Wimbledon, selezione all'ingresso: perché i giocatori vestono di bianco?

Dal sacro green alla panna con le fragole, fino al piovoso clima inglese. L'emozioni di Wimbledon sono cominciate: ma fate attenzione al dress code.

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Attenzione, selezione all'ingresso: alto rischio di essere rimbalzati. Vietato non rispettare il dress code. Ma dove siamo, in un locale patinato della movida milanese? Fuori strada, latitudini inglesi: precisamente, l'All England Lawn Tennis and Croquet Club. O per meglio dire: Wimbledon.

Il torneo di tennis più affascinante del pianeta. Ma non solo, di più: trattasi della manifestazione sportiva più elegante ed esclusiva al mondo. Una liturgia sacra, inderogabile, piena di classe e passione: nel segno del rispetto delle regole. Perché Wimbledon è proprio questo: grande tennis, campioni, il grigiore del clima londinese, la pioggia, le fragole con panna, i soldi in palio, l'erba perfetta e... il dress code totale white.

Della serie: o ti vesti completamente di bianco, o non calcherai mai il prestigioso green di Church Road. Punto. Vietato sgarrare. E lo sa bene Andy Murray, il defending champion che sta inaugurando la manifestazione. Assieme a tutti gli altri tennisti che stanno dando il via all'edizione numero 131 di Wimbledon.

Wimbledon, perché imponi il bianco?

Wimbledon
Wimbledon, il perché del total white

Dai rovesci tagliati agli attacchi a rete dopo il servizio. E a proposito di battute: Allora, ragioniere, che fa? Batti?”, “Ma... mi dà del tu?”, “No, no! Dicevo: batti lei?”, “Ah, congiuntivo!”, “Sì!". Perché oggi è giusto parlare di tennis anche così, alla Paolo Villaggio: oggi scomparso e doverosamente celebrato anche dal nostro mondo, quello dello sport.

Prima di battere, però, bisogna sudarsi l'accesso al torneo. E oltre alle wild-card, serve un altro requisito fondamentale: l'abbigliamento. Bianco. "Almost entirely in white". Bene, scopriamo assieme il perché.

Questione estetica, perché anche l'occhio vuole la sua parte. La motivazione per cui il bianco è stato eletto come unico colore di Wimbledon va ricercata all'origine del torneo, in particolare nel fatto che le macchie di sudore che apparivano sulle magliette colorate dei tennisti durante le partite non era considerato per niente chic dagli eleganti soci del circolo dell’All England Lawn Tennis and Croquet Club. Insomma, roba proprio da veri british: va bene lo sport e la fatica, ma niente sudore. Guai.

Il completino o l’intimo dei giocatori/trici deve essere completamente bianco con eccezione di un piccola parte colorata non più larga di un centimetro

Così è deciso: ma c'è chi sgarra. E per punizione viene multato, è il caso di Roger Federer (non proprio uno qualunque da quelle parti): lo svizzero, infatti, nel 2013 scese nel green di Wimbledon con della scarpe che presentavano delle nette suole arancioni. Un distacco troppo forte, fuori tema e lontano dai codici del dress code. Ma attenzioni alle giocatrici, i controlli sotto le gonne ormai sono la prassi. Oppure quelle 'intollerabili' spalline nere del reggiseno.

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Anche se qualche eccezione è stata fatta. Dalla fascia rossa sulla fronte di John McEnroe nella storica finale di Wimbledon 1980 contro Björn Borg, ai recenti pantaloncini arancioni di Maria Sharapova. Il consiglio, però, è sempre quello di fare attenzione: perché c'è la selezione all'ingresso. Discoteca? No, Wimbledon.

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