberwolves hanno messo le basi per diventare una vera e propria contender all’interno della Western Conference, perché Thibodeau ha preso il meglio dei suoi vecchi Bulls e l’ha unito alla coppia Towns-Wiggins. Via trade è arrivato Jimmy Butler, suo vero pupillo, che porterà quella solidità di gioco e di difesa che è mancata nella scorsa stagione, con lo status e il pedigree di un All-Star NBA ben più che affermato. Ha portato a sè un altro componente di quei Bulls come Taj Gibson, firmandolo con un biennale da 28 milioni di dollari e sfilandolo al rinnovo dei Thunder.

È arrivata anche la cessione ormai nell’aria da tempo di Ricky Rubio finito a Utah, che ha aperto una vera e propria voragine nello spot di point guard, stante la partenza di Lavine e Dunn sulla via di Chicago. Qui è arrivato forse il colpo che ha fatto meno notizia, ma che equilibra e dà sostanza a un quintetto di grande talento. È arrivato infatti Jeff Teague con un contratto triennale da 57 milioni di dollari per dare sostanza, leadership e capacità di team building, oltre a un talento e un valore d'indubbia affidabilità. 

Minnie con queste mosse si mette nella stessa categoria di Spurs, Rockets e Thunder almeno per quanto riguarda la regular season, infatti una stagione da cinquanta e più vittorie non è assolutamente da escludere. 

Paul George approda ai Thunder

Il mago Presti cede Ibaka e arriva a George

Chi sorride ancora una volta è Sam Presti che sostanzialmente 12 mesi fa ha scambiato Serge Ibaka per Victor Oladipo e Domantas Sabonis, girando poi questi ultimi a Indiana per portarsi a casa Paul George. Nella fisica il percorso porta a uno scambio alla pari Ibaka-George. Riduttivo ma molto vicino alla verità. 

Presti si assume il rischio di portarsi a casa una stella di prima grandezza che sarà free agent nella prossima stagione e aveva manfiestato la voglia alla sua vecchia società di andare ai Lakers. Vincolarsi precedentemente a Victor Oladipo con un long term deal era probabilmente stata una mossa pericolosa, ma che ha permesso di averlo come pedina di scambio per arrivare a George, con anche un risparmio di quattro milioni sul cap (si, Oladipo prende più di George).

Se George vorrà rifirmare e rimanere accanto a Westbrook per provare la corsa sui Warriors, avrà fatto l’ennesima magia, in caso contrario avrà una grande fetta di soldi per provare l’assalto a qualche altro free agent di valore dopo aver esteso a vita l'MVP. C’è anche la possibilità che non sia finita per i Thunder, che vogliono rifirmare Andre Roberson e potrebbero muovere qualche pedina in nome della pericolosità perimetrale, anche se già a questa stregua ormai i furti con scasso di Presti non si contano più.

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