Manchester United, Rashford: "Sgridato da mamma perché gioco in casa"

L'attaccante dello United si racconta: tra i rimproveri della mamma e gli oggetti distrutti giocando a calcio dentro casa.

Marcus Rashford, attaccante del Manchester United

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Non deve esser facile condurre una vita normale quando a soli 19 anni giochi nel Manchester United. Un'adolescenza quasi strappata in favore di un sogno che va prendendo sempre più corpo, offrendoti la possibilità di raggiungere ciò che da bambino avevi sempre desiderato. Sicuramente sarà stato un po' questa l'esperienza di Marcus Rashford, che è passato dal giardino di casa al rettangolo di gioco dell'Old Trafford, di fronte a oltre 70mila spettatori. Una doppietta siglata all'esordio da professionista contro il Midtjylland ha regalato allo United un nuovo Golden Boy e a Louis Van Gaal l'ennesima scommessa vinta. L'incredibile ruolino di marcia del giovane e rapidissimo attaccante è di quelli da predestinato: sono infatti 8 i gol siglati in 18 presenze nella stagione 2015/2016. Numeri pazzeschi per un diciannovenne, ma ancor più impressionanti se si pensa al lasso di tempo in cui tali statistiche sono state marcate.

Le prime reti messe a segno da Rashford con la maglia del Manchester United si sono susseguite in un arco temporale che va da febbraio a giugno 2016. Cifre da campione in erba, insomma, a cui si aggiungono le 10 reti siglate quest'anno in 40 presenze tra Premier e coppe. Peccato però che alle volte ci si dimentichi di quanto un giocatore di quell'età abbia bisogno del suo margine d'errore. Le pressioni spesso gravate sulle spalle del ragazzo e le critiche mosse alle volte dai media non hanno fatto altro che creare aspettative su un attaccante che, rispettando il giusto percorso di crescita, tra pochi anni potrà essere il faro della nazionale inglese. Fondamentalmente però, Rashford è e resta poco più che un adolescente: basti pensare come, nonostante i milioni guadagnati, l'attaccante passi del tempo ancora spesso e volentieri in casa con la madre e i fratelli.

Certo, gli standard e il tenore di vita sono decisamente aumentati, ma i valori che hanno portato Rashford a diventare il giovane uomo che è hanno fatto sì che il centravanti si occupasse in primis della propria famiglia, dedicando loro gran parte dei proventi guadagnati sin qui. I ruoli in casa Rashford continuano ad essere rispettati: pare infatti sia tuttora consuetudine udire le urla della mamma del giovane Marcus intenta a rimproverare il figlio, reo di continuare a giocare a calcio dentro casa come da abitudine fin dall'infanzia.

Rashford e Van Gaal
Marcus Rashford dà il 5 a Louis Van Gaal, tecnico a cui va il merito di aver fatto esordire il giovane talento scuola Manchester United.

Manchester United, Rashford e i rimproveri

Intervistato dal Telegraph, Marcus Rashford ha raccontato una giornata tipo in casa di mamma: tra gli oggetti rotti, le partitelle con i fratelli e i rimproveri del genitore.

Mia mamma continua tutt'oggi a sgridarmi. Io sono sempre stato così, giocavo a calcio ovunque: dentro casa, al parco, nei parcheggi dei negozi. Se potessi lo farei ancora, ma va da se come la cosa sia diventata più difficile. Alle volte però riesco ancora a trovare un campetto tranquillo, nonostante tutto. Continuo ad avere una voglia matta di giocare, io come i miei fratelli. Il luogo non fa differenza, che sia il giardino o l'interno della casa. Se ho spaccato qualcosa col pallone? Sì, ed è proprio per questo che mamma continua a rimproverarmi.

Good to start the year off with a win ⚽️ happy birthday to my bro @tfosumensah enjoy it 💥👊🏾 #51 #39

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Una vita più normale del previsto quella di Rashford, che a dispetto della propria popolarità non sembra dunque essersi lasciato prendere dalla spocchia tipica di alcuni suoi più illustri colleghi. Adesso però il giovane Marcus è atteso da un paio di mesi che potrebbero sancirne la definitiva esplosione: il rush di fine stagione vedrà il diciannovenne caricarsi sulle spalle l'eredità di Zlatan Ibrahimovic, fermato da un terribile infortunio. Assieme ad Anthony Martial il britannico avrà il compito di far rimpiangere il meno possibile lo svedese e portare il Manchester United su quel treno che corre verso la prossima Champions League.

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