Bayern Monaco, Lahm: "Mandammo all'aria la tattica di Guardiola"

Nel 2014 i bavaresi persero la semifinale di Champions League per 4-0 in casa contro il Real Madrid. Quel giorno però non fu Guardiola a scegliere la tattica.

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Fidarsi è bene, non fidarsi è meglio. Spesso lo si impara a spese proprie. Venendo traditi da chi proprio non ci si aspetta. Ne sa qualcosa Pep Guardiola, che fece il grave errore di affidarsi ai giocatori del Bayern Monaco durante la sua avventura tedesca. Il risultato? La peggior sconfitta della sua era.

È il 29 aprile del 2014. Il Bayern Monaco deve affrontare il Real Madrid nella semifinale di ritorno della Champions League. All’andata gli spagnoli si sono imposti per 1-0. Niente di irrecuperabile. Al ritorno però i galacticos si impongono con un netto 4-0. Già a fine primo tempo il risultato è 3-0. Un’umiliazione. Forte, pesante. La cui colpa venne attribuita a Guardiola, reo di aver sbagliato tattica. Sbagliato.

A quasi tre anni di distanza Philipp Lahm, capitano del Bayern Monaco, torna su quella famosa partita ammettendo che le cose sono andate in maniera completamente diversa. Guardiola non sbagliò la preparazione della partita, sbagliarono i giocatori.

Bayern Monaco, Lahm svela: "Non sbagliò Guardiola"

Quella sconfitta costò molto a Guardiola. Restò al Bayern Monaco altri due anni, ma perse molta credibilità agli occhi di stampa e tifosi. Intervistato da die Zeit, Lahm ammette che però Pep quel giorno aveva poche colpe:

Quel giorno si disse che il suo sistema di gioco non funzionava, ma non era il suo sistema. Visto come abbiamo giocato non sarebbe mai potuto esserlo. Prima di quella partita Guardiola chiamò sei di noi e ci chiese come volessimo giocare. Noi decidemmo e lui alzò le mani.

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Fece bene Guardiola ad assumersi la responsabilità della sconfitta?

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La confessione di Lahm sorprende. Anche molto. Perché al termine di quella partita Guardiola si assunse tutta la responsabilità dell’accaduto:

Avevamo solo Schweinsteiger e Kroos a centrocampo, non basta per controllare il gioco contro il Real Madrid. La colpa è mia, resto fiero dei miei giocatori.

Loro però fecero finta di nulla e nessuno confessò la verità. L’unico a farlo, con tre anni di ritardo, è stato Lahm. Ma quel giorno Pep probabilmente ha imparato una lezione importante. Fidarsi è bene, non fidarsi è meglio.

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