Stadio Roma, Pallotta tuona: "Si faccia entro il 2020 o vado via"

A metà giugno ci potrebbe essere il sì sulla pubblica utilità. Il patron giallorosso mette le mani avanti: "Progetto realizzato entro il 2020, altrimenti vado via".

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È stato fantastico, struggente ed emozionante l’addio di Totti alla Roma, ma in casa giallorossa c'è chi già volta pagina. Il futuro, ancora una volta, si chiama stadio. Il presidente James Pallotta continua a battere sull’argomento. Ad inizio 2017, dopo il sì del Campidoglio, la questione sembrava in discesa. E invece no: bocciatura del progetto e iter burocratico da ripercorrere da capo.

Un team di ingegneri e architetti ha lavorato duro per accelerare i tempi. Il patron americano ci sta mettendo la faccia, in primis, e poi la voce. Tuona e minaccia: o si fa o me ne vado.
Progetto in stallo per ora, lo stadio della Roma non vede luce. La delibera arriverà in giunta dopo il ponte del 2 giugno. Ma attenzione a non andare troppo in là: con le vacanze estive di mezzo, rischia di slittare tutto per l’ennesima volta.
Stadio Roma, Pallotta chiede di velocizzare l'iter
Stadio Roma, Pallotta a muso duro: vuole la realizzazione entro il 2020

Stadio Roma, le parole di Pallotta

Il presidente, dopo l’ultimo match della stagione contro il Genoa, è tornato a parlare dello stadio della Roma:
Se non ce lo fanno costruire entro il 2020 la proprietà del club cambierà. Lo stadio dovrebbe essere approvato, sarebbe un’ottima cosa per la città e per la squadra. Creerebbe tanti posti di lavoro. Se questo progetto non piace ai politici e alla gente, allora dovremmo andare a casa, giusto?
Si mette in discussione Pallotta, ma ovviamente lo fa con un pizzico di provocazione.

Riprende l’iter

Ricapitolando: dopo il 2 giugno la delibera sarà in giunta, per poi andare in Aula nella settimana tra il 12 e il 18. Esiste una deadline fissata per il 15 giugno. Entro quel giorno servirà l’ok di un progetto nuovo, con un taglio del 50% delle tubature e la delibera dovrà assolutamente attestare l’utilità pubblica.
Fiducioso anche il numero uno del CONI, Giovanni Malagò:
La Roma è una società con finalità commerciali ed è chiaro che Pallotta voglia remunerare il suo investimento o al limite farne degli altri. Sono ottimista, ma è tutto molto complicato.

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