Bayern Monaco, Xabi Alonso: "Dopo l'addio? Mi compro una moto"

Nella lunga intervista rilasciata a Marca, lo spagnolo si racconta tra ricordi e progetti futuri: "Sono molto contento di quello che ho potuto vivere".

Xabi Alonso con la maglia del Bayern Monaco

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Sabato, in occasione di Bayern Monaco-Friburgo, sarà l'ultima di Xabi Alonso come giocatore. Lascerà il calcio giocato e chissà che in futuro non lo vedremo su qualche panchina di un grande club. Davanti al suo pubblico, lo stesso che negli ultimi anni lo ha ammirato e applaudito, saluterà da grande campione quale è. Elegante, pulito e geniale, così ricorderemo in campo lo spagnolo, vero esempio di corretteza e professionalità.

Dopo una vita dedicata al pallone, all'età di 35 anni decide di lasciare da vincente. Apprezzato in Germania come in Spagna, dove al Real Madrid ha collezionato 236 presenze, e in Inghilterra con la maglia del Liverpool (210 partite), Xabi Alonso è stato uno dei centrocampisti più forti degli ultimi anni. Ma ora si cambia vita.

In una lunga intervista rilasciata al quotidiano Marca, il 14 del Bayern Monaco ha raccontato se stesso ricordando la sua carriera e provando ad immaginare il futuro. Le emozioni che proverà sabato saranno forti, ma sarà un dolce addio.

Xabi Alonso tra addio e traguardi mancati

Sabato non sarà una giornata qualunque, è difficile da immaginare anche per lo stesso Xabi Alonso.

Piano piano sto provando ad anticpare quel momento, ma so che quando arriverà sarà un insieme di sentimenti: da una parte sarò felice perchè potrò condividerlo con la gente che amo; dall'altra avrò nostalgia a lasciare definitivamente una parte della mia vita e non so se sarò cosciente di questo. Sarò triste. Non so se piangerò o meno, accada quello che deve accadere.

Ha dato quello che aveva al calcio, è stata la sua vita e l'ha vissuta con tutto l'amore possibile. Nulla da rimproverarsi sotto questo aspetto, i sani principi è ciò che ha trasmesso alla gente.

La gente mi ricorderà come un giocatore puro. Per me la cosa più importante è stata il gioco e non il contesto e i rumori mediatici. Ciò che mi è piaciuto è stato vivere l'ambiente del calcio, in diversi paesi, rispettare lo sport, il compagno di squadra, il gioco. Questo è quello che posso controllare, a differenza della percezione della gente. Sono soddisfatto.

Xabi Alonso
Xabi Alonso, esempio di lealtà e sportività

Una carriera di successo, ma lo spagnolo non dimentica i traguardi mancati per un pelo, spine difficile da levare.

La prima spina è quando non vincemmo la Liga con la Real Sociedad nella stagione 2002-03, lottammo fino alla fine. Poi, un altro rammarico è non esser riuscito a vincere la Premier con il Liverpool, anche se vincemmo tutto: Champions, Coppa e Supercoppa. Infine con il Bayern non sono riuscito a vincere la Champions.

Lasciare da vincente

Ha sempre pensato di ritirarsi in grande stile, da campione, lasciando un'immagine vincente di sé. Nonostante fossero arrivate altre offerte sulla scrivania, l'idea di Xabi Alonso non è mai cambiata.

Arrivarono offerte, ma una volta presa la decisione quella è. Potermi ritirare dall'élite del calcio e prendere io la decisione è qualcosa che ho deciso da tempo. Rispettavo e ammiravo gli altri che lo facevano e mi sono detto: "Magari poter lasciare anche io così!" Per fortuna l'ho potuto fare, abbiamo combattuto fino a un mese fa per la Champions, la Bundesliga, per i titoli. Sono contento di aver scelto in questo momento e in questo grande club.

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La nuova vita parte in moto

Cambia tutto ora o quasi. Probabilmente nel futuro di Xabi Alonso ci sarà l'avventura da allenatore ma sembra presto per parlarne. Ciò che conta adesso è rilassarsi e prendersi del tempo.

Mi comprerò una moto e andrò con lei. Una moto da strada, né troppo grande né troppo piccola. Mi è sempre piaciuto, mi piace la libertà che ti dà la moto e non potevo farlo prima. Lo farò sicuramente già in estate. E poi pianificherò cose a cui non ho potuto pensare fino ad adesso. Comincia una nuova tappa.

Certo è che per godersi ancora e al meglio il calcio, la carriera da allenatore è un'esperienza che va provata.

Nel calcio prima si gode come calciatore e poi come allenatore. Ancora non ci penso però in un futuro medio-lontano è un'ipotesi che non scarto. Prima mi devo preparare e formare.

L'abbraccio del Bernabeu

Il Real Madrid è stato per cinque anni la sua famiglia e il Bernabeu la sua casa. Un giocatore come Xabi Alonso non può essere dimenticato, la sua eleganza si sposava perfettamente con lo stile Real. Il saluto offerto dai tifosi Blancos, durante i quarti di questa Champions League, al loro ex pupillo era la giusta ricompensa. E la gratitudine dello spagnolo è eterna.

Mi sono molto emozionato. Per me quella partita aveva una carica emozionale unica. Non solo perchè era un quarto di Champions League, ma anche per tutto quello che ho vissuto al Bernabeu. Mi ha emozionato più di quanto pensassi, è stata una dimostrazione di affetto assoluto. Il Real è l'eccellenza del calcio per quello che ha vinto negli anni e per il prestigio che porta. Me ne sono accorto una volta che sono andato via: è la grandezza del calcio.

Xabi Alonso
L'omaggio del Bernabeu a Xabi Alonso

Liverpool e Bayern Monaco: gli altri amori

Parole al miele anche per le altre due maglie con le quali ha giocato e vinto, il Liverpool e il Bayer Monaco. Addirittura un sogno poter vivere l'esperienza tedesca a 32 anni.

Il Liverpool ha una mistica, una storia e un incanto che a tutti quelli che amano il calcio non può non attirare. Mi attirò Anfield e la Premier e una volta che te ne innamori resti innamorato per tutta la vita. Invece, avere l'opportunità a 32 anni di vivere un'altra esperienza in un altro gigante del calcio mondiale, come è il Bayern Monaco, con tutto il potere che ha in Germania e con la capacità che ha di rappresentare la perfezione ovunque vada mi ha reso davvero felice.

Xabi Alonso
Xabi Alonso ai tempi del Liverpool

Re del mondo con la Spagna

Un pilastro della sua Nazionale dal 2003, con 114 presenze e 16 gol. Leader carismatico che ha vissuto con la Roja gli anni più vincenti.

Quel giorno, quando conquistammo il Mondiale, fu una totale esplosione. Passano gli anni ma ricorderò per sempre quando diventammo re del mondo l'11 luglio del 2010 a Johannesburgo. Fu un'epoca felice, gli anni dorati per il calcio spagnolo.

Xabi Alonso
Xabi Alonso è stato perno indiscusso degli anni d'oro della Spagna

L'ultima maglia per il figlio Jon

Saranno tanti i ricordi che lo attanaglieranno dopo l'addio, tutte le abitudine che riempivano la sua vita da calciatore. Sarà difficile abbandonarle. L'ultimo ricordo lo indosserà sabato e sarà la sua maglia che verrà custodita per il figlio.

So che mi mancheranno molte cose. Il rumore quando colpisco il pallone, il clima nello spogliatoio, l'odore dell'erba. Questo mi mancherà, lo so che avrò momenti di nostalgia. La mia ultima maglietta di sabato sarà per mio figlio Jon. Gli darà tanta speranza. Io mi ricordo di un pallone che avevamo io e mio fratello firmato dai giocatori della Real Sociedad che vinsero la Liga 1980-81. La speranza che mi trasmetteva quel pallone era grande e adesso io voglio conservare la maglietta per mio figlio.

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