Diamond League Eugene: poker di stelle in un super 200 metri

Il “Tempio” dell’atletica statunitense di Hayward Field a Eugene ospita l’annuale spettacolo del Prefontaine Classic, terza tappa della IAAF Diamond League in programma sabato 27 maggio con diretta su Fox Sports dalle ore 22

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Eugene celebra la quarantatreesima edizione del Prefontaine Classic, l’annuale festa dell’atletica statunitense nello storico impianto di Hayward Field, conosciuto agli appassionati come una sorta di Woodstock della Regina degli Sport. Il meeting della cittadina universitaria dell’Oregon ricorda la figura di Steve Prefontaine, leggendario mezzofondista statunitense che nella sua breve carriera si classificò quarto alle Olimpiadi di Monaco di Baviera 1972 sui 5000m all’età di 21 anni e realizzò record statunitensi su tutte le distanze del mezzofondo dai 2000m ai 10000m prima di morire tragicamente in un incidente stradale ad appena 24 anni nel Maggio 1975. Prefontaine ispirò migliaia di appassionati con le sue coraggiose gare di testa che lo resero un campione molto popolare anche al di fuori degli Stati Uniti. Il Prefontaine Classic ricorda anche Bill Bowerman, alleantore di Prefontaine e fondatore della Nike, che ha la sua sede principale proprio in Oregon.

Il meeting statunitense si divide in due giornate. Il primo giorno in programma nella notte di Venerdì sarà interamente dedicato alle gare femminili e celebrerà la maratoneta statunitense Joan Benoit Samuelson, la prima campionessa olimpica di maratona della storia ai Giochi di Los Angeles 1984. La formidabile atleta statunitense, che divenne una fonte di ispirazione per tante donne del suo paese con questo successo, sarà l’ospite speciale della grande notte del 26 Maggio. Nel corso della prima serata si disputeranno i 5000m, i 3000 siepi e due gare valide per il punteggio della Diamond League, il salto in lungo e il lancio del giavellotto. Sui 5000 metri è annunciato il tentativo di record del mondo di Genzebe Dibaba.

Presentiamo i protagonisti gara per gara del Prefontaine Classic

200 metri femminili: Tutte le tre medagliate sulla distanza dei Giochi Olimpici di Rio de Janeiro 2016 e le prime due della finale olimpica dei 400 metri Shaunae Miller Uibo e Allyson Felix saranno ai blocchi di partenza a Eugene in una gara che promette spettacolo.

La grande favorita sarà la giamaicana Elaine Thompson, doppia campionessa olimpica dei 100m e dei 200m e vincitrice delle prime due tappe della Diamond League a Doha sui 200m e a Shanghai sui 100m e del meeting IAAF World Challenge di Kingston dove ha eguagliato con 22”09 la migliore prestazione mondiale dell’anno detenuta dalle statunitensi Tori Bowie e Dehajah Stevens.

La ventiquattrenne giamaicana darà vita all’ottava sfida sulla distanza con la coetanea olandese Dafne Schippers, campionessa del mondo con il record europeo di 21”63. Thompson si è aggiudicata il primo scontro stagionale sulla distanza a Doha in 22”19 con vento contrario di -2.3 m/s e ha dominato i 100m di Shanghai in 10”78, quinto tempo della sua carriera sotto i 10”80. Sui 200 metri Thompson ha avvicinato di due soli centesimi il record giamaicano detenuto da Merlene Ottey in occasione della’ medaglia d’argento ai Mondiali di Pechino 2015 in 21”66. Sui 100 metri ha eguagliato il record nazionale della compagna e amica Shelly Ann Fraser Pryce correndo in 10”70 in occasione dei trials olimpici giamaicani di Kingston nel 2016. Schippers detiene i migliori tempi europei della stagione con 10”95 e 22”29 ottenuti ad Azusa a metà Aprile.

Tori Bowie ha vinto tre medaglie olimpiche a Rio (oro nella 4x100, argento sui 100m e bronzo sui 200m), Al Prefontaine Classic ha vinto le due ultime edizioni nelle quali sono stati disputati i 200 metri nel 2014 in 22”18  (partendo dalla prima corsia) e nel 2016. L’anno scorso l’ex saltatrice in lungo originaria del Mississippi con la passione per il basket si impose in 21”99 davanti a Schippers (22”11) e a Thompson (22”16). La velocista statunitense ha iniziato la stagione 2017 correndo i 100m in 10”80 con vento a favore e i 200m in 22”09. Al meeting di Shanghai si è classificata seconda sui 100m in 11”04 alle spalle di Elaine Thompson.

Miller Uibo, campionessa olimpica a Rio, ha vinto la prima gara stagionale in Diamond League a Shanghai stabilendo il miglior tempo mondiale dell’anno sui 400 metri con 49”77. La velocista delle Bahamas, che in carriera vanta i titoli mondiali a livello under 18 a Lilla 2011 e under 20 a Moncton 2010 e l’argento ai Mondiali di Pechino 2015 alle spalle di Allyson Felix, ha corso un 200 metri ad inizio stagione fermando il cronometro in 21”90 con vento a favore e ha contribuito al successo delle Bahamas nella staffetta 4x400 mista ai Mondiali di staffette di Nassau.  

Allyson Felix ha stabilito il miglior tempo su suolo statunitense in occasione della vittoria sui 200m in 21”69 ai Trials Olimpici 2012 sulla pista di Hayward Field nell’anno in cui vinse l’oro alle Olimpiadi di Londra sulla distanza e con i successi nelle staffette 4x100 e 4x400 divenne la prima atleta in grado di vincere tre gare in questa manifestazione dai tempi di Florence Griffith a Seul 1988. Con l’argento vinto a Rio 2016 sui 400m Felix è diventata la donna più medagliata nella storia delle Olimpiadi con nove podi alla pari con la giamaicana Merlene Ottey. La californiana ha debuttato con un terzo posto sui 100m in 11”08 al Jamaica Invitational di Kingston.

Il ricco cast presenta anche l’ivoriana Marie Josée Ta Lou, quarta sia sui 100m sia sui 200m alle Olimpiadi di Rio. Sulla distanza più breve realizzò il record personale con 10”86 ma venne battuta per una questione di millesimi di secondo da Shelly Ann Fraser Pryce nella lotta per la medaglia di bronzo. Il pubblico di Hayward Field farà sentire il suo tifo per l’italo-statunitense Jenna Prandini, che su questa pista vinse due titoli NCAA outdoor sui 100 metri e nel salto in lungo e i 200 metri ai Campionati statunitensi in 22”20 vestendo la maglia dei Ducks della Oregon University prima di vincere l’argento con la 4x100 statunitense ai Mondiali di Pechino 2015. Prandini ha vinto 100m e 200m nell’ultimo meeting di Baie Mahault in Guadalupa correndo in 11”25 e 22”70.  La starting list è completata dalla bulgara Ivet Lalova Collio, medaglia d’argento sui 100 e sui 200 metri agli Europei di Amsterdam 2016 e vincitrice sui 100m e sui 200m al meeting IAAF World Challenge di Kawasaki dello scorso fine settimana.

Salto con l’asta maschile: Il campione olimpico e primatista mondiale Renaud Lavillenie torna a Eugene per la quinta volta nella sua carriera in una gara che raduna tutti i medagliati delle Olimpiadi di Rio e dei Mondiali di Pechino 2015 all’aperto e indoor di Portland 2016. Lavillenie realizzò il record del Prefontaine Classic superando 6.05m nel 2015. Lo scorso anno la star di Clermont Ferrand si impose per la quarta volta a Hayward Field con 5.81m indossando la speciale maglietta della University of Oregon. Lavillenie ha debuttato nella stagione 2016 con 5.83m a Shanghai e ha superato 5.80m ai Campionati di società francesi a Aix les Bains nello scorso fine settimana.

Thiago Braz Da Silva è diventato il primo brasiliano in grado di laurearsi campione olimpico dalle Olimpiadi di Los Angeles 1984 quando il connazionale Joachim Cruz vinse gli 800 metri. A 22 anni è stato inoltre il più giovane astista a vincere l’oro olimpico dai tempi di Maxim Tarasov alle Olimpiadi di Barcellona 1992.

L’ex sottotenente dell’esercito statunitense Sam Kendricks, bronzo a Rio de Janeiro, ha vinto la prima gara della Diamond League 2017 davanti a Lavillenie a Shanghai con 5.88m e il meeting IAAF World Challenge di Kingston con 5.80m.

In gara saranno presenti anche il polacco Piotr Lisek, medaglia di bronzo ai Mondiali di Pechino 2015, e protagonista dell’ultima stagione indoor con il successo agli Europei Indoor di Belgrado con 5.85m e primatista nazionale con il salto da 6.00m realizzato a Cottbus lo scorso Febbraio (decimo atleta della storia a valicare questa misura al coperto), l’altro polacco Piotr Malachowski, campione del mondo outdoor a Daegu 2011 e medaglia di bronzo agli Europei Indoor di Belgrado 2017, il tedesco Raphael Holzdeppe e il canadese Shawn Barber, campioni del mondo rispettivamente a Mosca 2013 e a Pechino 2015, e il greco Kostadinos Filippidis, argento agli Europei Indoor di Belgrado con 5.85m.

Eugene sarà l’occasione per ammirare il debutto sul palcoscenico della Diamond League del diciassettenne fenomeno svedese Armand “Mondo” Duplantis. Il giovane scandinavo è il figlio d’arte di Greg Duplantis, ex saltatore con l’asta statunitense con un personale di 5.80m, e della svedese Helena Hedlund, ex eptathleta e giocatrice di volley. Pur possedendo la doppia nazionalità svedese e statunitense Armand scelse di rappresentare il paese di origine della madre in occasione dei Mondiali Under 18 di Cali dove vinse la medaglia d’oro con 5.30m (record dei campionati). L’anno successivo vinse l’oro ai Mondiali Under 20 di Bydgoszcz con 5.45m. Nell’inverno 2017 ha stabilito tre record del mondo indoor under 20 saltando 5.72 a Baton Rouge, 5.75m a New York e 5.82 ai New Balance Nationals all’Armory di New York. Armand ha aperto la stagione outdoor 2017 con il nuovo record del mondo under 20 di 5.90m stabilito alle Texas Relays di Austin dove ha battuto il campione mondiale di Pechino 2015 Shawn Barber. Nell’occasione ha battuto anche il record svedese assoluto di 3 centimetri. Armand iniziò a saltare ad appena 4 anni su una pedana costruita da suo padre nel giardino di casa di Lafayette in Louisiana e stabilì le migliori prestazioni mondiali all-time per le fasce di età di 11 e 12 anni. Da ragazzo si dedicò anche al basebell (sport praticato dal fratello Antoine a livello universitario) ma scelse l’atletica a 14 anni. Nel corso dell’estate Duplantis ha fisstao come obiettivi gli Europei Under 20 di Grosseto e i Mondiali di Londra.

110 ostacoli maschili: La gara di Eugene racchiude tutti i migliori specialisti degli ultimi anni: i due ultimi campioni olimpici Aries Merritt (Londra 2012) e Omar McLeod (Rio de Janeiro 2016) e il campione mondiale di Mosca 2013 David Oliver.

Mcleod, 23 anni compiuti lo scorso 25 Aprile, è diventato il primo giamaicano a vincere il titolo olimpico sui 110 ostacoli lo scorso anno. Il caraibico si impose  nel 2016 a Eugene in 13”06. Sulla pista di Hayward Field vinse anche il titolo NCAA in 13”01 con vento a favore poche settimane prima d vincere il titolo giamaicano a Kingston stabilendo il record personale con 12”97. In questa stagione McLeod ha già corso in 13”04 a Des Moines e in 13”09 nella prima gara di Diamond League a Shanghai dove ha battuto lo spagnolo Orlando Ortega.

Merritt ha vinto il titolo statunitense indoor sui 60 ostacoli in un ottimo 7”51 a Albuquerque tornando sul gradino più alto del podio nella rassegna nazionale dal 2012. Merritt conobbe la sua stagione d’oro nel 2012 quando perse solo una volta proprio a Eugene contro Liu Xiang prima di diventare il primo statunitense a vincere il titolo olimpico dai Giochi di Atlanta 1996 quando trionfò Allen Johnson. Aries coronò una stagione indimenticabile con il record del mondo di 12”80 nella finale della Diamond League di Bruxelles. Nel 2015 vinse la medaglia di bronzo ai Mondiali di Pechino quattro soli giorni prima di sottoporsi al trapianto di rene. Ricevette l’organo nuovo dalla sorella LaToya. Tornò in buone condizioni già nell’estate 2016 quando si classificò quarto ai Trials USA di Eugene mancando la qualificazione per le Olimpiadi di Rio per pochi millesimi di secondo.

La scuola francese degli ostacoli sarà rappresentata da Dimitri Bascou, campione europeo ad Amsterdam e bronzo olimpico a Rio de Janeiro (prima medaglia transalpina ai Giochi dalla vittoria di Guy Drut a Montreal 1976).

Il grande protagonista dell’ultima stagione invernale Andy Pozzi, britannico di origini italiane, punta a confermarsi dopo gli straordinari risultati delle gare indoor 2017 nelle quali ha vinto il titolo europeo indoor a Belgrado sui 60 ostacoli e ha stabilito il miglior tempo dell’anno con 7”43 a Birmingham, il miglior tempo britannico dai tempi del grande Colin Jackson. Pozzi ha un primato personale all’aperto di 13”19, quarta migliore prestazione britannica all-time. In passato Pozzi è stato seguito dal tecnico Malcolm Arnold, coach di John Aki Bua (oro olimpico dei 400 ostacoli a Monaco 1972) e dello stesso Colin Jackson, tuttora primatista europeo dei 110 ostacoli con 12”91. Pozzi ha corso in 13”32 nello scorso fine settimana al meeting di Loughborough.

Da seguire con attenzione anche il debutto in Diamond League del giovane statunitense Devon Allen, vincitore ai Trials statunitensi di Eugene in 13”03 e quinto nella finale olimpica di Rio nel 2016. Allen si è diviso tra l’atletica e il football americano giocando nel ruolo di wide receiver per il team universitario degli Oregon Ducks. A livello universitario vinse due titoli NCAA sui 110 ostacoli nel 2014 e nel 2016 e il titolo  assoluto ai Campionati Nazionali del 2014. Lo scorso autunno ha rinunciato all’ultimo anno di eligibilità NCAA nel football per concentrarsi sulla carriera professionistica nell’atletica in seguito al secondo infortunio in tre anni durante una partita di football. Nel penultimo fine settimana di Maggio Allen si è classificato secondo al meeting di Kingston in 13”28 nella prima gara stagionale alle spalle di Aleec Harris, che è stato inserito nelle ultime ore nella starting list dopo l’ottimo 13”18 realizzato ad inizio stagione.

1500 metri femminili: Sette atlete in gara a Eugene hanno corso in carriera al di sotto della magica barriera dei 4 minuti in una delle migliori gare di sempre su suolo statunitense con le due keniane più veloci della storia Faith Kipyegon e Hellen Obiri, la primatista britannica Laura Muir e le statunitensi Jenny Simpson e Shannon Rowbury.

Kipyegon ha conquistato l’oro olimpico a Rio battendo la primatista mondiale Genzebe Dibaba grazie ad un ultimo 800 metri cronometrato in 1’57”2. La keniana allenata dall’ex ottocentista Bram Som gareggerà per la quinta volta in carriera a Eugene. Lo scorso anno si impose in 3’56”41 stabilendo il miglior tempo su suolo statunitense e una delle sue quattro prestazioni sotto i 3’57” in carriera. Il suo ricco palmares di titoli comprende l’argento ai Mondiali di Pechino 2015, i titoli mondiali dei 1500m nelle categorie under 18 e under 20 nel 2011 e 2012 e due ori mondiali under 20 di corsa campestre nel 2011 e nel 2013.

Obiri vinse a Eugene nel 2013 in 3’58”58 e nel 2014 sui 1500m stabilendo il record keniano con 3’57”05 e nei 5000m nel 2016 in 14’32”02.  Nei confronti diretti Obiri guida 10-3 nei confronti di Kipyegon.

La scozzese Laura Muir, 24 anni compiuti il 9 Maggio, ha vinto la Diamond League 2016 al termine di una stagione da incorniciare nella quale ha migliorato due volte il record britannico con 3’57”49 (demolendo il precedente 3’57”90 detenuto dalla campionessa olimpica di Atene 2004 Kelly Holmes) a Londra e 3’55”22 a Parigi. Nel corso dell’inverno 2017 l’allieva del coach scozzese Andy Young ha stabilito i record europei indoor sui 3000m con 8’26”41 a Karlsruhe e sui 1000m con 2’31”93 a Birmingham. Ai Campionati Europei Indoor alla Kombank Arena di Belgrado Muir ha vinto i titoli europei indoor sui 1500m e sui 3000m stabilendo i record dei campionati su entrambe le distanze correndo rispettivamente in 4’02”39 e 8’35”67 e diventando la prima atleta in grado di realizzare la doppietta su queste distanze nella stessa edizione della manifestazione continentale dai successi della polacca Lidya Chojecka a Birmingham nel 2007.

Il competente pubblico di Hayward Field farà sentire il suo tifo per le stelle del mezzofondo statunitense Jennifer Simpson e Shannon Rowbury. Vincendo la medaglia di bronzo alle olimpiadi di Rio Simpson è diventata la prima miler statunitense della storia a salire sul podio olimpico sui 1500m. Nel suo palmares Simpson ha vinto anche il titolo mondiale a Daegu 2011 e l’argento a Mosca 2013. Rowbury, bronzo ai Mondiali di Berlino 2009, ha strappato il record statunitense della distanza alla grande Mary Decker correndo in 3’56”29 a Montecarlo nel 2015.

5000 metri femminili: La primatista mondiale dei 1500 metri Genzebe Dibaba andrà all’assalto del record del mondo dei 5000m detenuto dalla sorella maggiore Tirunesh con 14’11”15 dal 2008. La venticinquenne etiope realizzò il primato del Prefontaine Classic due anni fa fermando il cronometro in 14’19”76 con un vantaggio di 10 secondi sulla seconda classificata. Il successo di Eugene fu l’inizio di una stagione incredibile che vide la campionessa originaria di Bekoji vincere il titolo mondiale a Pechino e stabilire il primato del mondo con 3’50”07 sui 150m a Montecarlo. Nel 2016 Dibaba conquistò il titolo mondiale indoor sui 3000m a Portland non lontano da Eugene e l’argento olimpico a Rio sui 1500m dopo una stagione estiva condizionata da un infortunio al piede. In questa stagione Dibaba ha già stabilito un primato mondiale indoor sui 2000m a Sabadell in Spagna. Le sorelle Tirunesh e Genzebe Dibaba non hanno mai perso a Eugene. Tirunesh si impose sui 5000m nel 2008 e sui 10000m nel 2012.

Lo scorso anno ben undici donne scesero sotto i 15 minuti (un record per una gara su suolo statunitense) e la gara di quest’anno lascia presupporre un livello simile. Oltre a Genzebe Dibaba saranno al via anche la keniana Mercy Cherono, argento ai Mondiali di Mosca 2013 sui 5000m e vincitrice al Prefontaine Classic nel 2014, le etiopi Senbere Teferi, vice campionessa mondiale sui 5000m a Pechino 2015, Etenesh Diro (finalista alle Olimpiadi di Londra e Rio sui 3000 siepi), Gelete Burka, argento sui 10000m ai Mondiali di Pechino 2015 e quattro volte vincitrice sui 1500m al Prefontaine Classic, l’olandese Sifan Hassan, campionessa mondiale indoor sui 1500m a Portland 2016, e la svedese Meraf Bahta, oro agli Europei di Zurigo 2014 sui 5000m.  

Bowerman Mile: il figlio d’arte statunitense Matthew Centrowitz correrà per la prima volta a Hayward Field da campione olimpico in carica dopo il trionfo di Rio de Janeiro sui 1500m ma non avrà vita facile nella gara del miglio dedicata a Bill Bowerman, che come da tradizione concluderà il programma del Prefontaine Classic. Ai Giochi di Rio Centrowitz si aggiudicò una gara molto tattica grazie ad un ultimo giro in 50”5  diventando il primo statunitense a vincere l’oro olimpico sui 1500m dai tempi di Mel Sheppard alle Olimpiadi di Londra 1908. Centrowitz ha battuto Mo Farah nell’ultimo test agonistico sui 1500m a Los Angeles una settimana fa correndo in 3’33”41.

Il Bowerman Mile radunerà tutti i migliori del mondo a cominciare da Asbel Kiprop, tre volte campione mondiale dei 1500m nel 2011, 2013 e 2015 e detentore del record di vittorie a Eugene con quattro successi. Kiprop ha conquistato la Diamond League tre volte nel 2010, 2015 e 2016.

In gara ci sarà il mezzofondista più in forma del momento Elijah Manangoi, che ha vinto la tappa di Doha lo scorso 5 Maggio e l’argento ai Mondiali di Pechino alle spalle di Kiprop nel 2015 nell’anno in cui ha stabilito il record personale con 3’29”67 a Montecarlo. Silas Kiplagat, argento ai Mondiali di Mosca 2013 e due volte vincitore della Diamond League nel 2012 e nel 2014, correrà per la settima volta a Eugene dove si impose nel 2013. Le altre stelle in gara saranno il keniano Ronald Kwemoi, primatista mondiale juniores sui 1500m con 3’28”81 e vincitore sui 3000m nella prima tappa della Diamond League 2017 a Doha in 7’28”73, il gibutiano Ayanleh Souleiman, primatista del Prefontaine Classic con 3’47”32 nel 2014 e quarto alle Olimpiadi di Rio sui 1500m a cinque centesimi di secondo dalla medaglia di bronzo, lo statunitense Clayton Murphy, medaglia di bronzo a sorpresa alle Olimpiadi di Rio sugli 800m e secondo nelle liste mondiali dell’anno su questa distanza grazie al recente successo alle Mt. Sac Relays in 1’43”60, il marocchino Abdelati Iguider, bronzo ai Mondiali di Pechino e secondo al Prefontaine Classic nel 2016, il keniano Bethwell Birgen, terzo sui 3000m a Doha, il neozelandese Nick Willis, due volte sul podio alle Olimpiadi con l’argento a Pechino e il bronzo a Rio e lo statunitense Ben Blankenship, ottavo alle Olimpiadi di Rio sui 1500m.

800 metri femminili: Gli organizzatori hanno definito a buon ragione questa gara come una sorta di finale olimpica. Non manca davvero nessuna delle protagoniste della finale di Rio de Janeiro a partire dalla due volte campionessa olimpica Caster Semenya, che ha iniziato la stagione 2017 come aveva finito il 2016 vincendo la prima tappa della Diamond League a Doha in 1’56”61 (migliore prestazione mondiale dell’anno). La ventiseienne sudafricana correrà per la seconda volta a Eugene sei anni dopo il secondo posto alle spalle della giamaicana Kenia Sinclair. Semenya è imbattuta sugli 800m da 13 gare a partire dal Settembre 2015.

Le rivali più accreditate di Semenya saranno Francine Nyonsaba del Burundi e Margaret Wambui, rispettivamente seconda e terza alle Olimpiadi di Rio. Nyonsaba vinse il titolo più importante della sua carriera proprio in Oregon in occasione dei Mondiali Indoor 2016 di Portland. Si impose al Prefontaine Classic nel 2013 a soli 20 anni stabilendo con 1’56”72 il record del meeting ancora imbattuto.

Wambui vinse due medaglie di bronzo nel 2016 ai Mondiali Indoor di Portland e alle Olimpiadi, quando divenne la prima keniana a salire sul podio nella manifestazione a Cinque Cerchi dall’oro di Pamela Jelimo a Pechino 2008. Nel 2014 Wambui conquistò il titolo mondiale juniores a Eugene.

Oltre alle tre medagliate olimpiche il cast comprende anche Eunice Sum e Marina Arazamasova, le ultime campionesse mondiali all’aperto rispettivamente a Mosca 2013 e a Pechino, la campionessa mondiale juniores 2012 e finalista mondiale indoor di Moca 2013 Ajée Wilson, che lo scorso Febbraio ha stabilito il record statunitense indoor con 1’58”27 ai Milrose Games di New York, la svizzera Selina Buchel, campionessa europea indoor a Praga 2015 e a Belgrado 2017 e primatista nazionale con 1’57”95 a Parigi nel 2015, e tre altre finaliste olimpiche di Rio: la canadese Melissa Bishop, quarta in 1’57”02 e argento mondiale a Pechino 2015, la polacca Joanna Jozwic, quinta in 1’57”37 e vincitrice del circuito IAAF World Indoor Tour 2017, la britannica Linsey Sharp, sesta in 1’57”69. 

5000m maschili: Più della metà degli atleti in gara a Eugene hanno conquistato in carriera medaglie ai Mondiali e alle Olimpiadi su tutte le distanze del mezzofondo prolungato. Il cast di Eugene sulla distanza più amata da Steve Prefontaine riunisce tutto il podio delle Olimpiadi di Rio per una sorta di anticipazione dei prossimi Mondiali di Londra. Mo Farah correrà il primo 5000m della stagione outdoor al Prefontaine Classic dove ha collezionato quattro successi (uno sui 5000m con il record del meeting ancora imbattuto di 12’56”98 stabilito nel 2012 e tre sui 10000m con le tre migliori prestazioni cronometriche di casa). In carriera l’atleta nato in Somalia ma londinese di adozione dall’età di 8 anni ha conquistato quattro ori olimpici (grazie alle doppiette sui 5000m e 10000m a Londra e Rio) e cinque titoli mondiali (doppio oro 5000m-10000m a Mosca 2013 e Pechino 2015 e oro sui 5000m a Daegu 2011). Nel corso della stagione indoor Farah ha stabilito il record europeo sui 5000m indoor al meeting di Birmingham con 13’09”16. ll fuoriclasse britannico concluderà la sua carriera in pista ai Mondiali di Londra dove inseguirà un’altra doppietta da leggenda prima di dedicarsi alle corse su strada e alla famiglia.

Oltre a Farah saranno presenti tanti campioni in grado di correre sotto i 13 minuti come l’argento olimpico Paul Chelimo, primo statunitense in grado di salire sul podio olimpico sui 5000m dai tempi del titolo olimpico di Bob Schul a Tokyo 1964 e secondo sui 3000m nel primo meeting di Doha in 7’31”57, Hagos Gebrehiwet, bronzo mondiale e olimpico in carica della distanza e primatista mondiale juniores sui 5000m con 12’47”53 stabilito nel 2012, Yomif Kejelcha, campione del mondo  juniores sui 5000m a Eugene nel 2014 e iridato indoor sui 3000m a Portland 2016, il kenyano Geoffrey Kamworor, campione del mondo di corsa campestre per la seconda volta consecutiva a Kampala lo scorso Marzo e secondo al Prefontaine Classic 2016 in 12’59”98, il canadese Mohamed Ahmed, quarto alle Olimpiadi sui 5000m a Rio e terzo a Eugene lo scorso anno in 13’01”74, Conseslus Kipruto, campione olimpico a Rio sui 3000 siepi e vincitore sui 3000 siepi a Eugene nel 2013 a 18 anni in 8’03”59, Isiah Koech, bronzo ai Mondiali di Mosca 2013, l’ugandese Josha Cheptegei, campione mondiale juniores sui 10000m a Eugene, Caleb Ndiku, argento sui 5000m ai Mondiali di Pechino 2015 e primo a Eugene nel 2014 nell’anno del successo nella classifica di specialità Diamond League, il britannico Andrew Butchart, sesto alle Olimpiadi 2016 sui 5000m e Albert Rop del Barhein, settimo a Rio 2016 e primatista asiatico con 12’51”96.

3000 siepi femminili: Ruth Jebet, ex keniana che rappresenta il Barhein dal 2013, si impose a Eugene lo scorso anno in 8’59”97 per appena quattro centesimi di secondo su Hyvin Kyeng in una delle sfide più emozionanti dell’edizione dell’anno scorso. Il successo di Eugene fu il trampolino di lancio per un anno ricco di grandi risultati per Jebet, che nel corso dell’estate 2016 vinse le Olimpiadi di Rio dieci giorni prima di battere il record del mondo a Parigi con 8’52”78. Nelle prime due tappe del circuito 2017 la vincitrice della Diamond League 2016 ha perso il duello con Hyvin Kyeng a Doha ma si è presa la rivincita vincendo a Shanghai. Sulla pista di Hayward Field Jebet conquistò la medaglia d’oro ai Mondiali Under 20 del 2014. La scorsa settimana Jebet ha fatto doppietta vincendo i 5000m e i 3000 siepi agli Islamic Solidarity Games di Baku correndo rispettivamente in 14’53”41 e in 9’15241.

L’avversaria più accreditata di Jebet sarà la statunitense Emma Coburn, che alle Olimpiadi di Rio vinse la medaglia di bronzo in 9’07”83 migliorando il record statunitense realizzato a Eugene nell’edizione del Prefontaine Classic dell’anno scorso. Le altre protagoniste da tenere d’occhio saranno Betraice Chepkoech, quarta sia a Eugene lo scorso anno con il record personale di 9’17”41 sia alle Olimpiadi di Rio, l’etiope Sofia Assefa, medaglia di bronzo alle Olimpiadi di Londra 2012 ed ex primatista del meeting di Eugene, la keniana Virginia Nyambura, vincitrice della Diamond League 2015, e la tedesca Gesa Felicitas Krause, medaglia di bronzo ai Mondiali di Pechino 2015 e campionessa europea ad Amsterdam 2016.

Salto in alto femminile: La pedana di Hayward Field riunisce sei delle migliori sette della stagione 2016 comprese quattro medaglie d’oro delle ultime grandi rassegne internazionali.

La lista stellare è guidata dalla veterana spagnola Ruth Beitia, che nel 2017 ha vinto il terzo oro agli Europei di Amsterdam con 1.98m, le Olimpiadi di Rio con 1.97m e il secondo successo consecutivo nella Diamond League. Dopo aver pensato al ritiro alla fine della stagione 2012 per dedicarsi alla carriera politica come deputata al Parlamento della Cantabria, Beitia ha vinto il bronzo ai Mondiali di Mosca 2013. Lo scorso inverno la saltatrice di Santander è salita sul podio per la sesta volta in carriera agli Europei Indoor aggiudicandosi l’argento con 1.94m nella gara vinta dalla lituana Ayrine Palsyte con il record nazionale 2.01m.

Palsyte ha vinto anche l’argento agli Europei di Amsterdam 2016: Ha rivaleggiato tante volte con Alessia Trost nelle gare giovanili. Nel 2009 l’azzurra vinse la medaglia d’oro ai Mondiali Under 18 a Bressanone, mentre la lituana si piazzò al quarto posto. Quattro anni fa la saltatrice di Pordenone vinse il primo dei due titoli europei under 23 consecutivi realizzando il record personale all’aperto con 1.98 precedendo Palsyte. Nel corso del 2016 la giovane lituana si classificò quarta ai Mondiali Indoor di Portland con 1.96m, stessa misura realizzata dalla vincitrice Vashti Cunningham e seconda agli Europei di Amsterdam con 1.96m.

Il pubblico di Eugene farà sentire il tifo per la diciannovenne Vashti Cunningham, campionessa mondiale indoor nella vicina Portland nel Marzo 2016 e figlia d’arte del grande giocatore di football americano NFL Randall Cunningham, e la veterana Chaunte Lowe, madre di tre figli e plurimedagliata in tante grandi manifestazioni (argento ai Mondiali di Helsinki 2005, oro ai Mondiali Indoor di Istanbul e bronzo alle Olimpiadi di Pechino 2008). Nel 2016 Lowe vinse il Prefontaine Classic e i Trials statunitensi di Eugene prima di classificarsi quarta alle Olimpiadi di Rio con 1.97 (stessa misura fatta registrare dalla vincitrice Beitia ma con un numero maggiore di errori).

Salto in lungo femminile: Eugene metterà di fronte Brittney Reese e Tianna Bartoletta, le uniche due campionesse olimpiche statunitensi del salto in lungo della storia oltre alla grande Jackie Joyner Kersee. L’ex giocatrice di basket Brittney Reese ha vinto otto medaglie in carriera delle quali sette d’oro (un oro olimpico e tre successi sia ai Mondiali Outdoor sia Indoor) e l’argento alle Olimpiadi di Rio 2016 con 7.15m alle spalle di Tianna Bartoletta. Reese ottenne i maggiori successi del 2016 proprio in Oregon aggiudicandosi il terzo titolo mondiale indoor nella vicina Portland con 7.22m (arrivando ad un solo centimetro dal record statunitense da lei stessa stabilito due anni prima ai Mondiali Indoor di Istanbul), il primo Prefontaine Classic della sua carriera con 6.98m e il decimo titolo statunitense della sua carriera ai Trials olimpici a Eugene con 7.31m (miglior salto su suolo statunitense dai tempi del 7.49m di Jackie Joyner Kersee nel 1994). In questa stagione Reese ha già stabilito la migliore prestazione mondiale dell’anno con 6.98m a Baie Mahault in Guadalupa.

Bartoletta ha conquistato due ori olimpici a Rio nel lungo con un salto da 7.17m all’ultimo tentativo e nella staffetta 4x100 in 41”01, secondo tempo della storia dopo il record del mondo di 40”82 realizzato dagli Stati Uniti alle Olimpiadi di Londra 2012 (sempre con Bartoletta nel quartetto). Nel recente meeting di Kawasaki Bartoletta si è imposta con la misura di 6.79m.

Da tenere d’occhio anche le britanniche Lorraine Ugen, bronzo ai Mondiali Indoor di Portland 2016 e argento agli Europei Indoor di Belgrado con il record personale di 6.97m, e Shara Proctor, bronzo ai Mondiali di Pechino 2015, la russa di stanza in Florida Dariya Klishina, due volte campionessa europea indoor nel 2011 e nel 2013 e seconda al Prefontaine Classic nel 2014 e l’estone Ksenja Balta, campionessa europea indoor a Torino 2009 e sesta alle Olimpiadi di Rio.

Getto del peso maschile: Il campione olimpico Ryan Crouser guida un cast degno di una finale mondiale con i sette migliori specialisti delle graduatorie mondiali. Crouser gareggerà per la prima volta sulla pedana di casa dopo il titolo olimpico vinto a Rio con il record olimpico di 22.52m. Il pesista statunitense nativo dell’Oregon viene da una famiglia di lanciatori. Il padre Mitch era un discobolo, mentre lo zio Brian disputò due Olimpiadi nel giavellotto, specialità nella quale gareggiano anche i cugini Sam e Haley. Prima di vincere alle Olimpiadi Ryan vinse l’oro mondiale under 18 a Bressanone 2009 e due titoli NCAA indoor e outdoor nel 2014.

Dopo aver conseguito la laurea in finanza lo scorso Maggio Crouser ha potuto dedicarsi a tempo pieno allo sport. Ha debuttato nella stagione 2017 vincendo tre meeting superando sempre la magica barriera dei 22 metri a Auckland con 22.15m, a Lawrence con 22.11m e a Christchurch con 22.05. Nell’ultima uscita agonistica si è imposto a Baie Mahault in Guadalupa con 21.79.

Crouser darà vita al duello con il connazionale e campione del mondo in carica Joe Kovacks, che settimana scorsa ha realizzato un sensazionale lancio da 22.57m a Tucson in Arizona, miglior misura al mondo negli ultimi 14 anni. Kovacs ha migliorato di un centimetro il record personale stabilito a Montecarlo nel 2015. Lo statunitense di origini ungheresi ha vinto le ultime due edizioni del Prefontaine Classic e la classifica generale della Diamond League nel 2015.

In grande forma si presenta anche il neozelandese Tom Walsh, che ha battuto Crouser due volte nella scorsa stagione nei meeting di Parigi e di Zurigo al termine di fantastici duelli aggiudicandosi la classifica finale della Diamond League 2016. Walsh ha vinto il titolo mondiale indoor a Portland e il bronzo olimpico a Rio nel 2016.

L’Europa sarà rappresentata dal tedesco David Storl e dal polacco Konrad Bukowiecki. Agli ultimi Europei Indoor di Belgrado Bukowiecki ha avuto la meglio aggiudicandosi la medaglia d’oro con il record personale di 21.97m. Il ventenne polacco conosce bene la pedana di Hayward Field dove nel 2014 ha vinto il titolo mondiale juniores. Al debutto all’aperto ha già ottenuto la misura di 21.51m. Storl, due volte campione del mondo nel 2011 e nel 2013 e argento olimpico nel 2012, è tornato a brillare dopo un anno difficile a causa di infortuni vincendo la medaglia di bronzo a Belgrado e ha debuttato nella stagione outdoor con un lancio da 20.63m ai recenti Hallesche Werfertage, celebre meeting tedesco di lanci di Halle.

Due altri nomi da seguire saranno gli statunitensi Kurt Roberts (21.47 di personale) e Darrell Hill (21.91 di personale) e il congolese Franck Elemba, quarto a sorpresa alle Olimpiadi di Rio.

Salto triplo maschile: Christian Taylor è diventato il più giovane triplista nella storia delle Olimpiadi in grado di vincere due titoli olimpici consecutivi. Soltanto Viktor Saneyev ha conquistato più ori olimpici di Taylor con tre vittorie. Con il salto da 18.21m ottenuto nella finale mondiale di Pechino 2015 ha realizzato la seconda prestazione di ogni tempo alle spalle di Jonathan Edwards. Quest’anno punta a vincere la Diamond League per la sesta volta. Solo Lavillenie può vantare più vittorie nel circuito. Lo scorso anno Taylor vinse per la seconda volta in carriera a Hayward Field stabilendo il record del meeting con 17.76m. Willie Banks è l’unico ad aver ottenuto più successi in questo meeting con tre affermazioni.

Taylor rinnoverà la sfida con l’amico e rivale Will Claye, secondo nelle ultime edizioni dei Giochi Olimpici a Londra e a Rio. Claye vinse anche il bronzo olimpico nel salto in lungo a Londra diventando il primo saltatore dall’edizione olimpica del 1936 in grado di salire sul podio in entrambe le specialità ai Giochi. Taylor e Claye iniziarono la loro rivalità fin dai tempi delle gare NCAA nel 2009 e sono saliti sui primi due gradini del podio ai Mondiali di Daegu. Lo scorso anno Taylor si aggiudicò uno splendido duello con Claye grazie ad un salto decisivo di 17.76m, che gli ha permesso di battere anche il record di Hayward Field detenuto proprio da Claye dall’edizione del 2014. Claye si prese la rivincita infliggendo a Taylor l’unica sconfitta del 2016 in occasione dei Trials olimpici di Eugene. Claye detiene la migliore misura stagionale con il salto da 17.40m realizzato a Baie Mahault.

Torna in Oregon il cinese Bin Dong, che vinse il titolo mondiale indoor a Portland 2016. La scorsa estate ha conquistato il bronzo alle Olimpiadi con 17.58m sfiorando di un centimetro il record asiatico del connazionale Li Yanxi.

Da seguire anche il giovane tedesco Max Hess, considerato il nome nuovo della specialità. Hess si rivelò proprio a Eugene vincendo la medaglia d’argento ai Mondiali Juniores 2014. Lo scorso anno si classificò ancora secondo ai Mondiali Indoor di Portland e il titolo europeo assoluto ad Amsterdam. Nel 2017 ha aggiunto alla sua collezione la medaglia di bronzo agli Europei Indoor di Belgrado con 17.12m alle spalle di Nelson Evora e dell’azzurro Fabrizio Donato dopo aver realizzato uno straordinario record personale di 17.52m in qualificazione. A proposito di nuove generazioni sarà da seguire anche il campione francese indoor e finalista europeo a Belgrado Jean Marc Pontvianne e lo junior transalpino Melvin Raffin, che ha conquistato il bronzo ai Mondiali Juniores di Bydgoszcz e ha battuto il record mondiale juniores con 17.20m nelle qualificazioni degli Europei Indoor di Belgrado 2017.

100 ostacoli femminili: Mancherà la grande protagonista dell’edizione 2016 Kendra Harrison, che di recente ha subito un intervento alla mano infortunata durante il riscaldamento al meeting di Doha ma tornerà in gara per i Campionati statunitensi. Si preannuncia comunque una gara ugualmente di alto livello con Nia Ali e Kristi Castlin, argento e bronzo alle Olimpiadi di Rio de Janeiro 2016 e Dawn Harper Nelson, campionessa olimpica a Pechino e vincitrice di quattro edizioni della Diamond League. La gara di Eugene è una finale anticipata dei prossimi campionati statunitensi di Sacramento con ben sette atlete a stelle e strisce oltre alla bielorussa Alina Talay, bronzo ai Mondiali di Pechino, che si allena in Florida con il coach Loren Seagrave. Saranno ai blocchi di partenza le ostacoliste più in forma del momento Sherika Nelvis, Jasmine Stowers, Queen Harrison e Christina Manning. Negli ultimi meeting caraibici Nelvis ha battuto tre volte Stowers a St. Martin (12”59), a Baie Mahault (12”58, secondo miglior tempo mondiale dell’anno) e a Kingston (12”64). Nelvis ha vinto due titoli NCAA indoor e outdoor nel 2014 e ha corso il miglior tempo della sua carriera con 12”34 in occasione dei Trials statunitensi 2015. Harrison, quinta ai Mondiali di Pechino e campionessa NCAA sui 100 e 400 ostacoli nel 2014. si è imposta nel meeting IAAF World Challenge di Kawasaki in 12”65. Manning ha realizzato i migliori tempi stagionali di 7”82 sui 60 ostacoli e di 12”62 sui 100 ostacoli.

400 ostacoli femminili (ore 22.03): Il meglio della specialità sarà al via a Eugene con in testa la campionessa olimpica di Rio Dalilah Muhammad, la due volte iridata di Mosca 2013 e Pechino 2015 Zuzana Hejnova, e le altre due medagliate di Rio, la danese Sara Petersen (argento) e la statunitense Ashley Spencer (bronzo). Muhammad ha stabilito il record personale e il primato di Hayward Field con 52”88 nella finale dei Trials olimpici statunitensi di Eugene. Hejnova ha vinto due titoli della Diamond League, il bronzo olimpico a Londra 2012 e si è classificata quarta a Rio 2016. Petersen è tornata in grande forma dopo la maternità vincendo l’oro agli Europei di Amsterdam e l’argento olimpico a Rio con il record personale di 53”55. Ashley Spencer, atleta allenata dal bronzo olimpico dei 400 ostacoli di Atlanta 1996 Tonja Buford Bailey, ha vinto l’argento nei 400m e l’oro con la staffetta 4x400 ai Mondiali Indoor di Portland e il bronzo olimpico a Rio sui 400 ostacoli. Da seguire anche le statunitensi Georganne Moline, primatista mondiale stagionale con 54”10 a Tucson, Cassandra Tate, vincitrice della Diamond League 2016 e Shamier Little, argento ai Mondiali di Pechino 2015 e campionessa mondiale juniores 2014 a Eugene, e la giamaicana Janieve Russell, campionessa mondiale juniores a Barcellona 2012 e settima nella finale olimpica a Rio 2016.

100 metri maschili (ore 11.24): Otto sprinter con primati personali al di sotto dei 10 secondi si confronteranno sulla pista di Eugene, considerata come una delle più veloci del mondo. Justin Gatlin ha vinto un totale di tredici medaglie tra Olimpiadi e Mondiali, cinque edizioni del Prefontaine Classic e tre Trofei dei Diamanti. Lo scorso anno il vice campione olimpico e mondiale dei 100 metri vinse a Eugene in 9”88 con vento a favore.

Il rivale più accreditato dello statunitense sarà il giovane canadese André De Grasse, vincitore di tre medaglie olimpiche a Rio (argento sui 200m, bronzo sui 100m e nella staffetta 4x100). De Grasse si mise in luce per la prima volta sulla scena internazionale nel 2015 con la doppietta 100m-200m nelle Finali NCAA di Eugene con tempi fenomenali anche se ventosi di 9”75 e 19”58. In questa stagione ha contribuito ai successi del Canada nella staffetta 4x100 alle Texas Relays in 38”15 (miglior tempo mondiale dell’anno) e nella 4x200 alle World Relays di Nassau.

Da tenere d’occhio lo statunitense Ronnie Baker, due volte campione NCAA nel 2015 e nel 2016 con la Texas Christian University e autore di due tempi al di sotto dei 10 secondi nel 2017 (9”99 alle Mt Sac Relays e 9”96 al Jamaica Invitational di Kingston). Gli altri protagonisti saranno l’ivoriano Ben Youssef Meité, finalista olimpico a Rio, il britannico Adam Gemili, campione europeo a Zurigo 2014 e quarto alle Olimpiadi di Rio 2016 sui 200m, Mike Rodgers, l’unico statunitense in grado di correre sotto i 10 secondi ogni anno dal 2009 in poi e vincitore quell’anno a Eugene in 9”94, il britannico Chijindu Ujah, campione europeo juniores a Rieti nel 2013, e il cinese Su Bingtian, finalista ai Mondiali di Pechino e terzo a Eugene nel 2015 in 9”99, quando divenne il primo cinese della storia in grado di infrangere il muro dei 10 secondi.

100 metri femminili (ore 22.50): Principale protagonista sarà la veterana giamaicana Veronica Campbell Brown, vincitrice di 21 medaglie tra Olimpiadi e Mondiali (delle quali otto alle Olimpiadi, solo Allyson Felix e Merlene Ottey ne hanno vinte di più in questa manifestazione) e prima al Prefontaine Classic in 10”78. La caraibica avrà come avversarie la statunitense Tianna Bartoletta, seconda ai Trials USA 2016 in 10”78, la rappresentante di Trinidad and Tobago Michelle Lee Ahye, quinta ai Mondiali di Pechino e sesta alle Olimpiadi di Rio, l’ivoriana Murielle Ahouré, argento ai Mondiali di Mosca 2013 sui 100m e sui 200m e primatista africana con 10”78, la statunitense Morolake Akinosun, quarta nella finale dei Trials 2016 di Eugene in 10”95  e vincitrice in un arrivo al photo-finish con Ahye al Jamaica Invitational di Kingston 2017 in 11”06 , la campionessa mondiale indoor di Portland 2016 Barbara Pierre e Dezerea Bryant, due volte campionessa NCAA sui 200m (indoor nel 2014 e outdoor nel 2015) e la giamaicana Simone Facey, ex campionessa NCAA sui 200m.  

400 metri maschili (ore 23.09): Lashawn Merritt sfida gli astri nascenti del Botswana Karabo Sibanda e Baboloki Thebe. Merritt ha stabilito un record di vittorie al Prefontaine Classic con cinque successi sul giro di pista e ha dato vita ad uno dei duelli più belli con Kirani James quando il campione di Grenada prevalse al photo-finish con lo stesso tempo di 43”97, il miglior tempo mai realizzato dal fuoriclasse statunitense sulla pista di Hayward Field. Merritt ha vinto un totale di 12 medaglie d’oro nelle grandi rassegne internazionali, delle quali tre alle Olimpiadi. L’ultimo successo è arrivato alle Olimpiadi di Rio quando ha vinto l’oro con la staffetta 4x400 dove ha corso la sua frazione in 43”97. Il fuoriclasse statunitense ha un primato personale di 43”65 stabilito in occasione della medaglia d’argento ai Mondiali di Pechino 2015.

Il Botswana ha prodotto talenti come Karabo Sibanda e Baboloki Thebe, che hanno guidato la staffetta 4x400 del loro paese al quinto posto alle Olimpiadi di Rio e al secondo posto alle IAAF World Relays di Nassau alle spalle degli Stati Uniti. Sibanda ha vinto la medaglia di bronzo ai Mondiali Juniores di Bydgoszcz sui 400m ha e ha regalato la maggiore sorpresa delle Olimpiadi di Rio quando ottenne il quinto posto in 44”25 (terzo tempo di sempre a livello under 20) ad appena 18 anni diventando il più giovane quattrocentista di sempre a qualificarsi per una finale olimpica.

Thebe vinse insieme a Sibanda la medaglia d’argento con la 4x400 nella rassegna iridata giovanile di Bydgoszcz. Il ventenne del Botswana ha un record personale di 44”22 stabilito lo scorso anno ai campionati nazionali di Gaborone.

Da seguire con attenzione anche il portacolori della Repubblica Ceca Pavel Maslak, vincitore di due titoli mondiali indoor nel 2014 e nel 2016 e di tre ori europei indoor nel 2013, 2015 e 2017, il giovane britannico Matthew Hudson Smith, vice campione europeo a Zurigo 2014 e finalista olimpico a Rio in 44”61 (dopo aver corso in un ottimo 44”48 nella semifinale), il vice campione olimpico di Londra 2012 Luguelin Santos, lo statunitense Tony McQuay, campione olimpico a Rio con la staffetta 4x100 e lo statunitense Vernon Norwood, medaglia d’oro ai Mondiali Indoor 2016 di Portland.

Lancio del giavellotto femminile (venerdì notte ore 4.34): La primatista mondiale Barbora Spotakova e la vincitrice delle ultime Olimpiadi di Rio 2016 Sara Kolak guidano la starting list che comprende anche la vice campionessa olimpica in carica Sunette Viljoen del Sudafrica. Spotakova detiene il primato di medaglie alle Olimpiadi avendo vinto due ori a Pechino 2008 e a Londra 2012 e il bronzo a Rio 2016. La fuoriclasse della Repubblica Ceca ha conquistato quattro successi nella Diamond League e ha gareggiato in tutte le edizioni del Prefontaine nelle quali è stata disputata la gara del giavellotto con l’eccezione del 2013, anno in cui ha dato alla luce il primogenito chiamato Janek in onore di Jan Zelezny. Spotakova darà vita ad un confronto generazionale con la ventunenne croata Sara Kolak, campionessa olimpica a Rio a sorpresa. Kolak iniziò la sua carriera sportiva giocando a pallamano, sport praticato a buoni livelli dalla mamma, ma decise di dedicarsi al giavellotto mettendosi in luce a livello internazionale con il bronzo ai Mondiali Juniores 2014 di Eugene. Nel 2016 vinse il bronzo agli Europei di Amsterdam e il titolo olimpico a Rio con il record nazionale di 66.18m. Kolak ha iniziato la stagione 2017 con un lancio da 65.17m. Le altre protagoniste annunciate saranno Sunette Viljoen, bronzo ai Mondiali 2011 e 2015 e argento ai Giochi di Rio, la cinese Liu Shyung, neo primatista asiatica con il lancio da 66.47 realizzato settimana scorsa a Kawasaki, la tedesca Katarina Molitor, campionessa del mondo a Pechino 2015, la lettone Madara Palameika, vincitrice dell’ultima edizione della Diamond League, la bielorussa Tatsiana Khaladovic, campionessa europea ad Amsterdam 2016 con 66.34m e quinta alle Olimpiadi di Rio, e l’australiana Kathryn Mitchell, sesta alle Olimpiadi di Rio.

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