MotoGP, il ricordo di Nicky Hayden: l'ultimo saluto a Kentucky Kid

Lo statunitense è morto in seguito all'incidente dello scorso 17 maggio sulla provinciale Riccione-Tavoleto: lo sport piange il cowboy campione del mondo nel 2006.

L'ex campione del mondo, Nicky Hayden

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“Sono padrone del mio destino, ma solo il destino conosce la fine del mio cammino”. Due righe d’inchiostro tatuate sulla gamba di un pilota. Il modo in cui Andrea Dovizioso decise di ricordare Marco Simoncelli dopo la sua morte. A sei anni di distanza quelle parole tornano drammaticamente attuali: ieri pomeriggio Nicky Hayden ha smesso di lottare. Era ricoverato da cinque giorni nell’Ospedale Maurizio Bufalini di Cesena, che ha dato il triste annuncio.

Ma piangere non serve. Non stavolta. Tutti i piloti della MotoGP lo ricordano come il ragazzo più sorridente del paddock. Uno che si divertiva da matti ad andare in moto e lo faceva in un modo tutto particolare. Anche per questo forse ha legato con Valentino Rossi, compagno di scuderia sia alla Honda che alla Ducati.

Il ragazzo venuto dal Kentucky per misurarsi con i migliori al mondo. Entrato in punta di piedi e arrivato fino in cima. Campione del mondo nel 2006, quelle sono le uniche lacrime che vogliamo ricordare. Di gioia. Poi il bacio a quel 69 mostrato sempre con vanto. Ereditato da papà Earl, anche lui pilota di moto. Che già all’età di 3 anni gli raccontava dei grandi del passato: da Kenny Roberts a Wayne Rainey, passando per Freddie Spencer. E poi è arrivato il suo Nicky, l’ultimo pilota statunitense a vincere un titolo mondiale nella classe regina.

Hayden, il cowboy che ha fatto della derapata un'arte

Per un ragazzo nato a Owensboro, Kentucky, crescere sulle piste da cross è la cosa più naturale del mondo. Soprattutto se anche mamma e papà sono piloti di moto e hanno intenzione di mettere in piedi una vera e propria scuderia: Nicky aveva due fratelli (entrambi motociclisti) e due sorelle. Ed è proprio sui circuiti di flat track che Hayden dimostra di avere una particolare dimestichezza con la derapata.

Nicky Hayden con la Honda

Tocca il freno posteriore come un pilota navigato, sempre con la moto che sbandiera a destra e sinistra. È il suo stile. Quello che nel 2002 gli consente di diventare il più giovane pilota a vincere il titolo dell’AMA Superbike con 9 successi. L’anno successivo viene ingaggiato dal team Repsol Honda per affiancare Valentino Rossi, vero e proprio dominatore della MotoGP.

Campione del mondo

A interrompere l’egemonia del Dottore sarà proprio Kentucky Kid, considerato da alcuni troppo bello per andare forte. Tre anni dopo il suo esordio nella classe regina arriva il suo momento. Nel 2006 conquista 9 podi nelle prime 11 gare della stagione, ottenendo un vantaggio di 51 punti su Rossi. Che si assottiglia con il passare dei gran premi: sono 12 a due gare dal termine.

Nicky Hayden campione del mondo

All’Estoril il sogno di diventare campione del mondo rischia di spezzarsi definitivamente: dopo un contatto con il suo compagno di squadra, Dani Pedrosa, finisce fuori, mentre Valentino chiude secondo. Il pilota italiano della Yamaha arriva a Valencia con 8 punti di vantaggio, ma viene coinvolto in un incidente nelle retrovie che lo costringe al tredicesimo posto. Hayden riesce a salire sul gradino più basso del podio vincendo il titolo all’ultima gara.

Campione del mondo nel 2006

L’amicizia con Valentino Rossi

Due anni di differenza, niente di che. Praticamente coetanei. Ma quando Nicky è arrivato in MotoGP si trattava della sua prima esperienza fuori dagli USA. E la sua fortuna - come spesso ha ricordato - è quella di aver conosciuto Valentino nel suo anno da rookie, nel 2003. Quell’anno Rossi vince il suo quinto mondiale e Hayden ottiene i primi due podi di carriera.

Il sorriso di Nicky Hayden

Un rapporto che andrà avanti per anni: dopo la battaglia per il titolo, i due si ritrovano compagni di squadra anche alla Ducati, nella difficile esperienza del Dottore. Tra le immagini più belle delle loro amicizia c’è il passaggio che Nicky dà a Valentino rimasto a secco a fine gara. Anche se per Rossi il ricordo più bello risale alle stagione 2015. A Valencia sfuma la vittoria del campionato e per Hayden si tratta dell’ultima gara in MotoGP. Quei momenti li ha rivissuti in un post di 4 giorni fa.

Nicky è uno dei migliori amici che ho avuto nel paddock.siamo stati compagni di squadra con la Honda nel suo anno da rookie,il 2003,quando era un giovane debuttante alla prima esperienza europea.quella stagione si chiuse con il mondiale per me e con il suo primo podio a Phillip Island.dopo qualche anno abbiamo lottato uno contro l'altro per il mondiale 2006 fino all'ultima gara e alla fine,purtroppo per me,mi ha battuto ed è diventato il campione del mondo della MotoGP.dopo la gara ci siamo dati la mano e ci siamo abbracciati.in seguito siamo stati ancora compagni di squadra nei difficili anni della Ducati,quando parecchie volte abbiamo lottato all'ultimo sangue,magari per conquistare l'ultimo posto nella top five.Nicky veniva spesso al Ranch,dove era sempre uno spettacolo vederlo e cercare di carpire qualche segreto battagliandoci insieme,perché lui è uno dei più veloci flattisti del mondo e prima di passare all'asfalto ha vinto le più importanti gare di Flat Track americano come il Peoria TT. Il più bel ricordo che ho di lui però è quando è venuto a darmi la mano dopo la sfortunata gara di Valencia 2015,durante il giro d'onore.per lui era l'addio alla MotoGP,io avevo appena perso il mondiale.il suo sguardo di supporto dentro il casco è uno dei pochi ricordi positivi che ho di quel giorno.Forza Nicky,siamo tutti con te.

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Il ricordo sui social

A proposito di messaggi di cordoglio. Nelle ultime ore il mondo intero si è stretto attorno alla famiglia Hayden per la perdita. In primis i piloti del motomondiale, ma anche altri sportivi hanno dato l’ultimo saluto ad Hayden. Oltre ovviamente a migliaia di fan e appassionati di moto.

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