Calciomercato: Timothy Weah ha firmato con il PSG fino al 2020

Il figlio del grande George Weah ha firmato il suo primo contratto da professionista con il PSG: è considerato uno dei prospetti più interessanti del calcio europeo.

Weah PSG

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Nel calcio, e nello sport in generale, sono numerosi i casi di figli che seguono le orme professionali dei padri. Talvolta accade che gli epigoni finiscano per difenderne perfino gli stessi colori. In questo senso è difficile trovare una linea di successione più gloriosa di quella del Maldini al Milan: con Cesare e Paolo capaci di alzare, da capitani, il trofeo più importante a 40 anni di distanza l'uno dall'altro, la dinastia Maldini costituisce il modello presente e futuro per ogni configurazione padre-figlio-club.

Timothy Weah firma con il PSG

A Parigi si augurano che questa felice trasmissione di cromosomi possa ripetersi con la famiglia Weah. In attesa di sbrogliare la matassa-Verratti, il club transalpino ha infatti ufficializzato la prima firma da professionista per Timothy Weah, figlio dell'indimenticabile George. Il 17enne faceva parte delle giovanili del PSG già dal 2014, e ora si è legato al club fino al 2020 con il suo primo contratto da professionista, sotto gli occhi orgogliosi del papà.

Sono fiero di avere la possibilità di proseguire la mia avventura al Paris St Germain con la firma su questo contratto. Mi trovo in un grande club e non vedo l'ora di continuare a crescere, in modo da poter giocare un giorno con la prima squadra

Timothy, che è nato a New York e si è dichiarato eleggibile per la nazionale americana, è da tempo considerato uno dei migliori prospetti del calcio statunitense. Attaccante forte e veloce proprio come il genitore, era stato scelto dal Chelsea ma ha poi preferito il club dove George era diventato grande, presentandosi con una tripletta all'esordio, pur giocando con giocatori di età superiore alla sua. All'epoca, Weah senior commentò così:

Timothy ha grandi qualità, e non lo dico perché è mio figlio: è veloce, segna tanto, è disciplinato. Non sarà condizionato dal suo cognome, e poi gli dico sempre che il talento non basta, serve lavorare duro

George Weah MilanGetty
Weah e Ronaldo, when we were kings

Umiltà, lavoro duro, disciplina. E poi si spera che la genetica faccia il resto: George Weah è considerato da molti osservatori come il più grande giocatore della storia del calcio africano, nonché il primo a vincere il Pallone d'Oro nel 1996, e se il figlio avrà ereditato anche solo una parte del suo talento, allora sarà destinato a una carriera di tutto rispetto.

Citiamo la genetica perché, in effetti, Timothy non è il primo figlio di George a provare a sfondare nel calcio passando da un ex club del papà. George Junior, ora 30enne, fece tutta la trafila delle giovanili al Milan, ma la sua carriera non è mai andata oltre qualche presenza nel campionato svizzero e in quello bulgaro. Lui, decisamente, non era tutto suo padre.

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