FOX Memories - Jimmy Greaves: fuoriclasse in Premier, meteora al Milan

In Italia le troppe regole lo hanno portato a bere e al divertimento notturno, scontrandosi con società e allenatore. A Londra, invece, Jimmy è stato un vero campione.

Jimmy Greaves durante un allenamento

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Come Joe Baker e Denis Law, sempre negli anni Sessanta ma nel Milan: James Peter Greaves, detto 'Jimmy', era genio e sregolatezza insieme, col vizio per l'alcol e facile preda dei giornali. Le troppe bottiglie stappate, le multe e il cattivo rapporto con l'allora allenatore dei rossoneri, Nereo Rocco, resero impossibile la permanenza a Milano.

Durante la sua carriera, Greaves giocò soprattutto in Inghilterra per il Chelsea (squadra dove è cresciuto calcisticamente), Tottenham e West Ham. Ma nel suo passato c'è anche uno scampolo di vita vissuto in Italia, al Milan. In pochi lo ricordano in rossonero, forse alcuni preferiscono addirittura non ricordarlo, perché lì Jimmy non lasciò il segno collezionando solamente 10 presenze e 9 gol (di cui 4 su rigore).

Appena tre mesi è durata l'esperienza al Diavolo, giusto il tempo per far parlare di sé. E non come in Inghilterra dove ancora oggi è famoso per essere il più prolifico attaccante della First Division (allora la massima divisione inglese, poi diventata seconda divisione dietro alla Premier), ma per le sue intemperanze fuori dal campo. L'Italia non faceva per lui e così tornò nella sua Londra dove era veramente amato.

Jimmy Greaves
Greaves durante un allenamento al Tottenham, squadra in cui ha militato dopo la parentesi al Milan

Troppe regole per Jimmy Greaves

Una persona che arriva nel posto sbagliato al momento sbagliato: è andata così per Greaves, il Milan non faceva per lui. Nereo Rocco teneva in pugno i calciatori, controllati, segregati e a volte umiliati. Già, perché il mister triestino si divertiva a sbeffeggiare pubblicamente i suoi giocatori, soprattutto i giovani e i nuovi arrivi, esattamente l'identikit di Greaves. Tutto questo per Jimmy era insopportabile, diventava insostenibile per un ragazzo dallo spirito libero.

Jimmi Greaves
Greaves sceglie il Milan per soldi, ma la scelta si rivelerà completamente sbagliata

E allora perché la scelta di andare al Milan? Forse il giovanotto di Londra non sapeva delle dure regole in vigore al Milan e non era al corrente che i calciatori prima delle partite erano costretti ad andare in ritiro senza la piacevole compagnia delle mogli. La risposta è nei soldi: Greaves in Inghilterra era una stella, ma lo stipendio massimo era di 20 sterline a settimana. Voleva guadagnare di più e il Milan gli offrì ben 15mila sterline (130 a settimana) per fargli accettare il trasferimento in Italia. Il Chelsea guadagnò 80mila sterline e a Jimmy fu anche concesso un lussuoso appartamento gratuito. 

Tutti contenti, almeno all'inizio perché il rapporto tra calciatore, allenatore, tifosi e stampa si logorò presto. Anche se Jimmy garantiva prestazioni degne del suo nome, i giornali lo riempivano di critiche per la sua vita fuori dal campo. In realtà - secondo l'attaccante del Milan - non beveva tanto come si diceva, ma i giornali scrivevano di "fiumi di whisky". La verità era che fu proprio l'esperienza al Milan che fece sbandare Greaves, portandolo a bere anche in modo smisurato: 

Posso determinare con esattezza il giorno, l'ora, il minuto, il secondo in cui condannai me stesso all'alcol. Fu nel momento in cui firmai il contratto che mi legava testa e piedi al Milan. [...] Per circa un anno mi trovai in un stato di agitazione. Spaventato, frustrato, annoiato, esasperato. Tutti gli ingredienti classici che portano un uomo a bere.

#Jimmyfollie

Non solo alcol. Fu riempito di multe - a tal punto che arrivò quasi a dilapidare il suo stipendio per pagare le sanzioni - a cominciare dai primi giorni dopo il trasferimento al Milan. In quel periodo la moglie di Greaves aspettava un bambino. Jimmy insistette per assistere al parto e così fu multato di 50 sterline per ogni giorno di ritardo. Le regole imposte dalla società rossonera venivano puntualmente trasgredite dall'attaccante inglese. Orari prestabiliti di allenamento, dieta da seguire e alcol e fumo da dimenticare: questi erano i diktat di Rocco e del Milan che però non erano presi in considerazione da Greaves.

Greaves con Rocco
Rocco fece diventare la vita di Greaves un inferno

Come ammesso dallo stesso Greaves, Rocco gli rovinò la permanenza al Milan trasformandola in un inferno. Diventava difficile trovare serenità anche in campo, quando Jimmy veniva schierato dal tecnico in coppia con Altafini:

Greaves? All'ala non si può mettere perché non è il suo ruolo, alla mezzala nemmeno perché se fa la spola si spompa. E allora mi dica lei, cosa devo fare?

Eppure i gol arrivavano. Il ragazzotto londinese realizzò un gol all'esordio e siglò una doppietta contro l'Udinese a settembre. Poi altre due reti contro la Sampdoria in casa, anche se servirono a poco visto che il risultato vide vittoriosa la squadra di Genova per 3-2. Decise anche un derby con un bellissimo gol davanti a 56mila spettatori e colpì pure la traversa su punizione. Ma le voci di un suo ritorno in Inghilterra iniziarono a diffondersi e il Milan non avrebbe certo posto resistenza. Anche perché le bravate di Jimmy continuavano a ripetersi e con loro le multe societarie.

Se fosse accaduto ai giorni d'oggi, sicuramente si sarebbe ideato un hashtag: #Jimmyfollie. Era in effetti questa l'espressione che accompagnava le avventure di Greaves fuori dal campo e la stampa ne era ghiotta. Spesso veniva visto ubriaco in città la notte prima di una partita e di conseguenza fioccavano le punizioni. Jimmy si apprestava a salutare Milano e l'Italia, su di lui c'era il Tottenham. I giornali lo salutavano così:

Scomparso Greaves e vorremmo dire 'purtroppo' perché era sicuramente un grandissimo giocatore, ma diciamo 'finalmente' perché ci aveva stancato con le sue continue puerili contraddizioni.

Il ritorno glorioso in Premier League

Il Tottenham acquista Greaves per 99.999 sterline: Bill Nicholson, l'allora allenatore degli Spurs, non voleva che quell'operazione passasse alla storia come il primo giocatore venduto per 100mila sterline. Jimmy a Londra torna ad essere lui: è con la maglia del Tottenham che si consacra come più grande bomber inglese di tutti i tempi, conquistando tre titoli di capocannoniere consecutivi fra il 1963 e il 1965 e poi un altro ancora nel 1969, il suo sesto personale che rappresenta un record assoluto.

Jimmy Greaves
Greaves torna a segnare a raffica con il Tottenham, conquistando quattro titoli di capocannoniere

Vince due FA Cup e una Coppa delle Coppe nel 1963, la prima per una squadra inglese. Proprio il successo in ambito internazionale gli permette di classificarsi terzo nella classifica che assegna il Pallone d'Oro, alle spalle di Lev Jashin e Gianni Rivera, suo ex compagno ai tempi del Milan. In totale, con il Tottenham in campionato segna 220 gol in 321 presenze: davvero niente male. Chiude la carriera a soli 31 anni dopo essere andato al West Ham. Una curiosità: giocando anche per gli Hammers, Greaves - eccetto il Milan - ha giocato solo in club di Londra.

Jimmy Greaves
Greaves tra Chelsea, Tottenham e West Ham: la carriera di Jimmy si è consacrata nella sua Londra

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