Napoli, De Laurentiis: "Higuain traditore. Mertens? Decide la moglie"

Ennesima frecciata del patron nei confronti del Pipita: "Uomo con poca cultura". E su Dries non si risparmia: "Dobbiamo capire cosa vuole fare la moglie".

Napoli, De Laurentiis e lo sfogo su Higuain e Mertens

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Mai banale, Aurelio De Laurentiis. Il presidente del Napoli tira ancora una volta in ballo Gonzalo Higuain. Questa volta però, ai microfoni di BeIn Sports, alza il tiro. Si parla di mercato, di Maurizio Sarri e di Dries Mertens.

Il gioiello dell'annata ancora in corso, 28 gol stagionali, sta discutendo il rinnovo da mesi. Le sirene di mercato in vista dell’estate si fanno sentire, sono momenti di attesa. Il patron però ha una teoria tutta sua.
Così come è dettagliata e particolare la spiegazione sul comportamento di Higuain, passato dal Napoli alla Juventus: un tradimento (milionario) che ha segnato fortemente il suo operato.
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Napoli, le bordate di De Laurentiis

In primis si parla del tecnico Maurizio Sarri. Impossibile vederlo andare via? Quella parola dalle parti di Napoli non esiste dopo il caso Pipita:
Ha un contratto che lo lega al club per tanti anni. C’è una clausola, è vero, che però può scattare tra un anno pari a 8 milioni. Non sono pochi come penale per andare ad allenare altrove.
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Il mercato, poi. Casi Mertens e Koulibaly, i pezzi pregiati della rosa:
Credo che Dries voglia restare, ma bisogna capire cosa ne pensi la moglie. Se si risolveranno i problemi con lei, alla fine credo che rimanga con noi. Su Koulibaly, invece, il Chelsea è arrivato a offrire 55 milioni di euro. A Conte ho risposto che non potevo darlo via, perché Sarri non aveva centrali affidabili al posto del senegalese.
In pratica Maksimovic, che il Napoli ha acquistato dal Torino per circa 28 milioni, non è ritenuto all’altezza. E sull’attaccante argentino, due volte a segno in Coppa Italia al San Paolo, ha commentato amaro:
Mi ha indicato con il dito per tentare di assolversi davanti ai tifosi, ma mica sono stupidi e capiscono perfettamente le situazioni. Se sei una persona di buon gusto non tradisci la squadra che ti ha reso grandissimo per andare a giocare nella Juventus, l’eterna rivale. Qui parliamo di un’uscita di cattivo gusto, in cui non c’entra nulla il presidente, il fratello, ma solo la sua cultura. Credo sia molto piccola.

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