UFC, Inside the Cage: il ritorno del Martello Svedese

Alexander Gustafsson è tornato nell'ottagono e lo ha fatto con una prestazione davvero altisonante. Andiamo a ripercorrere insieme l'ultima parte della sua carriera.

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Alexander "The Mauler" Gustafsson (18-4) è tornato in azione. E lo ha fatto con una prestazione al di sopra delle aspettative, contro un avversario davvero tosto quale è Glover Teixeira (26-6).

"The Mauler", ovvero letteralmente "Il Martellatore", ha beneficiato del ritiro di Anthony "Rumble" Johnson, ritrovandosi contendente numero uno al titolo.

Lo svedese però non sarebbe stato mandato direttamente al titolo, dato l'imminente rientro del dominatore di categoria Jon "Bones" Jones. Pertanto si è trovato a sfidare il numero due dei ranking, l'uomo che si trovava appena una posizione al di sotto di lui: Teixeira.

UFC, Gustafsson a segno su Teixeira
Alexander Gustafsson colpisce con un jab Glover Teixeira

Le ultime uscite dello svedese in UFC

Con un record di 7-1 in UFC, dopo il dominio totale dell'ex campione dei massimi-leggeri Mauricio "Shogun" Rua, Gustafsson si trovò a combattere per il titolo contro il campione di lunga data Jon Jones a UFC 165, nel settembre 2013, in quello che sarebbe stato premiato match dell'anno. Le prime due riprese furono probabilmente assegnate allo svedese, che però subì uno dei ritorni più schiaccianti dell'era Jones, proprio da parte del campione che non avrebbe ceduto l'alloro per nulla al mondo. Fu così che, nonostante una prestazione cristallina, il Martello Svedese si ritrovò a dover risalire la china. Ancora una volta.

UFC, Gustafsson vs Jones
Gustafsson va a segno con un diretto su Jones. Subirà poi il recupero da parte del campione.

Gustafsson torna a maggio 2014 a UFC FN 37, ancora più determinato a portare a casa un altro risultato che gli avrebbe permesso di ritentare il colpo al titolo. È Jimi "Poster Boy" Manuwa stavolta il suo avversario, forte e preciso kickboxer con cui sarebbe poi divenuto amico. Il match dura una ripresa piena e termina a meno di un minuto e mezzo dall'inizio della seconda. Gustafsson ha una peculiarità importante: riesce a scambiare in piedi praticamente contro tutti, ma alcuni dei fighter più elitari nello striking, per modo di tagliare la distanza e pressione, gli hanno creato non pochi problemi. Ecco che "The Mauler" sfodera quello che probabilmente è il suo punto più forte: takedown e ground and pound. A trenta secondi dall'inizio del primo round, Gustafsson porta giù Manuwa e cerca una kimura, invano. Poi tenta di prendere la top position prima, con successo, ma viene fermato quando tenta la transizione sulla schiena di Manuwa. I due tornano in piedi. Negli scambi dallo stand-up, Gustafsson sembra più mobile e punge da lontano, Manuwa è più composto e cerca di tagliare le distanze per scatenare tutta la sua potenza sullo svedese. Il secondo round è quello risolutore: Gustafsson comincia a pressare, ma colpisce sempre dalla sua comfort zone, grazie al suo allungo e al buon utilizzo dello stesso infatti l'inglese non può colpirlo. Un potentissimo overhand di Manuwa viene assorbito bene dallo svedese, che risponde con un buon gancio. "The Mauler" poi accorcia e fa ciò che sa fare meglio: martellare. Costringe l'inglese spalle alla gabbia, va con un perfetto clinch double collar-tie e scatena una ginocchiata perfetta al mento del suo avversario che, dopo aver accusato anche un montante, stramazza al suolo.

Questo match è stato un crocevia positivo per Gustafsson, a cui però è seguito un crocevia molto negativo. Nella sua amata Svezia infatti, Gustafsson avrebbe perso il match successivo nel gennaio 2015 a UFC on Fox 14 contro Anthony "Rumble" Johnson. Dopo essere stato colpito da un potentissimo headkick mancino e da ripetuti montanti, Gustafsson cade a terra e cerca di riprendersi; il selvaggio ground and pound di Johnson però non glielo consente. È la sconfitta più pesante dell'intera carriera di Gustafsson che rivelerà poi di aver pensato al ritiro a seguito del match.

UFC, Johnson vs Gustafsson
Anthony Johnson colpisce con un letale headkick Alexander Gustafsson

Alexander tornerà dieci mesi dopo all'interno dell'ottagono con una prestazione altisonante. Dopo la sconfitta di Johnson per mano di Cormier e con Jon Jones fuori dai giochi a causa della sua squalifica, UFC offre allo svedese un'altra title shot. Stavolta l'avversario è Daniel Cormier. Il match non solo mantiene le aspettative, ma fa impazzire pubblico e addetti ai lavori. In pochissimi sono riusciti a provare così tanto Cormier. Anzi, per essere precisi in due: Jones e appunto Gustafsson. Cormier vince per decisione non unanime un match molto combattuto, giocatosi per la maggior parte del tempo in clinch, dal quale i due contendenti hanno incrociato parecchie volte i propri montanti. Entrambi provati, entrambi al limite, col KO dietro l'angolo, hanno offerto un match davvero leggendario. Un iniziale takedown di Cormier, iconico, schianta a terra lo svedese, che comunque si rimette presto in piedi e combatte alla pari, se non addirittura meglio del campione. Cormier pressa, Gustafsson gira e colpisce di rimessa, il ritmo è molto alto ed è mantenuto per tutte e cinque le riprese. Anche il Martello Svedese riesce a mettere un ottimo takedown. Da lì in poi però, il match si gioca nel clinch. Entrambi a proprio agio e capaci di lanciare delle vere e proprie mine all'indirizzo dell'avversario, entrambi capaci anche di assorbire quelle stesse bombe che lanciano. Secondo FightMetric, Cormier conduce per colpi significativi quattro round su cinque, solo il quarto è in mano allo svedese. Durante secondo e terzo round però Gustafsson blocca tutti e quattro i tentativi di takedown di Cormier, mettendone a segno uno su due tentativi totali. Alla fine delle cinque riprese due giudici su tre assegnano la vittoria a Cormier. La prestazione di Gustafsson però è maiuscola.

UFC, Cormier vs Gustafsson
Daniel Cormier va a segno su Alexander Gustafsson

Molto meno dominante è la prova contro il polacco Jan Blachowicz. Gustafsson infatti ha rischiato molto nella fase di stand-up contro Blachowicz; il polacco è riuscito fin da subito a prendere le misure a "The Mauler", il quale si è visto costretto a impostare un match quasi esclusivamente su takedown e ground and pound. La versatilità di Gustafsson lo ha salvato da un possibile upset: Blachowicz è secco e preciso, è capace di combattere da counterstriker e di sorprendere i suoi avversari grazie alla pesantezza e all'esplosività dei suoi colpi. La mossa di Gustafsson è stata intelligente e pragmatica e gli ha consentito di portare il match a casa, seppur con qualche critica e le solite voci di un calo imminente. Ma il Martello Svedese non è uno che si arrende facilmente ed è pronto a dimostrarlo ancora. Grandi doti da incassatore, la capacità di cambiare guardia a piacimento, anticipo sui colpi avversari, timing, estro e poliedricità fanno dello svedese uno dei contendenti più forti e concreti della categoria. Poliedricità. È questa la caratteristica che lo svedese porta nel match contro Blachowicz. Appena può, coglie l'occasione per portare a terra il polacco, non tenta nemmeno di passare la guardia, si accontenta della full guard e da lì inizia a martellare con il suo incessante ground and pound. Pugni, gomitate, pressione continua. Lo fa ogni volta che può per la durata dei tre round. E porta intelligentemente il match a casa con un verdetto di decisione unanime da parte dei giudici.

UFC, Gustafsson vincente
Alexander Gustafsson viene proclamato vincitore per decisione unanime contro Jan Blachowicz

E poi c'è il successo più recente e forse anche più schiacciante, quello del 28 maggio contro il potente brasiliano Glover Teixeira. In molti dubitavano della tenuta di Gustafsson contro Glover, ma tutti si sono dovuti ricredere. Sono nate anche delle polemiche sull'hit and run ovvero su come Gustafsson ha imposto il proprio ritmo inizialmente: colpendo, schivando il primo colpo di Teixeira e correndo fuori dalla sua portata. Il gioco di gambe del brasiliano non è paragonabile a quello dello svedese. Nonostante una potenza fuori dal comune, lo stile pugilistico di Teixeira non è privo di difetti. Power puncher eccezionale, non indietreggia mai, schiva solo lateralmente e non porta mai il busto indietro. Invito a nozze per la velocità di braccia e per il ritmo dello svedese che lo ha incalzato dall'inizio alla fine con una serie di ganci, ma soprattutto con numerosi montanti che sarebbero stati capaci di abbattere un elefante. Teixeira ha tenuto e incassato davvero l'impossibile per cinque riprese, ma dopo una serie di tre montanti e un gancio perfetto è stato costretto a cedere il passo al Martello Svedese, che ha messo a segno l'ennesima prestazione eccezionale. 

UFC, Gustafsson vs Teixeira
Gustafsson centra con un ottimo overhand Glover Teixeira

Gustafsson ha poi parlato ai microfoni di come consideri Jon Jones il migliore di categoria, ma non un vero campione a causa dei suoi trascorsi. Vede Jones come il suo peggior nemico e Cormier come il vero campione. E ovviamente non ha dimenticato di chiedere un match contro il vincente del rematch fra i due, che avverrà a UFC 214, il 29 luglio. Il Martello Svedese è pronto a ritentare l'assalto alla cintura, non importa contro chi. Quello che importa è che Gustafsson è tornato con una grande prestazione ed è pronto a pretendere ciò che sente già suo.

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