Cristiano Ronaldo, rigori ed ego: ecco quando tira il quinto penalty

Il Portogallo esce dalla Confederations Cup ai rigori, ma Cristiano Ronaldo non riesce nemmeno a tirare per il suo desiderio di essere l'uomo copertina.

Cristiano Ronaldo esulta dopo il rigore decisivo in finale di Champions League

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Quaresma, Moutinho, Nani. Uno dopo l'altro li ha annullati tutti, Claudio Bravo. Il portiere del Cile è diventato chiaramente l'eroe della qualificazione alla finale di Confederations Cup della Roja, protagonista assoluto della lotteria dei rigori e di tutte le copertine dei vari mezzi d'informazione.

Un po' quello che sogna ogni bambino quando comincia a prendere a calci il pallone e che, a volte, continua a sperare anche il professionista affermato.

Tra questi c'è sicuramente Cristiano Ronaldo, il grande assente nella lista dei calciatori bloccati da Claudio Bravo nella semifinale di Confederations Cup. E non certo perché abbia segnato il suo rigore, no. Non lo ha nemmeno tirato. Il motivo è semplice ed è da ricercare nell'ego di CR7, comune a molti altri campioni del suo calibro: il desiderio di calciare per ultimo e risultare così l'uomo decisivo.

Cristiano Ronaldo e il quinto rigore

Una scelta che però ha creato dibattito in Portogallo, dove ci si domanda come sia possibile che la nazionale lusitana sia uscita dalla competizione senza sfruttare le doti realizzative dagli undici metri di uno specialista come lui. E non è nemmeno la prima volta che succede, in una situazione peraltro analoga.

Già era accaduto agli Europei del 2012, quando i portoghesi sono usciti sempre in semifinale - contro la Spagna - ai rigori e Cristiano Ronaldo, designato come quinto, non ha fatto in tempo a calciarlo, a causa degli errori precedenti di Moutinho e Alves.

Anche in quel caso, stesso discorso. CR7 aveva scelto di puntare alla "gloria", sperando che il suo penalty fosse quello decisivo. Nella sua carriera però non si è sempre comportato così, anche se fondamentalmente nella lotteria dei rigori ha seguito una specie di regola: se la sua squadra è la prima a calciare, lui non è mai (a parte una volta) il quinto tiratore. Al contrario, invece, è sempre lui a occuparsi dell'ultimo tiro dagli undici metri.

Il portiere del Cile Claudio Bravo dopo i calci di rigore
Claudio Bravo portato in trionfo dopo la vittoria ai rigori del Cile

I suoi precedenti dagli undici metri

L'analisi del suo modus operandi in caso di calci di rigore parte del 2008, da quando Cristiano Ronaldo ha vinto il suo primo Pallone d'Oro da calciatore del Manchester United. Proprio in quell'anno con i Red Devils ha alzato la sua prima Champions League, in finale contro il Chelsea, sconfitto solo ai rigori. La sorte fece sì che fosse lo United a dare il via alla lotteria, e CR7 si occupò del terzo calcio di rigore, sbagliandolo (unico della sua squadra).

Del suo tiro però se ne ricordano in pochi, dal momento che fu oscurato da quello fallito da John Terry, uno scivolone passato alla storia, anche se poi l'errore decisivo per i Blues fu quello di Anelka.

Bisogna arrivare fino al 2012, poi, per arrivare alla prima sfida di un certo livello decisa ai calci di rigore, da calciatore del Real Madrid. È la semifinale di Champions League contro il Bayern Monaco e le Merengues aprono le danze dagli undici metri. Cristiano Ronaldo è il primo a calciare e sbaglia anche in questo caso. Dopo di lui fanno lo stesso pure Kakà e Sergio Ramos, decretando l'eliminazione dei Blancos.

Semifinale di Champions League 2012, Cristiano Ronaldo sbaglia dal dischetto
Cristiano Ronaldo dopo il suo errore dal dischetto contro il Bayern Monaco

La sua finale contro l'Atletico Madrid

Come già detto, nello stesso anno CR7 avrebbe anche avuto l'opportunità di rifarsi agli Europei con il Portogallo, ma contro la Spagna non è riuscito nemmeno a calciare. Quattro anni più tardi, ecco una nuova occasione per misurarsi nelle sfide ai rigori.

Finale di Champions League, contro i cugini dell'Atletico Madrid. Sono loro a partire e Cristiano Ronaldo parte ancora per ultimo.

Nei primi tre giri segnano tutti, al quarto va in gol Sergio Ramos, ma sbaglia Juanfran. Ed ecco che tocca al quinto, Cristiano Ronaldo. Che realizza, si toglie la maglia e mostra i muscoli. Un'immagine entrata nella storia e che sicuramente avrà appagato il suo enorme ego. È pacifico, insomma, che ci abbia riprovato. D'altra parte, però, se i fenomeni facessero tutti così, miti come quello di Fabio Grosso non sarebbero mai esistiti...

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