Matteo Capodaglio, esperto di nutrizione nel mondo delle MMA

Le curiosità sono tante quando si parla di alimentazione nel mondo delle arti marziali miste: Matteo Capodaglio ha provato a soddisfarle tutte.

Matteo Capodaglio in laboratorio

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Matteo Capodaglio è dottore in farmacia e laureando in nutrizione. Si occupa di Marvin Vettori e di altri atleti nel panorama italiano e internazionale. Noi di FOXSports.it lo abbiamo contattato per soddisfare alcune curiosità tipiche di chi segue il mondo delle MMA e rimane incuriosito dal tipo di alimentazione e dai regimi che devono seguire i professionisti di questo mondo.

FOXSports.it: Ciao Matteo, il tuo background è in farmacia e stai prendendo un'altra laurea in nutrizione. Ricordi tutto del tuo percorso di studi precedente o per forza di cose, hai lasciato molte delle conoscenze pre-acquisite alle spalle?

Matteo Capodaglio: Ho mantenuto il mio background, specie perché ho lavorato proprio in farmacia. Mi ero appassionato alla galenica officinale, quella sezione a molti sconosciuta che consiste nell'allestire delle preparazioni in laboratorio. Per quanto riguarda il nuovo percorso di studi, la laurea in farmacia mi dà un grosso vantaggio. I miei colleghi vengono quasi tutti da una laurea triennale in scienze motorie o in biologia. Io, avendo una magistrale con una quantità enorme di esami di chimica sostenuti, ho modo di sviscerare gli argomenti da un punto di vista più basilare possibile.

FS: Con le nuove politiche del taglio del peso, senti a rischio il tuo lavoro?

MC: Io sono a favore delle politiche che preservino la salute degli atleti. Molti connettono il lavoro del nutrizionista direttamente col taglio del peso, ma quello è solo la punta dell'iceberg. Il lavoro vero sta alla base e riguarda l'alimentazione sia off-camp che in-camp (si intende l'alimentazione mentre si sta svolgendo o meno un camp d'allenamento, ndr) e in settimane lontane dal taglio del peso finale. L'80, se non il 90% del lavoro si sviluppa proprio in questa fase.

FS: Come si svolge solitamente la tua giornata?

MC: La mia giornata-base è piuttosto impegnata: sveglia alle 6.30, faccio colazione con un the verde e una frittata d'avena e spinaci. Nel frattempo leggo o ascolto delle news. Solitamente la mattina studio, poi vado ad allenarmi. Nel pomeriggio mi dedico all'attività con gli atleti. La sera è dedicata alla ricerca: podcast, articoli e quant'altro.

FS: Com'è iniziata la tua collaborazione con Marvin Vettori?

MC: In maniera un po' fortuita. Ci siamo trovati nel posto giusto al momento giusto: il backstage di Impera FC 2, evento nel quale Vettori affrontava Ronchetti. Da lì abbiamo iniziato a chiacchierare. La domanda che mi feci fu: posso fare qualcosa per questo atleta? La risposta fu automatica, sapevo di potermi occupare della parte relativa alla nutrizione e della performance. È iniziato tutto così.

Vettori entra nell'arena
Marvin Vettori è uno degli assistiti di Matteo Capodaglio

FS: Stai sempre chiuso in laboratorio oppure ti alleni con gli atleti?

MC: Mi capita di allenarmi, senza velleità agonistiche, ho appena ottenuto una cintura blu nel BJJ nella palestra Milanimal e mi piace dedicarmi allo Strenght & Conditioning (forza e condizionamento, ndr), faccio circa cinque sessioni d'allenamento a settimana.

FS: Oltre a Vettori, secondo te chi potrà imporsi fra gli atleti che segui, nel panorama delle MMA italiane?

MC: A parte Vettori, credo che per la mentalità che hanno - avendo approfondito il rapporto con loro - vedo bene Giorgio Pietrini e Pietro Penini. Un altro nome caldo ovviamente è Daniele Scatizzi. Adesso scenderemo a 70 kg e vedremo come andrà.

Pietro Penini
Pietro Penini, anche lui seguito da Matteo Capodaglio

FS: Ti vediamo spesso affiancato ad allenatori di Strenght & Conditioning. È importante questo tipo di rapporto?

MC: A mio parere, la cooperazione fra S&C e nutrizione è basilare, anzi a mio avviso a inizio camp ogni partecipante dovrebbe sedersi e discutere dei protocolli d'allenamento, almeno a scadenza bisettimanale. Al momento mi è difficile e sto cercando di affiancare a me dei coach di S&C che ritengo più preparati. A mio avviso al momento in Italia non ci si può esimere dal citare Matteo Conversi ed Emanuele Lochner, oltre che Flavio di Giorgio e Andrea Fusi, che è anche fighter. Lochner segue Vettori, Conversi è laureando in scienze motorie che si occupa insieme a me della preparazione di Penini, mentre Flavio di Giorgio è laureato in scienze motorie e ha due internship (tirocini, stage, ndr) molto importanti negli Stati Uniti.

FS: Viaggi spesso fra California ed Italia. Qual è il luogo che consideri la tua "base operativa"?

MC: La mia base operativa, ad oggi, è Milano. Ho avuto la fortuna di incrociare la strada con una persona che stimo sia dal punto di vista personale che professionale, Andrea Baggio, fondatore di Milanimal. Tre anni fa iniziò questo rapporto che continua ad oggi. Milanimal è il mio punto di riferimento per il jiu-jitsu e per il crossfit. Più tempo passa, più abbiamo atleti di rilievo: nell'ultimo anno sono passati Rousimar Palhares, Cody McKenzie, Marvin Vettori e sicuramente ce ne saranno altri.

FS: Ritieni che i tuoi protocolli abbiano raggiunto un punto d'arrivo o ci sono ancora margini di miglioramento?

MC: Assolutamente no, sono ancora in fase embrionale. Ci sono tanti investimenti da fare, sia di tempo che economici: apparecchiature ad esempio, che renderebbero molto più analitico e scientifico il risultato. È a questo che punto: cercare di rendere il protocollo giustificabile e ripetibile, come fosse un trial clinico.

FS: Come ti sei avvicinato al mondo delle MMA?

MC: Mi ci sono avvicinato per caso. Da fan di Tyson, quando YouTube ha iniziato a mostrare i video raccomandati, a forza di guardare Mike Tyson mi è stato suggerito un video del Pride FC, dove mi sembra fosse Wanderlei Silva ad apparire o Minotauro Nogueira, non sono certo. Da lì ho capito che Pride fosse la federazione e non lo sport, ho scoperto il nome MMA a breve. Da lì è iniziato tutto.

Wanderlei Silva festeggia
Wanderlei Silva festeggia la vittoria al Pride FC

FS: Quali sono i tuoi interessi oltre alle MMA?

MC: Mi interessa molto il football americano, sono attratto dal campo dell'oncologia, dalla statistica e dalla finanza, anche se tutto questo non è molto in linea (ride, ndr).

FS: Qual è stato il momento di maggior soddisfazione nella tua carriera?

MC: Il momento di maggior soddisfazione credo sia stato quando Botti vinse contro Scatizzi. Eravamo dati spacciati dagli esperti e abbiamo fatto un upset clamoroso. Forse è quello il momento più emblematico. Ma ovviamente ce ne sono molti altri condivisi soprattutto con Marvin Vettori, ma spero che i migliori debbano ancora venire.

Scatizzi vs Botti
Venator FC 2. Daniele Scatizzi centra Alessandro Botti con un montante da angolazione non ortodossa. Botti vincerà il match per sottomissione alla terza ripresa.

FS: Dove ti vedi fra cinque anni?

MC: Fra cinque anni mi vedo nel mio studio, che non voglio chiamare studio, ma laboratorio. Dovrà essere un baluardo d'avanguardia per quanto riguarda la scienza dell'esercizio e lo sport nei campi di cui mi occuperò, saranno le MMA o altro, l'importante è che sia un riferimento per l'innovazione.

FS: Come passi il tuo tempo libero?

MC: Nel tempo libero mi alleno e leggo per piacere. Mi piace molto leggere e anche guardare serie televisive. Ultimamente ho letto il libro "Too big to fail" di Andrew Ross Sorkin, storia alla base di una delle mie serie preferite, "Billions" e sono un appassionato di "Breaking Bad".

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