La lettera di una tifosa dell'Atletico a quelli del Real: "Orgogliosi di non essere come voi"

La coreografia dei tifosi del Real Madrid nella semifinale di Champions League in Spagna aveva acceso le polemiche. Ecco la risposta di una tifosa dell'Atletico

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Dimmi cosa si prova. Questo era scritto a lettere cubitali nella coreografia che i tifosi del Real Madrid hanno mostrato a quelli dell'Atletico durante la semifinale di Champions League di martedì scorso. Per i Colchoneros le finali perse nel 2014 e nel 2016, a Lisbona e Milano, sono indubbiamente ferite ancora aperte. Ora arriva la risposta di una tifosa biancorossa: poche righe per far capire ai rivali di sempre cosa significhi, nonostante certe sconfitte, essere tifosi dell'Atletico Madrid.

Ieri ci chiedevate cosa si prova. Guardate, si prova tristezza. Ma per voi. Forse dovreste chiedere a voi stessi: cosa si prova a partecipare a una 'coreografia' prefabbricata stampata da Florentino? Cosa si prova quando, anche mentre si sta vincendo la semifinale di Champions si sentono di più i 4000 tifosi ospiti che gli 80.000 locali? Cosa si prova a cantare 'Come faccio a non volerti bene...' solo quando la squadra segna (perché alla fine è l'unico momento in cui le volete davvero bene)? Cosa si prova quando il miglior giocatore della vostra storia vi chiede con insistenza di non essere fischiato ma supportato? Adesso, ditemi cosa si prova a tifare una squadra soltanto per le Coppe che ha in vetrina, anziché per la semplice gioia di vederla giocare ogni domenica? Cosa si prova a vivere senza passione? Io so benissimo cosa ho provato a vedere la vostra coreografia: Orgoglio. Orgoglio di sapere che non saremo mai come voi. E già questa è una grande vittoria.

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