Il baseball, la Bibbia, il buio e un sogno col Monaco: all in Falcao

Dalla mazza da baseball al pallone. Dalla sua Colombia all'Europa. Dal dolore alla rinascita grazie alla Bibbia, con un sogno chiamato Monaco: il mondo di Falcao.

Falcao, Monaco

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Formidable, oui’. In zona Stade Louiss II sono euforici. Titoloni, speranze e sogni si alzano verso il cielo del Principato. Perché la ‘stupéfaiente résurrection’ di Falcao è la meravigliosa verità del miracolo Monaco. Tra un’energia gigantesca, azioni spacca tattica e gol ai confini dell’epica. La formazioni di Jardim stupisce l’Europa e se la comanda con l’incoscienza di chi vuole conquistare il mondo. Lo fa con un mix di freschezza, eleganza ed esperienza: si, quella del Tigre.

Se il leone ruggisce, Falcao graffia. Se gli uomini normali crollano, lui risorge. Se Cristiano Ronaldo supera i 100 gol in Champions League, lui risponde con un altro record: 45 firme in 50 presenze, una media di 0,90 reti a partita, nessuno vanta numeri migliori nella storia delle competizioni Uefa. Un mostro. Anzi, El Tigre. Già, Radamel mica si arrende. E così, dopo tanta convalescenza, il colombiano è tornato a fare al meglio il suo mestiere: il gol. In Europa e in quel Principato che tanto lo ama. Potenziato dalla partecipazione di Mbappé, entrambi in gol nell’ultima partita di Ligue 1 contro il Lione

Questo Falcao giganteggia. Segna in tutti i modi, graffia. È impossibile non fare appello alle divinità del pallone dopo la tanta meraviglia ammirata in questa cavalcata europea del Monaco. Robe forti, gol da playstation, vedi l’ultimo in Champions League. Perché contro il Borussia Dortmund la squadra di Jardim ha giocato come se fosse un bambino davanti a un video game al livello facile. Tipo? Mendy e Lemar si scambiano la palla in allegria, cross in mezzo, e via: testa vincente del Tigre. “Une nuit magique”, anche senza traduzione il momento di Falcao arriva diritto al mondo intero. 

Falcao story

Falcao
Falcao con la maglia della Colombia

Tocca il cielo e cade. Crolla e si rialza. Non si abbatte, Radamel. Consapevole del dono che Dio gli ha concesso. E per questo ringraziare il cielo è cosa buona e giusta per Falcao. Fedelissimo. Anti divo per vocazione e uomo casa e chiesa.

Vivo seguendo la parola di Dio e della Bibbia. Applico questi principi a tutti i campi della mia vita.

Un calciatore mandato in missione. E l’ultimo checkpoint da raggiungere si chiama Cardiff. La terra promessa per completare il cammino. Il posto dove alzare al cielo quella coppa che il Monaco è tornato a sognare. Champions Legue. Una dolcissima musica remixata dalle notte tutte rock and roll suonate a tutto volume dalla banda Jardim.

Domandina: perché il Monaco segna tantissimo? Ci sarà un modo per giustificare i numeri senza senso (in positivo eh) di questa squadra. In Ligue 1, per esempio, la media dei monegaschi è di 2.9 gol a partita. Risposta al quesito: la qualità supera la già enorme quantità. Poi c’è Falcao. Che attacca i pali col sangue negli occhi e finalizza in tutti modi. Di testa, come nel caso del Borussia, o addirittura baciando il pallone. Chiedete a Guardiola, che ha visto le stelle mentre contemplava la dolcissima parabola disegnata da Radamel nel match all’andata. Tocco sotto e pettinata al pallone. Magia.

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E oggi i suoi capolavori fanno di nuovo il giro del mondo. El Tigre è tornato l’animale di una volta. Graffia. Alla faccia degli anni bui di Chelsea e Manchester United, strano posto l’Inghilterra. Magari fu colpa del freddo, della pioggia o di quel maledetto infortunio. L’inizio di un calvario cominciato proprio col Monaco:

Ѐ stato il momento peggiore della mia carriera dopo l'operazione ho pensato addirittura al ritiro, ma sono riuscito a non perdere la speranza.

Schock. "Ma uno così non può smettere". E infatti Radamel non ha mai mollato. Merito anche della Bibbia e dei Locos Por Jesus, il gruppo religioso del quale fa parte e che lo ha reso un Atletas de Cristo. E del Principato, un casinò di emozioni sbancato di nuovo giorno dopo giorno. Magia dopo magia. Cinture allacciate, grazie, ecco i numeri: già 28 in stagione. 5 in Champions League e 19 in Ligue 1, più i restanti sparsi per la Francia.

Dio, gol e strike

Falcao
Idolo e capitano: il Principato ama Falcao

Questa è la sua vita. Il prologo della storia lo scrisse il Sig, Radamel Garcìa, il papà. Un ex difensore colombiano innamorato pazzo di un campione: un certo Roberto Falcao. E quando Radamel nacque, pochi dubbi: "Il suo secondo nome sarà Falcao".

Calcio da strada. Quello fatto di ginocchia sbucciate e magliette lavate da una tempesta di sogni e passione. Pallone tra i piedi e… mazza in mano. Tranquilli, Il piccolo Radamel non era un bullo di quartiere e non picchiava nessuno: semplicemente si era innamorato del baseball. O besibal, meglio alla spagnola.

FalcaoCopyright Soccer Blog
Bravissimo anche con la mazza in mano: che passione il baseball

Al guantone si avvicinò quando per un periodo visse in Venezuela. Merito di una famiglia di sportivi e artisti: le due sorelle giocano a tennis, la moglie è cantante e modella, mentre lo zio (attore) interpreta un prete in una telenovela locale. Ma alla fine la passione di papà e la vocazione per il calcio fecero la loro parte. Colombia, Argentina e Europa.

Ci vuole un fisico... da Tigre

Radamel Falcao
Falcao e una delle sue vittorie con l'Atletico Madrid

Sviluppatissimo, Radamel. Da sempre. Maschio bello virile. Iniziò a 13 anni nei Lanceros di Boyacà, tra stupore e dubbi. ‘Ma non è che è più grande degli altri?’. E via con le polemiche legate alla sua vera età. Peccato, tutte spente e smentite dai documenti ufficiali:

FalcaoCopyright Carlo Pizzigoni, mondofutbol.com
L'età ufficiale di Radamel Falcao

Legato al suo paese, amatissimo. Concepito e nato sulla costa di Santa Marta, a due passi da uno dei paradisi terrestri del pianeta: il Parco Tayrona. Cresciuto nel cuore del paese, Bogotà, fino alla scuola calcistica in Argentina. Al River Plate. Nucleo del fútbol del Subcontinente, lì.

Dall’Europa League col Cholo fino al maledetto infortunio col Monaco, per colpa del quale saltò il Mondiale del 2010. Numero 9 per eccellenza durante le meravigliose stagioni Colchoneros. Tifosissimo sfegatato dei Millonarios. Vita semplice, casa e chiesa quasi. Amore e pallone. In vacanza, per esempio, Radamel si porta dietro le attrezzature da palestra per mantenersi in forma. Gioie, gol (70 in 91 partite con l’Atletico), crac e delusioni: rimpianti inglesi, maledetta Inghilterra. Dai corteggiamenti sui mercati mondiali, anche Italiani, fino al ritorno nel Principato: nel Casinò di Jardim. "Formidable, oui".

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