Luis Enrique, elogio a Leo: "Messi è decisivo anche quando cena"

Dalla sviolinata di Luis Enrique agli elogi dei compagni, passando per l'esultanza di un tifoso del Real Madrid: tutti pazzi per Messi: "Uno decisivo anche da casa".

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L'elogio a Lionel Messi è la grande opera filosofica del nuovo millennio. Segnare 500 gol con la stessa maglia, nel calcio di oggi, è qualcosa di obiettivamente impossibile. Eppure c'è chi ci riesce. Leo. Che dopo aver mandato al tappeto il Real Madrid si toglie la maglia e la mostra al mondo. Un'immagine quasi sacra, la sindone del pallone che per un attimo risplende nel tempio dei nemici.

Lo hanno picchiato in tutti i modi, Messi. È finito a terra. Vederlo disteso col sangue alla bocca per molti è stato un sospiro di sollievo. "Ah, allora anche lui può soffrire". Sì, certo: Messi è umano. Lo è come tutti noi. Ed è per questo che godere del suo talento è l'unica cosa sensata: lo era dopo la sconfitta contro la Juventus e lo è ancor di più oggi, all'indomani di uno dei Clasico più emozionanti di sempre.

Televisioni, web, giornali oggi hanno deciso di celebrare La Pulce in tutte le salse possibili. Decidere se è il miglior calciatore di sempre è una pura scelta personale, dettata da gusto, fede e passione: ma ammettere che Messi e il Barcellona sono una cosa sola, è la grande certezza certificata nuovamente dopo la prestazione di ieri.

Da Luis Enrique al mondo intero: l'elogio a Messi

Non ha mai avuto dubbi, Luis Enrique. Un allenatore che ha scelto di farsi da parte una volta terminata la stagione. In una Liga che da ieri ha tutto un altro sapore. Grazie soprattutto alla doppietta d'autore del'ultimo genio che il calcio ha regalato al mondo:

Leo è il miglior calciatore di tutti i tempi e il fatto che abbia segnato così tante reti lo certifica. Il Barcellona è un club incredibile e Messi fa parte della sua storia: oggi e per sempre. È decisivo e determinante anche quando è a casa a cenare. 

Parola e musica proprio di Luis Enrique, dichiarazioni a caldo dopo la magia di ieri, ma pronunciate con la sicurezza di chi, con i propri occhi, ha davvero visto l'impossibile diventare realtà. Commenti condivisi all'unisono. Confermati e postati da chiunque. Dagli addetti ai lavori, ai compagni, di squadra e di reparto: come Suarez.

Nessuna invidia. Non c'è spazio per pensare di diventare come lui. Lecito prendere spunto, ovvio: per il resto basta solo celebrarlo. Tipo Rafinha, che forse solo ieri ha realizzato di giocare assieme al quel calciatore lì:

Ieri il Clasico, giocato a Madrid, per i blaugrana aveva un sapore speciale. Perché era Sant Jordi, la festa per celebrare la ricorrenza del loro patrono. Il 23 aprile, in Catalogna, è una data unica. E lo dimostra anche Pique, senza dimenticare Messi:

Tutti d'accordo

Persino un tifoso del Real Madrid, sugli spalti con la maglietta bianca, al gol vittoria di Messi si è alzato in piedi a festeggiare. Era stordito? Era stato minacciato? Improbabile, semplicemente, anche se dal cuore Blancos, ha avuto il coraggio e l'onestà di godere di una sconfitta della propria squadra. Celebrando Leo, il calciatore di tutti.

Tifoso Real Madrid esulta per Messi
Tifa Real Madrid? Amen, lui esulta per Leo

Anche Marca, giornale di fede Madrilena, ha celebrato la doppietta di Messi. Esaltandolo e prendendo con filosofia la sconfitta. Maglia sullo stendino e via:

Un mostro, ma comunque umano. Uno che cade e si rialza. Uno che decide e determina anche quando è a casa a cenare.

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