Bruno, il portiere killer, torna in carcere: deve scontare 18 anni

Torna in carcere il portiere killer Bruno, condannato in appello per l'omicidio dell'amante, Eliza. Il club che lo aveva tesserato, il Boa Esporte, si chiude nel silenzio.

Il portiere killer Bruno è stato condannato in appello per l'omicidio dell'amante

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Il carcere riapre le sue porte a Bruno Souza, portiere brasiliano attualmente al Boa Esporte. Una storia dura da raccontare, quella dell'estremo difensore brasiliano, una storia di sangue. 

Nel marzo 2003 Bruno Souza, sposato, è stato condannato a 22 anni e 3 mesi per l'omicidio dell'amante, Eliza Samudio. L'ex portiere di Flamengo e Corinthians, in passato anche obiettivo di mercato del Milan, valutato per sostituire Dida, ha riassaporato il gusto della libertà dopo 4 anni di detenzione: un nuovo grado di giudizio e un comitato di 4 giudici avrebbero riesaminato il caso ed emesso nuovo giudizio.

Che è stato nuovamente di condanna: la sentenza è arrivata il 26 aprile 2017, Bruno Souza deve tornare in prigione per scontare altri 18 anni di pena

Bruno Souza
Bruno Souza, 32 anni

Bruno Souza torna in prigione per l'omicidio di Eliza: la storia

Tre dei quattro giudizi della Corte Suprema del Brasile si sono espressi contro la sua scarcerazione. Secondo la corte, nel 2010 Bruno Fernandes de Souza avrebbe ucciso l'amante, Eliza: in quel momento storico era una stellina in ascesa del Flamengo, in odor di convocazione nei Mondiali 2014. Al suo arrivo al Boa Esporte, con la pena sospesa, il club ha subito un pesante contraccolpo d'immagine ed economico. Non si è parlato d'altro per settimane in Brasile: il club si è difeso, ma nulla da fare. Tante le critiche feroci, le associazioni femministe e dei diritti umani hanno fatto sentire la loro voce, e ben 5 sponsor hanno deciso di abbandonare il club in seguito al tesseramento di Bruno de Souza. Un'associazione dei diritti umani, "Somos todos vitimas unidas" ha raccolto più di 37mila firme contro l'acquisto del portiere, che è sceso in campo 5 volte con il suo nuovo club. Prima di tornare in carcere. 

Tutto comincia il 9 giugno del 2010, quando Eliza scompare. Il portiere Bruno, ora 32enne, viene processato e condannato per il suo delitto efferato: avrebbe rapito Eliza, l'avrebbe uccisa, tagliata a pezzi e data in pasto ai suoi rottweiler, insieme a 8 complici. A raccontare la storia, condita di macabri dettagli, un suo cugino. La pena era stata ridotta a 22 anni, dai 41 iniziali, perché Bruno avrebbe ammesso, dopo molti silenzi, di essere a conoscenza della morte della sua amante, da cui aveva avuto un figlio, mai riconosciuto, frutto della relazione extraconiugale. A compiere l'omicidio materialmente sarebbe stato Luiz Henrique  Romao, detto "Macarrao": Eliza avrebbe minacciato di rendere pubblica la relazione. Ulteriore dramma a margine: il cugino di Bruno, che aveva confessato, due anni dopo è stato ucciso da due killer. 

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