NBA Draft Lottery: quando le palline contano più del basket giocato

Come ogni anno le palline alla lottery contano molto per chi vuole ricostruire e questa volta hanno sorriso a Celtics, Lakers e Sixers.

L'NBA draft lottery e le sue palline.

14 condivisioni 0 commenti 3 stelle

di

Share

Quando si pensa all’NBA la prima cosa che viene in mente è la preparazione, la meticolosa capacità di programmare tutto, facendo necessariamente corrispondere una causa a un effetto. Ogni mossa è studiata nel profondo e ogni azione sul campo è analizzata con scouting, advanced stats e valutazioni profonde. Questo fa ancor più sorridere se pensiamo a quanto del futuro di una franchigia possa dipendere da una pallina che gira nel verso giusto o sbagliato. Tutto questo viene racchiuso nella serata più schizofrenica e folle che l’NBA possa accogliere ogni anno: la lottery.

Quella di quest’anno aveva come al solito una serie d’implicazioni infinita. Lonzo Ball vive ormai all’ombra di suo padre LaVar che sta facendo di tutto per rendersi antipatico nonostante stia dando una spinta mediatica incredibile al figlio, mentre Markelle Fultz sembra essere destinato alla prima scelta assoluta. Il prossimo draft sarà ricco di talento e in ballo c’erano molte squadre dal grande blasone in cerca di riscatto. I Lakers hanno semplicemente evocato ogni tipo di santo per teneresi una scelta tra le top 3 e non doverla cedere ai Magic in virtù di accordi pregressi, Boston era ben avviata ad avere la prima assoluta per merito dei Nets, mentre i Sixers volevano continuare “The process”.
Tutte queste hanno festeggiato, alcune anche in modo esagerato e quasi ridicolo, per il giro giusto della famosa pallina e ora possono davvero guardare al futuro con qualche certezza e spiraglio in più.

NBA: The Truth e l’ultimo omaggio a Boston

Il tweet di Paul Pierce dopo che la prima scelta assoluta è finita in mano ai Boston Celtics parla più di ogni altra cosa. Oltre ad aver fatto la storia dei biancoverdi in campo, è riuscito anche nell’incredibile impresa di regalare una prima scelta al suo ex club anche da ritirato, in virtù della trade che lo aveva portato con Kevin Garnett e Jason Terry ai Nets.
La tv della squadra è esplosa in un’esultanza da stadio con Brian Scalabrine che ha fatto una corsa alla Ravanelli tra i tifosi per andare a esultare lontano dalle telecamere, ma la cosa che spaventa maggiormente la lega è che i Celtics hanno anche il primo record della Eastern Conference. L’ultima squadra con il primo record di conference ad avere la prima scelta assoluta è stata la Los Angeles gialloviola quando scelse James Worthy (accostandolo a Kareem e Magic) assicurandosi sette anni di finali di conference, sei apparizioni alle Finals e tre titoli.

Ovviamente anche i Celtics sperano di avviare un ciclo così, ma si accontenterebbero anche di qualcosa di più contenuto, visto che il co-proprietario Steve Pagliuca ha detto:

Se vinciamo anche con i Cavaliers in gara 1 vado a Las vegas e mi gioco tutto.

Vi avevamo accennato all’inizio che la follia della lottery colpisce tutti…

Lakers contro Sixers, anche al draft

Lakers vs Process

Magic Johnson aveva assicurato a Luke Walton che i suoi lakers si sarebbero tenuti la scelta e avrebbero potuto guardare con ottimismo al proprio futuro. Il coach non aveva fatto mistero di questa indiscrezione e allora è partita la teoria complottistica dopo che la pallina gialloviola è uscita per seconda. Johnson era stato preso in giro per tutta la sera da Joel Embiid che ha provato la gufata del secolo, ma alla fine si sa che il sorriso di Magic Johnson non conosce sconfitta e anche questa volta Joel Embiid si è dovuto accontentare della terza piazza.

È comunque un bell’accontentarsi e oltre al nuovo passo di The process i columnist di SB Nation in quel di Philly hanno fatto la classica diretta per seguire il draft, parlando tra il serio e il faceto e riprendendo i tweet di scherno da parte di Nik Stauskas verso la sua ex squadra dei Kings. Il tutto si è chiuso con l’ennesimo omaggio a Sam Hinkie e uno striscione che diceva:

Lui è morto per i nostri peccati.

Che sia l’inizio di un ritorno alle rivalità anni 80 tra Lakers, Celtics e Sixers? Di certo ci siamo divertiti per una sera.

Share

Vota

Commenta

Con il tuo consenso, questo sito internet utilizza cookies di terze parti per migliorare la tua esperienza. Puoi conoscere di più sul nostro utilizzo dei cookies e su come modificare le impostazioni nella nostra Informativa sui Cookies. Chiudendo questo banner, cliccando in seguito o continuando a utilizzare il sito, acconsenti all'utilizzo dei cookies.