Isaiah Thomas: la stella NBA del popolo con cuore e duro lavoro

Isaiah Thomas ha passato un anno sulle montagne russe, partendo da ottimo giocatore, diventando stella e finendo per l'essere uomo franchigia, tra grandi prestazioni e un pesante lutto.

E' l'uomo franchigia dei Celtics

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È difficile mettere da parte le emozioni quando si vede un piccoletto normodotato dominare nel mondo dei giganti NBA. Quando John Stockton, con quello che era definito un fisico da ragioniere, primeggiava nella lega e regalava assists a ogni compagno ci si stupiva. Questo stupore diventava incredulità quando arrivò nella lega Allen Iverson che faceva piovere sugli avversari tonnellate di punti non arrivando al metro e ottanta di altezza, mentre ora l’incredulità lascia spazio a qualcosa di più che ancora non si riesce a spiegare, su come nella lega degli Antetokounmpo, James o Durant, ci possa essere un ragazzo sotto l’1.75 m. in grado di dominare le partite come Isaiah Thomas.

Il 12 luglio 2014, il restricted Free Agent Isaiah Thomas viene scambiato dai Sacramento Kings ai Phoenix Suns, in cambio dei diritti di Alex Oriakhi (scelta numero 57 del draft 2013) e 7 milioni di trade exception.
Per dare il tono oggi di tale trade, Alex Oriakhi è stato avvistato ai Valqueros de Bayamon a Porto Rico, dove i Sacramento Kings non sarebbero neppure certi di vincere il campionato. Oggi Isaiah Thomas non è solo un giocatore della prima squadra della Eastern Conference, ma è un due volte All-Star e volto della franchigia più vincente della storia NBA. Il suo ultimo anno è da ricordare.

I riflettori su Isaiah Thomas

Dodici mesi nella storia NBA 

La sua stagione inizia dal reclutamento con Tom Brady di Kevin Durant, che però finisce in un buco nell’acqua e allora s’incontra con Allen Iverson per intrattenersi a un suo evento firmando magliette e facendo nascere in “The answer” uno spirito paterno che fa rivedere le sue gesta in IT. Il cuore d’oro di Ive è lo stesso del giovane erede, che si ferma a giocare con il quattordicenne Robbie Mc Nulty, suo folle estimatore, invitandolo poi a vedere anche una partita dei Celtics a bordo campo. E a ottobre piazza l’asticella dei suoi obiettivi piuttosto in alto:

Voglio essere un All-Star, poi un All-NBA Team e poi un MVP.

Per quanto riguarda gli All-Star siamo a quota due, l’All-NBA team secondo quintetto è realtà e un'MVP conversation per la prossima stagione non è così peregrina. I Celtics stanno lavorando con grande intelligenza per ricreare la dinastia che aveva visto protagonista Larry Bird, Robert Parish e Kevin McHale. Nessuno avrebbe pensato di vederli in testa alla Eastern Conference NBA già quest'anno e invece la forza del gruppo, di Thomas e l'intelligenza unica di Brad Stevens li hanno portati in cima. Ora la decisione importante sarà se rendere effettivamente IT l'uomo franchigia per gli anni a venire e solo con una squadra vincente il suo desiderio di essere l'MVP può avverarsi. Di certo lui non si è mai tirato indietro davanti alle sfide e se Ainge dovesse fare questa scelta, IT4 farà tutto ciò che sarà possibile per renderlo orgoglioso (più di quanto già non lo sia).

Il cielo ha portato via la sorella di IT

Record di punti, All-Star, la tragedia e la leadership 

Poi si passa al campo ed entrando nella stagione 2016-17 non era mai andato sopra i 40 punti. Decide così di segnarne prima 44 contro i Grizzlies e poi 52 contro gli Heat con 29 nel solo quarto periodo. A Febbraio è un All-Star che va a un soffio dal quintetto e viene da un dicembre dove è stato eletto Player Of The Month, diventando poi il Celtic con la più lunga striscia di ventelli consecutivi a quota 43.
Ad aprile s’infortuna all’anca e questo gli porterà problemi successivi quando dovrà abbandonare i playoffs anzitempo. Nonostante questo porta i Celtics al primo seed a Est, pronti per la detronizzazione di James.

Prima dei playoffs muore la sorella in un incidente stradale e il dramma si abbatte su di lui e su tutti i Celtics. Nonostante questo rimontano da 2-0, passano il turno e battono anche i Wizards in sette partite. Arrivano i tanti attesi Cavs in finale, vanno sotto 2-0, lui si ferma per la stagione per il famoso problema all’anca e i suoi vincono gara 3 in trasferta allungando la serie e condividendo tutto con lui su FaceTime. E' una piccola festa negli spogliatoi della Quicken Loans Arena, ma Marcus Smart non esita un secondo ad attivare il suo iPhone e condividere in video la felicità con il compagno infortunato.
Tutto questo è quello che significa Isaiah Thomas per questi Celtics.

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