L'ex Barcellona Xavi: "Il mio erede gioca nel Real Madrid"

A volte bisogna inchinarsi di fronte al talento a prescindere dalle bandiere: sembra pensarla così anche Xavi, che ha individuato il suo erede in Toni Kroos.

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Quando parla una leggenda come Xavi, tutta Barcellona ascolta. Anche quando la leggenda, uno dei simboli eterni del barcellonismo, di assoluta fede blaugrana, viene intervistato dalla BILD e la domanda cade, non a caso, sul Real Madrid, fresco vincitore della Liga. 

Proprio ai danni del Barcellona, proprio all'ultima giornata, nonostante tutti gli sforzi della squadra di Luis Enrique di mantenere il ritmo, agguantare il Real Madrid e superarlo.

Quando parla una leggenda come Xavi, ora in Qatar all'Al-Sadd, tutta Barcellona ascolta, tutto il mondo. Anche quando parla di Toni Kroos, la mente tedesca del Real Madrid.

Toni Kroos non ha un bel ricordo di Xavi
Toni Kroos non ha un bel ricordo di Xavi

Barcellona, Xavi su Toni Kroos: è il mio successore

Il talento non ha bandiera, è quasi un segnale d'intesa tra chi lo possiede, che chi non lo ha non può percepire. Per questo Xavi non si fa problemi ad ammirare le qualità di Toni Kroos, le sue geometrie e la sua è una specie di investitura ufficiale: 

Kroos è come il motore del gioco del Real Madrid. Per la maniera in cui gioca mi ricorda me stesso, è quasi il mio erede in quella posizione.

Chiaro, limpido Xavi, più o meno come le sue giocate geniali. Limpido, anche perché forse uno dei difetti più grandi grossi e cattivi di questo Barcellona che si sta leccando le ferite è proprio l'assenza di una mente geniale come Xavi a dirigere il traffico. Ovviamente il barcellonismo ancora dentro gli rugge, ok una certa consonanza d'amorosi sensi con Kroos, ok la successione e l'investitura praticamente ufficiale (anche se condita con un "quasi" piuttosto eloquente), però da qui a tifare la spagnola Real Madrid in finale di Champions contro la Juventus ce ne passa: 

Come barcellonista non posso tifare Real Madrid. Se al Real Madrid va bene, al Barcellona va male, è sempre stato così. Auguro il meglio alla Juventus, se lo meritano per il lavoro fatto negli ultimi anni.

Un richiamo alla sua guida di un tempo, all'allenatore che ha cambiato per sempre il Barcellona, la sua storia, che ha contribuito a costruire una squadra invincibile di cui Xavi è stato capitano, non può mancare. E la mente vola a Guardiola, attualmente al Manchester City. Che in Premier non è riuscito a confermare la sua fama di vincente assoluto, anche grazie allo scontro con un altro vincente di ferro, Antonio Conte. 

Guardiola lotta sempre per i suoi obiettivi. Sfortunatamente, l'esito non si può pianificare. Sono convinto che uscirà più forte da questa situazione. 

Non può tifare Real Madrid, quasi per genetica, Xavi. Se il Real Madrid ride, il Barcellona piange. Ma la mente, il talento, lo attira, lo attrae. Non può tifare Real Madrid, ma un talento riconosce il talento. E Xavi ha visto qualcosa in Toni Kroos. Qualcosa di se stesso. 

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