Cassano: "Tra due mesi torno a giocare. Rifiutai 4 volte la Juventus"

Dal poker di rifiuti alla Juventus fino ai consigli per Totti passando da una promessa: tornerà a giocare in Serie A. Antonio Cassano si racconta a tutto tondo.

Antonio Cassano vuole tornare a giocare e lo vuole fare in Serie A. Alcune squadre lo intrigano

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Un rimpianto, ma comunque un campione. Antonio Cassano si presentò al grande calcio nel dicembre del 1999. Segnò un gol da urlo all’Inter. Lui indossava la maglia del Bari. Giocò con i biancorossi per due stagioni, prima di trasferirsi, a soli 19 anni, alla Roma campione d’Italia.

Doveva diventare il nuovo Totti. Fece bene, ma non riuscì mai a prendere per mano la squadra come si pensava. A soli 23 anni passò comunque al Real Madrid. Lì ci si aspettava il salto di qualità, specie dal punto di vista caratteriale. In un anno e mezzo giocò 29 partite. Furono di più le battute sul suo peso…

Tornato in Italia ha continuato a vivere di alti e bassi. Sampdoria, Milan, Inter, Parma e poi ancora Sampdoria. Fra un litigio e l’altro sempre qualche magia dalla quale sembrava potesse ripartire. In realtà Cassano sembra un mago che si è scordato le formule magiche. Le qualità le ha, ma non le ha mai sfruttate appieno.

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Cassano a 360°: da Pogba a James Rodriguez, fino al suo clamoroso ritorno

Intervistato dalla Gazzetta dello Sport, Cassano è tornato a parlare di tutto. Momenti belli e momenti meno esaltanti. E proprio lui che sa cosa vuol dire vivere un calo sportivo, ha voluto mandare un messaggio a Totti:

Non mollare. Vale ancora 10-12 gol a campionato. Ma quando si gioca poco è dura per tutti fare bene. Noi due siamo gli ultimi eroi di una certa generazione di attaccanti. È stato il mio miglior compagno di reparto.

Benché sia innegabile che la Juventus negli ultimi anni ha costruito molto bene, Cassano rimpiange il vecchio campionato di Serie A, quando regnava maggiore equilibrio e di anno in anno si alternava la vincitrice:

La Juve continuerà a vincere: sono bravi e anche forti di testa. Ma il livello si è abbassato. A fine anni Novanta c’erano le sette sorelle. La settima, la Fiorentina, aveva in attacco Rui Costa, Edmundo e Batistuta.

Oggi di talenti di quel livello ce ne sono meno. Non soltanto in Italia:

Messi è il top. Altri, come James Rodriguez, Balotelli e Pogba sono sopravvalutati.

Antonio Cassano
Antonio Cassano ai tempi del Real Madrid

Cassano, l’Inter e la voglia di giocare ancora

Saperlo così, svincolato e in cerca di una sistemazione fa impressione. Per anni è stato uno dei giocatori italiani di maggior talento. Poi, per un motivo o per un altro, con l’avanzare dell’età, si è perso.

Tra due mesi avrò una nuova squadra e devo essere fisicamente pronto. Ora ho 4-5 chili in più. Mi stuzzicano Udinese, Bologna e Sassuolo. Anche giocare a Verona, in A, sarebbe bello: tifosi fantastici, in 25 mila allo stadio.

Poi, un po’ come i suoi continui ma improvvisi colpi di testa, un retroscena interessante. In carriera Cassano ha rifiutato più e più volte di andare alla Juventus. Da tifoso dell’Inter ha preferito evitare. E lo ha fatto in periodi storici completamente diversi.

Le ho detto quattro volte no e non mi pento. La prima quando ero al Bari e scelsi la Roma, due volte con Secco d.s. e infine Marotta: ci ha provato anche lui. All’Inter suggerisco di ripartire da Guardiola o Spalletti.

Un rimpianto, ma comunque un campione. Antonio Cassano per l’ennesima volta regala grandi titoli. Lo ha sempre fatto. In campo, ma anche a parole.

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