Spal in Serie A quasi 50 anni dopo: promozione storica

La squadra ferrarese è tornata nel massimo campionato dopo 49 anni. Quattro stagioni fa era nella seconda divisione della Lega Pro. È festa in tutta la città.

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Finalmente la Spal si è guadagnata il diritto di tornare a calcare il palcoscenico della Serie A dopo 49 anni di purgatori vari, nonostante la sconfitta di Terni.

Approdata l’estate scorsa in Serie B – da dove mancava dal 1993 - dopo aver vinto il proprio girone di Lega Pro, la società ferrarese puntava a una salvezza possibilmente senza troppi patemi. 5 punti nelle prime 6 partite avevano fatto preoccupare i tifosi, ma Leonardo Semplici, il tecnico fiorentino che guida la squadra dal 2014, stava prendendo le misure. A novembre i cerbiatti di Ferrara sono entrati fra le prime cinque e non ne sono più usciti.

La svolta il 18 marzo scorso: la vittoria per 4-1 sul campo del Carpi vuol dire primo posto, roba da non crederci. E infatti la squadra sembra stordita, sbanda, perde in casa col Frosinone e subito dopo ad Avellino. Ma Semplici è bravissimo a rimetterla in carreggiata: 5 vittorie di fila, poi due pareggi per tirare il fiato e la sconfitta di oggi a Terni, ma poco importa ormai. La vittoria del Benevento sul Frosinone spalanca alla Spal le porte della Serie A.

Spal in Serie A: promozione storica

Fondata nel 1907, la Società Polisportiva Ars et Labor, di cui Spal è l’acronimo, ha conosciuto il suo periodo migliore nel ventennio fra gli anni 50 e 60, quando era frequentatrice abituale della Serie A, con 16 partecipazioni consecutive fra le stagioni 1951-52 e 1967-68. Un periodo d’oro cui seguirono però delusioni cocenti con retrocessioni fino alla Serie C2, ben due fallimenti e tre rifondazioni. Fondamentale l’ultima che risale al 2013, con la squadra sprofondata in Serie D. Come è andata lo racconta Francesco Colombarini, imprenditore e patron della nuova Spal:

Quando il sindaco di Ferrara ci ha chiamato, ormai quasi quattro anni fa, la Spal era sottoterra, in liquidazione. Noi avevamo la Giacomense, fondata nel 1967, passata dalla Terza Categoria alla C2. L’abbiamo sciolta nel 2013 e fusa con la Spal. E ora eccoci qui.

Spal in Serie A
La Spal è tornata in Serie A dopo 49 anni

Lo dice come se fosse una cosa normale, Palombarini. Ma lui, 75 anni, è abituato ai miracoli: fondatore, nel 1968, e deus ex machina della Vetroresina, un’eccellenza italiana con sede nei dintorni di Ferrara e filiali negli Stati Uniti e in Brasile, aveva la Spal nel destino visto che la sua azienda è nata proprio nell’anno in cui la società di calcio cominciava a sprofondare.

I grandi giocatori del passato

Uno dei tanti meriti di Colombarini e del presidente Walter Mattioli, in questa stagione trionfale che ha riportato la Spal in Serie A, è stato quello di far ritrovare ai tifosi il legame forte con un passato glorioso: a ogni partita casalinga infatti il club ha invitato alcuni dei più famosi giocatori che in passato hanno indossato la maglia a righe bianche e azzurre. E ce ne sono tanti di calciatori importanti transitati da Ferrara: da Oscar Massei, idolo giovanile di Sgarbi, a Fabio Capello, da Sergio Cervato a Saul Malatrasi, da Ottavio Bianchi a Rosario Rampanti ad Armando Picchi e ancora, in ordine sparso, Egisto Pandolfini, Ottavio Bugatti, Osvaldo Bagnoli, Ruben Buriani, Fausto Pari.

Capello Spal
La figurina di Fabio Capello con la maglia della Spal

Il futuro

Il futuro è tutto da scrivere. Colombarini ha già compiuto un capolavoro portando la Spal dalla Serie D alla Serie A in quattro stagioni. Ha una rosa composta quasi interamente da giocatori italiani che complessivamente non arriva a 12 milioni di euro e sicuramente dovrà attrezzarsi per reggere il ritmo del massimo campionato. Ma ora non chiedetegli niente, vuole solo pensare a godersi il miracolo della sua Spal.

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