Ajax, van der Sar: "Dicono che con i bambini non si vince? Vedremo"

L'ex portiere olandese, oggi dg dei Lancieri, non è così convinto che con i giovani non si possano vincere trofei: un successo in Europa League può confermarlo.

Van der Sar, ex portiere e attuale dg dell'Ajax

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Quella contro il Manchester United sarà una partita speciale per Edwin van der Sar. Da una parte i Red Devils, dall'altra l'Ajax. Le due squadre che si contenderanno la vittoria dell'Europa League sono quelle che hanno segnato buona parte della carriera dell'ex portiere olandese, oggi direttore generale dei Lancieri. Un lavoro full time, dalle 9 di mattina alle 7 di sera, che lo impegna costantemente per consentire alla bottega olandese di continuare a sfornare talenti a ripetizione.

Ma la solita etichetta di vivaio pieno di risorse comincia a stare stretto all'Ajax, ed è per questo motivo che van der Sar sta lavorando per riportare il club a primeggiare in Europa. Ecco perché è così importante il trofeo che si giocherà a Stoccolma, tra due squadre che rappresentano due parti della sua vita.

Due club che simbolicamente incarnano concetti e modi diversi di essere competitivi. Da una parte gli investimenti a suon di milioni sul calciomercato da parte dei Red Devils, dall'altra la scelta dell'Ajax di puntare sul settore giovanile, l'Academy e le plusvalenze generate dalle cessioni dei propri prodotti coltivati in casa e portati in prima squadra. Due mondi opposti, uniti dall'obiettivo comune che li metterà di fronte nella finale di Europa League. Una coppa che soprattutto per l'Ajax avrebbe un valore ancora più alto, visto che sono passati 21 anni dall'ultimo trofeo conquistato in Europa, la Supercoppa europea vinta con il Real Saragozza nel febbraio 1996.

L'ultima Champions League dell'Ajax nel 1995
La vittoria della Champions League dell'Ajax nel 1995

Van der Sar vuole la Coppa

Quell'Ajax era reduce dalla vittoria della Champions League nella finale contro il Milan. A decidere quella partita fu un certo Patrick Kluivert e in porta c'era proprio lui, Edwin van der Sar. Oggi, da dg si ritrova di fronte a una nuova finale europea e, ironia del destino, in campo c'è il figlio di Patrick, Justin Kluivert. È uno dei tanti giovani talenti sul quale l'ex portiere sta puntando per avviare una rivoluzione:

Abbiamo dovuto reinventare l'Ajax. Per 21 anni c'è stato un vuoto in Europa e ora, attraverso la nostra filosofia di puntare sui giovani, siamo riusciti a centrare una finale importante. Sarebbe bello vincere, rappresenterebbe l'esempio perfetto di un club che dà l'opportunità a tutti di mettersi in mostra. In molti dicono che certi risultati non si possano raggiungere con una squadra con la carta d'identità così "leggera". Vediamo cosa succederà, noi vogliamo realizzare qualcosa di speciale.

Il progetto giovani dell'Ajax

Alzare l'Europa League non sarebbe comunque fondamentale. La certificazione dell'ottimo lavoro svolto fino a oggi dall'Ajax è sotto gli occhi di tutti a prescindere dalla vittoria del titolo. Ogni anno dal settore giovanile dei Lancieri escono nuovi prodotti destinati a diventare protagonisti del calciomercato. Solo nell'ultima stagione, ad esempio, sono stati lanciati altri due 17enni dal sicuro avvenire come Matthijs de Ligt e, appunto, Justin Kluivert:

Rappresentano il simbolo della mentalità Ajax: noi diamo ai giovani un sogno e un'opportunità ed è compito loro rimanere a quei livelli. Siamo uno dei pochi club al mondo capaci di farlo ed è per questo che siamo rispettati a livello internazionale. È il bello di un grande club come il nostro: non badiamo solo alla prima squadra e al suo allenatore, ma anche ai tecnici delle giovanili, gli istruttori e gli osservatori, che riescono a selezionare i giocatori giusti.

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