Formula 1, Monaco Gran Premio unico: storia di una corsa romantica

A Monte Carlo si corre dal 1929, ufficialmente dal 1950. Prima vittoria di Manuel Fangio, poi la morte di Bandini, i record di Senna. Ma non solo auto...

Formula 1, la storia di Monaco

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C’è sempre un lato romantico nelle cose. Nella Formula 1 è rappresentato dal Gran Premio di Monaco. Circuito cittadino, strade normali che all’improvviso, come per magia, si trasformano in asfalto per auto da corsa.

È il weekend più atteso della stagione, quello che attira più tifosi e che fa più clamore. Qui vincono solo i migliori, per gli altri c’è spazio solo per un cocktail su qualche yacht o terrazza vista mare. La storia dice questo.

E c’è una frase che calza a pennello al circuito di Monte Carlo, la disse Jean-Luis Trintignant, pilota di Formula 1 che ha vinto a Monaco, chiamato "l’uomo gentile" per il suo modo di guidare:

Fare il pilota vuol dire prendere esattamente una curva a 240 km all’ora. A 239 hai perso la corsa. A 241 hai perso la macchina.
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Formula 1, la nascita del GP di Monaco

Date una medaglia a Louis Chiron, uno dei più grandi piloti dell’anteguerra, monegasco, che fu il primo a disegnare il circuito di Monte Carlo nel 1929. Grazie all’aiuto della Société des Bains de Mer e all’Automobile Club de Monaco (ACM) si inizia a correre. La svolta porta la data 21 maggio 1950, con la prima edizione valida per il Campionato Mondiale. Da quell’anno, in pratica, tutto è rimasto uguale. Qui hanno vinto i più grandi: da Ayrton Senna (record di vittorie, 6), a Hill, Prost, Schumacher, Fangio (prima vittoria su Alfa Romeo), Alonso e Raikkonen. 78 giri per i 100 mila spettatori circa che ogni anno si piazzano sugli spalti ad assaporare una corsa unico nel suo genere. Senza scordare gli attenti occhi della Famiglia Reale dei Grimaldi, principi nati con il rombo dei motori che ogni anno aprono le porte del loro regno alla Formula 1.
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Formula 1, Monaco durante il primo GP del 1950

I record di Senna

Ayrton, il Re di Monaco. Sei vittorie, 5 di fila. Record anche di pole position ottenute (5). Nel 1988, nella battaglia della qualifica il brasiliano continua a girare. Rifila quasi un secondo e mezzo al compagno di squadra Prost. Una sfida alla pole incredibile, un’esperienza ‘extrasensoriale’ come lo stesso pilota la definì successivamente. Descrisse il circuito come un immenso tunnel da prendere al massimo, in completa trance agonistica. Ad oggi rimane uno degli episodi più strani, affascinanti e belli della storia della Formula 1.
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Monaco, l’incidente mortale mai dimenticato

Siamo al 7 maggio 1967. Lorenzo Bandini, uno dei migliori piloti italiani in circolazione, perde la vita sul tracciato di Monaco a bordo della sua Ferrari 312. Era stato voluto qualche anno prima da Enzo Ferrari che lo aveva ammirato nella Scuderia Centro Sud. Verso la fine del Gran Premio perde il controllo della sua monoposto e va a sbattere. L’abitacolo si incendia, interviene anche il principe Juan Carlos, caro amico di Bandini, per agevolare i soccorsi. D’urgenza, il pilota viene trasportato in ospedale in condizioni critiche. Dopo 70 ore circa di agonia, il 10 maggio del 1967, Lorenzo muore. Viene ricordato con tanto affetto ancora oggi. La sua morte destò molto sgomento in tutto l’ambiente automobilistico e non solo: in 100mila andarono al suo funerale. Anche il Papa Paolo VI, in una sua omelia, lo ricordò con una frase carica di affetto e tristezza.
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Tra auto e party: qui c’è la bella vita

Qui si corre, ma in primis Monte Carlo è uno dei posti più glamour della terra. Cocktail, dj set esclusivi, vip da tutto il mondo dello spettacolo. Di personaggi ne girano durante il Gran Premio di Formula 1. L’attrice Cameron Diaz, ad esempio, non manca mai. Così come Michael Douglas, che spesso si intravede passeggiare nei box Ferrari. Un abitué del paddock è anche un certo David Hasselhoff, per tutti il bagnino Mitch di Baywatch. E poi Jean Reno, Antonio Banderas, Jude Law e tanti altri. I posti per loro assegnati per gustarsi la gara, ovviamente, sono esclusivi.
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Se ne siete a caccia anche voi, per dare fondo ai vostri risparmi, avete l'imbarazzo della scelta. Ci sono in vendita pacchetti per il pubblico su alcuni yacht ormeggiati a bordo pista. Prezzi? Dai 2300 euro in su. Ma nel servizio sono compresi anche hostess, buffet, schermi al plasma e altre comodità. Se invece volete ‘accontentarvi’ di un balcone o terrazza con affaccio sul circuito, preparatevi a sborsare cifre superiori ai 1500 euro. Semaforo verde, le auto partono, godetevi la gara. Weekend finito? Non proprio. Si fa ancora festa nei locali. Magari una capatina al Twiga di Flavio Briatore. D’altronde siamo a Monte Carlo, la bella vita qui ci nasce.
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