Clasico, gli errori di Zidane nella sconfitta contro il Barcellona

Zidane sotto accusa dopo la sconfitta del Real Madrid nel Clasico. Ecco i suoi errori: dalla gestione della rosa a Bale in campo, più l'assenza sistematica di Isco

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La sconfitta del Real Madrid di Zinedine Zidane non ha solo riaperto la Liga e una vecchia ferita, quella del Barcellona che vince, stravince, e viene a prendersi i 3 punti nell'augusto Bernabeu, nella casa del Madridismo. 

La sconfitta dei Blancos ha riaperto l'antica faida intorno alla figura del francese, alle sue scelte, alla qualità delle stesse. Alla qualità del tecnico che fino a poche ore fa era osannato, apprezzato. Semifinale di Champions League in tasca, Liga ad un passo: tutto riaperto, tutto di nuovo in discussione.

E a riaprire il vaso di Pandora è stato l'icona del Barcellonismo, Leo Messi, che ha avuto anche l'ardore di mostrare davanti a tutti la sua maglia, il suo nome, scherno supremo, vetta di dileggio che neppure i numeri da circo su Casemiro erano riusciti a raggiungere. Zidane non si pente, ma la stampa spagnola attacca: il Real è andato in difficoltà per colpa dei suoi errori. Vediamo quali. 

Zidane del Real Madrid è al centro delle polemiche dopo la sconfitta contro il Barcellona
Zidane è al centro delle polemiche per la gestione della rosa del Real Madrid

Gli errori di Zidane: da Isco a Bale, tutti sul banco degli imputati

La prima domanda che tutti si sono posti: perché Bale? Il gallese non avrebbe dovuto giocare titolare in una gara così decisiva. Soprattutto perché evidentemente non poteva essere al cento per cento. La vecchia, ma sempre valida, regola di far scendere in campo nei big match solo giocatori al 100% è stata stravolta da Zidane, che ha voluto insistere su Bale. In realtà creando una doppia falla nella lettura e gestione della partita: ha fatto in modo che la squadra giocasse i primi minuti di fuoco con un Bale a mezzo servizio e in ottica strategica ha dovuto fare a meno di un cambio, spendibile in seguito, quando poi l'esterno ha alzato bandiera bianca.

Come se non bastasse, il tanto celebrato Zinedine Zidane continua ad insistere, caparbio, sulla BBC. E il fuoco incrociato dei media mira decisamente in questa direzione, criticando questa soluzione: non ce ne sono altre? Non si può fare a meno di Cristiano Ronaldo, Benzema e Bale insieme sul terreno di gioco? La filosofia madridista del bel gioco e dei grandi giocatori in questo momento potrebbe essere accantonata, proponendo scelte diverse, anche abiti tattici diversi. Anche perché il rendimento della BBC ha dato da qualche tempo segnali preoccupanti e fatto udire altrettanti scricchiolii. E il Real Madrid ne risente. L'accusa più grave resta comunque una: la squadra è meno solida, meno squadra in senso ampio, con loro 3 in campo. Ed è un'accusa capitale se si concretizza contro il Barcellona, che fa del concetto di squadra un must have irrinunciabile. 

Anche perché la presenza della BBC apre il capitolo degli assenti. Di Isco parleremo più avanti, ma per il Madridismo tutto è un problema grosso vedere due canterani di grido, scintillanti come Asensio e Vazquez, uno in panchina, uno in tribuna. Asensio è in forma super, lo ha dimostrato anche contro il Barcellona: aiuterebbe il Real Madrid a giocare in maniera decisamente più logica, con Ronaldo nel cuore dell'area dove fa più male. 

E da qui all'accusa diretta contro Zidane il passo è breve: non saprebbe leggere in maniera efficace le partite. Pur in 10 uomini, anzi proprio perché in 10 uomini, non risulta accettabile poter subire un contropiede così disastroso come quello che ha portato al minuto 92 Messi a siglare il gol della disfatta dei Blancos. L'assurdità del break pazzesco di Sergi Roberto, che apre in due il centrocampo del Real Madrid (senza che Modric e Marcelo facciano il tanto necessario e sacrosanto, in certi momenti, fallo tattico), non lascia scusanti. Vedi alla voce: tutto quello che non doveva succedere. Anche perché il pareggio sarebbe stata una mezza Liga in tasca, ed ora è tutto di nuovo in discussione.

Il punto cardine delle accuse a Zidane però si muove intorno ad un giocatore, alle sue giocate straordinarie, e a una domanda: perché Isco non gioca mai i big match? Nei due momenti in cui poteva metterlo in campo, infortunio di Bale e necessità di remuntada, Isco non è entrato. Gli è stato preferito prima il giovanissimo canterano Asensio (che a onor del vero ha fatto benissimo), poi James Rodriguez (che comunque ha segnato il gol del pareggio che poteva valere la Liga).

Nelle grandi sfide per Isco non c'è posto: As scodella nell'area delle polemiche una statistica che lo certifica. Isco ha giocato solo il 36,88% delle partite che contano. Può giocare contro le piccole (contro le ultime 3 della classe, ad esempio) visto che ha il 65% di presenze in quel caso. Ma contro le big no, non ne ha facoltà. Volete una prova? In Champions solo Coentrao e Mariano hanno giocato meno di lui. Tuoni e fulmini, anche perché il suo futuro è in bilico. Ed il ruolo di principale capo d'accusa contro Zidane non torna proprio a suo vantaggio. Anche se, come abbiamo visto, non è l'unico capo d'accusa che pesa sulle spalle del tecnico del Real Madrid... 

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