Giro d'Italia, sull'Etna vince Polanc: Nibali e Quintana immobili

Lo sloveno vince a sorpresa dopo una tappa in fuga, Nibali ci prova senza convinzione. I big arrivano in cima tutti insieme. E Bob Jungles è la nuova maglia rosa.

Giro d'Italia, vince Polanc sull'Etna: big immobili

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La fuga è andata in porto. Sull’Etna vince Jan Polanc, lo sloveno della UAE Abu Dhabi. Al traguardo della quarta tappa del Giro d’Italia passa lui per primo, un po’ a sorpresa ma meritatamente.
È il suo secondo successo nella corsa rosa: un’impresa come si faceva ai vecchi tempi, perché i big dietro fanno poco o nulla. Nibali ci prova timidamente, Quintana osserva e fa lavorare gli altri. Così gli uomini di classifica arrivano tutti insieme al rifugio Sapienza. Sfida rimandata. Sul traguardo: Zakarin secondo, Thomas terzo. 
Cambia la classifica generale del Giro d’Italia: la nuova maglia rosa è Bob Jungels, il lussemburghese della Quick-Step Floors è il leader in attesa delle grandi montagne.

Giro d’Italia, l’Etna aspetta

Dal mare alla montagna: il primo arrivo in salita del Giro d'Italia emoziona già solo per lo spettacolo paesaggistico. Subito una fuga a 4: nessun corridore di classifica, nessun nome importante. Vantaggio massimo di 8’, poi il gruppo inizia a tirare. Dopo la discesa del primo GP di montagna, alla ‘Femmina Morta’, i battistrada hanno poco più di 5’ di vantaggio. Mancano 75 chilometri all’arrivo, la battaglia vera è ai piedi dell’Etna.

Gli ultimi chilometri

Quando si inizia a salire, Gaviria, il proprietario della maglia rosa, si stacca subito. Un velocista pensa ad altro, il colombiano se la ride e va su con il suo passo. Davanti rimane solo Polanc, uno dei protagonisti della fuga. Il gruppo si sgretola, prova ad uscire Paolo Tiralongo. Era l’uomo di fiducia di Scarponi: da siciliano e con il suo compagno nel cuore, va all’attacco. Tutto inutile, il cuore c’è, la gamba no. Poco dopo viene ripreso dal gruppo, poi si stacca.
Ma i big? Quando mancano 8,4 chilometri partono Pellizzotti e Anacona, uomini di Nibali e Quintana. La mossa è chiara: preparare il terreno di battaglia. Lo Squalo si gira, studia gli avversari. Il colombiano invece, impassibile, pedala agile e non si fa intimorire da nulla. Polanc intanto davanti va: pedala male ma ancora in maniera efficace. A meno 3 chilometri ecco il morso di Nibali: accelerazione improvvisa, Amador della Movistar riporta sotto il gruppo, azione annullata. Non succede più niente, tranne Zakarin che ci prova e si prende la seconda piazza. Lo spettacolo promesso sull'Etna non c'è stato: ora le altre cime del Giro d'Italia aspettano.

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